Il cloud sovrano europeo non passa più soltanto dalla tormentata certificazione Eucs. A oltre un anno dal report del Cep che descriveva il progetto europeo di certificazione dei servizi cloud in una fase di stallo, Bruxelles ha modificato sostanzialmente il perimetro della partita. L’Eucs non è stato abbandonato e figura ancora tra gli schemi di certificazione in sviluppo presso Enisa, ma nel frattempo la Commissione ha aperto due cantieri molto più ampi. Da un lato la revisione del Cybersecurity Act, presentata il 20 gennaio 2026, dall’altro il Cloud and AI Development Act, proposto il 3 giugno, che porta il principio di sovranità direttamente dentro la politica europea per infrastrutture cloud e AI.
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Cloud sovrano, l’Europa cambia strategia: l’Eucs non basta più
Il lungo stallo sulla certificazione europea dei servizi cloud non è stato superato, ma Bruxelles ha spostato il confronto su un terreno più ampio. Con la revisione del Cybersecurity Act e il Cloud and AI Development Act, la sovranità digitale entra direttamente nella politica industriale e negli acquisti pubblici

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