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Cloud storage, l’AI farà triplicare il giro d’affari in cinque anni



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La previsione è di Marketsandmarkets, secondo cui si passerà dai 92,25 miliardi di dollari stimati per la fine del 2026 ai 261,21 miliardi che dovrebbe cubare il segmento entro il 2031. L’incremento medio annuale sarà del 23,1%, sospinto dalla rapida crescita della generazione di dati aziendali e dall’adozione di applicazioni cloud-native

Pubblicato il 26 ago 2026



Cloud storage, l’AI farà triplicare il giro d’affari in cinque anni
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Il prossimo quinquennio vedrà il mercato globale del cloud storage triplicare: si passerà in altre parole dai 92,25 miliardi di dollari stimati per la fine del 2026 ai 261,21 miliardi che dovrebbe cubare il segmento entro il 2031.

La previsione è di Marketsandmarkets, secondo cui nel periodo analizzato l’incremento medio annuale sarà del 23,1%. A gonfiare il giro d’affari concorre soprattutto la rapida crescita della generazione di dati aziendali, a cui si aggiunge l’incremento dei carichi di lavoro di intelligenza artificiale e analisi, dell’adozione di applicazioni cloud-native e della domanda di infrastrutture di storage scalabili.

Lo scenario sondato da Marketsandmarkets

Secondo l’ultimo report di Marketsandmarkets, le organizzazioni stanno adottando sempre più piattaforme di storage a oggetti, a blocchi e a file per supportare applicazioni aziendali, data lake, carichi di lavoro di intelligenza artificiale, backup, disaster recovery e conservazione dei dati a lungo termine.

L’integrazione di una gestione smart dello storage, attraverso architetture cloud ibride, automazione e funzionalità di storage predisposte per l’AI, sta d’altra parte trasformando la tecnologia in una base dati strategica che migliora la scalabilità, l’efficienza operativa, l’accessibilità dei dati e la resilienza aziendale nei moderni ambienti enterprise.

Di conseguenza, il mercato dello storage cloud si evolve man mano che le aziende modernizzano le infrastrutture per l’intelligenza artificiale, l’analisi dei dati, le applicazioni cloud-native, la resilienza informatica e le operazioni distribuite. Le organizzazioni stanno anche adottando architetture ibride per bilanciare scalabilità, costi, sovranità e prestazioni. Lo storage ad alte prestazioni per l’AI e la convergenza dello storage con la ricerca vettoriale, i metadati, i lakehouse e le funzionalità di gestione intelligente del ciclo di vita stanno spostando il mercato oltre la semplice capacità, verso una piattaforma dati aziendale integrata.

Da semplice utility di capacità a infrastruttura fondamentale per l’AI

Il mercato dello storage cloud si sta dunque rapidamente evolvendo da semplice utility di capacità a infrastruttura fondamentale per l’AI, l’analisi dei dati e le applicazioni distribuite.

Entrando più nello specifico, Marketsandmarkets prevede che nei prossimi cinque anni lo storage di file registrerà la crescita più rapida, con un cagr del 25,3%, trainato dalla continua implementazione di file system aziendali condivisi, carichi di lavoro di intelligenza artificiale, applicazioni cloud-native, ambienti cloud ibridi e requisiti di accesso ai dati ad alte prestazioni.

Per tipologia di applicazione, saranno l’intelligenza artificiale e i carichi di lavoro ad alte prestazioni a registrare la crescita più rapida nel periodo di previsione, (+27,8%, trainati dalla crescente domanda di training dei modelli, inferenza AI, storage di database vettoriali e requisiti di elaborazione dati ad alta velocità.

Per modalità di implementazione, dovrebbe essere il cloud ibrido a sperimentare la crescita più rapida: le aziende devono bilanciare la scalabilità del cloud pubblico con la sovranità dei dati, le prestazioni dei carichi di lavoro, il controllo dei costi e i requisiti dei dati on-premise.

Sarà però l’offerta di servizi a mettere a segno il cagr più elevato, pari al 23,5%: serviranno infatti competenze in materia di implementazione, osservabilità gestita e ottimizzazione delle piattaforme. Soprattutto per le pmi, la cui spesa crescerà più rapidamente della media. I fattori di questo exploit? La presenza di modelli di storage pay-as-you-go, minori investimenti in infrastrutture, gestione semplificata e crescente adozione di applicazioni aziendali cloud-native.

I protagonisti? Aws, Microsoft, Google Cloud, Alibaba Cloud e Oracle. Soprattutto in Asia-Pacifico

Come per altri comparti tecnologici, sarà l’Asia-Pacifico la regione caratterizzata dalla più rapida crescita nel mercato del cloud storage: i ricavi dello storage cloud aumenteranno supportati dalla rapida adozione del cloud, dall’espansione delle infrastrutture digitali, dagli investimenti in intelligenza artificiale e dall’aumento dei volumi di dati aziendali in Cina, India, Giappone, Australia, Corea del Sud e Sud-est asiatico.

Le organizzazioni stanno aumentando gli investimenti in data lake, backup e disaster recovery, e-commerce, digital banking, piattaforme multimediali, 5G e applicazioni cloud-native. I requisiti di residenza dei dati e la continua espansione delle infrastrutture cloud regionali stanno inoltre incoraggiando le aziende a implementare architetture di storage scalabili, pubbliche, ibride e a controllo locale più vicine agli utenti e ai dataset regolamentati.
Tra le aziende leader nel mercato dello storage cloud figurano Aws, Microsoft, Google Cloud, Alibaba Cloud e Oracle, che continuano a espandere l’offerta per la scalabilità dello storage, le prestazioni, l’integrazione dell’AI, le funzionalità ibride e l’infrastruttura globale. Gli specialisti dello storage cloud, tra cui Wasabi, Backblaze, Scality, MinIO e Zadara, stanno d’altra parte intensificando la concorrenza attraverso prezzi semplificati, architetture compatibili con S3, implementazioni ibride, sovranità dei dati e funzionalità di storage specializzate.

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