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Deutsche Telekom: “Parità funzionale con gli hyperscaler entro il 2026”



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La telco tedesca rafforza l’infrastruttura cloud con nuove funzioni avanzate, più sicurezza e capacità di calcolo per l’AI, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e aprendo a modelli di innovazione basati sul controllo dei dati

Pubblicato il 4 feb 2026



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Il public cloud europeo entra in una fase di evoluzione decisiva grazie alla spinta di Deutsche Telekom, che amplia le proprie infrastrutture e prepara un salto tecnologico pensato per ridurre la dipendenza dalle piattaforme statunitensi. L’operatore punta a raggiungere la parità funzionale con i grandi hyperscaler entro il 2026, mentre integra nuovi servizi orientati alla gestione dei dati e all’intelligenza artificiale. Il percorso si inserisce in un momento in cui la sovranità digitale è diventata una priorità per imprese e istituzioni. La dichiarazione di Ferri Abolhassan, Ceo di T-Systems e membro del Board of Management di Deutsche Telekom AG, è emblematica: “Stiamo ponendo fine all’era delle decisioni aut aut. Finora le aziende dovevano scegliere tra funzionalità massime oltreoceano o sovranità europea”. Il cambio di paradigma richiama un’esigenza diffusa nel mercato continentale.

Il nuovo ecosistema cloud nasce per offrire capacità tecnologiche avanzate senza allontanarsi dal perimetro normativo dell’Unione. La strategia risponde alla richiesta di ambienti competitivi, aperti e conformi, indispensabili per sostenere applicazioni critiche e nuovi modelli industriali. Le imprese cercano strumenti che combinino flessibilità operativa e sicurezza, elementi difficili da mantenere quando i dati attraversano giurisdizioni esterne.

Investimenti e nuovo posizionamento competitivo

L’iniziativa di Deutsche Telekom mira a rafforzare la posizione europea in un settore che da anni è dominato da pochi player globali. L’aumento delle funzionalità disponibili rappresenta un passo importante per chi punta su un cloud che resti all’interno del quadro giuridico dell’Unione. Le analisi di Information Services Group citate dall’operatore indicano che l’infrastruttura rinnovata già supera alcune proposte delle big tech, mentre offre prestazioni superiori rispetto ad altre soluzioni presenti nel Continente. Questo scenario contribuisce a riequilibrare un mercato caratterizzato da forti asimmetrie.

Le imprese chiedono piattaforme più semplici da gestire, capaci di erogare risorse su richiesta e prive di barriere tecnologiche. L’approccio modulare presentato dall’operatore risponde a queste necessità. Le aziende possono selezionare solo i componenti necessari, riducendo costi e complessità. Le funzioni automatizzate per lo sviluppo applicativo e la gestione delle risorse accelerano la modernizzazione dei sistemi informativi e riducono la dipendenza da architetture legacy.

Potenza di calcolo e intelligenza artificiale

Il rafforzamento della capacità di calcolo dedicata all’AI rappresenta uno dei pilastri più rilevanti della strategia. L’integrazione con un’infrastruttura ad alte prestazioni situata in Germania aumenta la disponibilità di risorse Gpu e consente di sviluppare modelli complessi senza ricorrere a server di proprietà. Si tratta di un elemento chiave in un contesto caratterizzato da una crescente domanda di elaborazioni avanzate e da un mercato competitivo che richiede prestazioni costanti.

La disponibilità di calcolo scalabile resta fondamentale per i settori che stanno integrando sistemi predittivi, algoritmi di controllo e applicazioni basate su analisi massive. La localizzazione delle infrastrutture in Europa consente di mantenere il controllo sui dati sensibili e offre un vantaggio per le industrie regolamentate. Questa componente contribuisce a definire una nuova idea di public cloud europeo, capace di sostenere l’innovazione senza violare norme e principi di tutela.

Sicurezza e governance come elementi distintivi

La sicurezza costituisce un elemento centrale della strategia dell’operatore. L’architettura segue un modello zero trust che privilegia controlli continui, verifiche puntuali e gestione precisa delle identità digitali. Le procedure rispettano gli standard più avanzati e includono la conformità al profilo C5, indicato come riferimento per i servizi cloud in Germania. La scelta di mantenere tutti i dati all’interno del territorio europeo risponde alle pressioni di un mercato che considera la governance uno dei fattori più critici.

Un passaggio significativo arriva dalle parole di Christine Knackfuss, responsabile della sovranità per Deutsche Telekom: “Mettiamo continuamente alla prova il nostro livello di sovranità, usando la regolamentazione delle telecomunicazioni come parametro chiave, e stiamo esplorando modi per diventare ancora più indipendenti”. La frase mostra un impegno che non si limita alla conformità, ma punta a costruire un modello di autonomia tecnologica. Le imprese ottengono vantaggi evidenti perché possono ridurre le verifiche interne, mentre dispongono di infrastrutture che rispondono già ai requisiti imposti da autorità e organismi europei.

Apertura del mercato e riduzione del lock-in

L’operatore adotta una strategia orientata all’interoperabilità. Le aziende possono migrare carichi e applicazioni attraverso strumenti automatizzati e procedure supportate da team dedicati. L’obiettivo è ridurre i vincoli che spesso caratterizzano i servizi degli hyperscaler e rendere più semplice il passaggio verso modelli conformi alla sovranità europea. La disponibilità di standard aperti rafforza l’idea di un ecosistema cloud che non replica le logiche chiuse dei grandi provider internazionali.

Le imprese ottengono un ambiente competitivo che propone già l’80 per cento delle funzioni tipiche dei cloud globali. Il traguardo della piena parità funzionale entro il 2026 consente di pianificare investimenti con maggiore sicurezza. La roadmap prevista contribuisce a creare un clima di stabilità, elemento essenziale per chi deve definire strategie digitali a lungo termine.

Impatti per industria e settore pubblico

Il rafforzamento del public cloud europeo ha ricadute dirette sul sistema produttivo. Le infrastrutture digitali rappresentano uno dei punti chiave della competitività e consentono alle imprese di sviluppare servizi innovativi senza rischi legati alla localizzazione dei dati. Le organizzazioni pubbliche possono accelerare la digitalizzazione dei servizi, mantenendo requisiti di trasparenza e tutela che rientrano nelle regole dell’Unione.

L’iniziativa contribuisce anche alla creazione di un mercato più equilibrato. Il Continente può costruire un ecosistema capace di sostenere applicazioni critiche, ridurre le dipendenze e definire un modello industriale basato su autonomia e innovazione. Le sfide restano rilevanti, ma la direzione intrapresa indica un cambio strutturale che porterà a una maggiore resilienza tecnologica.

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