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“Class action” delle Internet company contro la Francia

Fra i firmatari del ricorso ci sono Google, eBay e Facebook. Obiettivo: bloccare la proposta di legge che obbligherebbe la conservazione dei dati degli utenti online per un anno per renderli disponibili in caso di attività di polizia

05 Apr 2011

Venti aziende, tra le quali Google, eBay e Facebook, si scagliano
contro un decreto legge francese. Il ricorso, che verrà presentato
domani davanti al Consiglio di Stato della Francia, mira a fermare
la proposta che obbligherebbe le società attive sul web a
conservare i dati personali degli utenti web per un anno a favore
di un utilizzo investigativo da parte di polizia, ufficio
anti-forde, dogane, atorità fiscali e sociali. Le venti aziende
internet agiranno attraverso l’ Asis (French Association of
Internet Community Services).

Il decreto, qualora divenisse attuativo, costringerebbe i siti di
e-commerce, di contenuti audiovisivi, e di servizi e-mail a rendere
disponibili alle autorità nomi, indirizzi postali, numeri
telefonici, password e dati dei propri utenti. Benoit Tabaka, capo
dell’Asis, è convinto che “numerosi elementi sono
problematici. Ad esempio, manca una consultazione con la
Commissione Europea. Quella di mantenere le password e rivelarle ai
servizi di polizia è una misura scioccante”.