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Google Cloud lancia il j’accuse contro Microsoft: “Danni per aziende e governi”



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La società si appella alla Commissione europea: “Pratiche anti-concorrenziali, le licenze vincolano alcuni clienti di Windows Server all’utilizzo di Azure o a rincari del 400% per i competitor”. E ancora: “Costi a carico delle organizzazioni europee per almeno 1 miliardo di euro e rischi per la sicurezza”. La replica di Microsoft: “Già risolti problemi simili in passato”

Pubblicato il 25 set 2024



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“Le licenze restrittive di Microsoft vincolano alcuni clienti di Windows Server all’utilizzo di Azure o a rincari del 400% per l’utilizzo di cloud concorrenti”: Google Cloud denuncia alla Commissione europea una situazione che secondo l’azienda “sta danneggiando in maniera significativa le aziende europee e i governi”. Limitazione della concorrenza, costi a carico delle organizzazioni europee per almeno 1 miliardo di euro l’anno e maggiori rischi per coloro esposti alla “inadeguata cultura della sicurezza: queste le principali questioni messe nero su bianco nella denuncia presentata all’Europa.

Le questioni sul piatto

“Come molti altri, abbiamo provato a rivolgerci direttamente a Microsoft. Abbiamo avviato un dialogo a livello di settore sulla concessione di licenze cloud eque e aperte e abbiamo sostenuto gli interessi di clienti e partner che, parlando in prima persona, temono ritorsioni sotto forma di ispezioni o peggio. Purtroppo, invece di modificare le sue pratiche, Microsoft ha stretto accordi una tantum con le aziende che hanno sollevato preoccupazioni”, spiegano il un blogpost Amit Zavery, general manager, vice president e head of Ppatform di Google Cloud e Tara Brady, presidente per l’area Emea di Google Cloud. “Per dare voce ai reclami che sentiamo dai clienti – e da tutto il settore – e per cercare una soluzione che vada a beneficio di tutti, stiamo ora facendo il passo successivo depositando un reclamo ufficiale presso la Commissione europea”.

I costi nascosti

Nel citare uno studio del Professor Frédéric Jenny, economista francese e presidente del Comitato Concorrenza dell’Ocse,” i consumatori europei si trovano ad affrontare significativi costi nascosti dovuti alle licenze restrittive di Microsoft che vanno ben oltre i rincari. Questi costi includono lo spreco di denaro dei contribuenti, denaro sottratto agli investimenti per la crescita, e trasformazioni digitali più lente. Abbiamo sentito molte di queste stesse lamentele dai clienti”, si legge nel blogpost. E dopo le modifiche alle licenze nel 2019, la quota di mercato cloud di Microsoft sarebbe “improvvisamente cresciuta notevolmente, e lo ha fatto soprattutto a discapito dei fornitori europei”.

La sicurezza

Secondo Google Cloud in ballo ci sono anche sicurezza e affidabilità: “Come è emerso chiaramente con il massiccio problema di sicurezza di due mesi fa, le tattiche vincolanti di Microsoft hanno portato a un single point of failure che ha avuto ripercussioni su intere aziende, industrie e governi. In assenza di diversità tra i fornitori, gli attacchi informatici tendono ad aumentare. Una ricerca di Prescient rivela che le licenze anticoncorrenziali portano a premi assicurativi informatici più elevati, maggiori costi di risposta agli incidenti e maggiori costi dei servizi cloud stessi”.

La replica di Microsoft

La replica di Microsoft non si è fatta attendere. “Microsoft ha già sanato situazioni simili sollevate da fornitori di cloud europei, nonostante Google sperasse che continuassero i conteziosi – spiega uno statement – Non essendo riuscita a convincere le aziende ci aspettiamo che fallisca anche il tentativo di convincere la Commissione europea”.

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