Covid19 e startup italiane: il venture capital taglia la spesa, ma siamo sul podio dei talenti AI - CorCom

LO STUDIO

Covid19 e startup italiane: il venture capital taglia la spesa, ma siamo sul podio dei talenti AI

Report sullo stato della tecnologia europea 2020: investimenti in calo del 22% anno su anno, eppure il nostro Paese è terzo in Europa per competenze nell’intelligenza artificiale e mette a segno fra i migliori risultati in termini di diversità di genere

09 Dic 2020

Mi Fio

È un 2020 a doppia faccia quello delle startup italiane. L’Italia ha subito gli effetti della pandemia, con finanziamenti da venture capital in calo del 22%, da un record di 450 milioni di euro nel 2019 a 400 milioni di euro nel 2020. Di contro l’Italia ha uno dei migliori risultati in termini di diversità di genere e inclusione nel settore tech, con “solo” il 79% degli affari in mano a team maschili (rispetto alla media continentale del 90,8%) ed è la terza principale fonte di talenti nel campo dell’Intelligenza Artificiale (ne fornisce il 12%). Questi i principali risultati emersi dal Report sullo stato della tecnologia europea 2020 a cura della società di venture capital Atomico, in collaborazione con Slush, lo studio legale Orrick, e la Silicon Valley Bank.

L’Italia non è però l’unica economia subire i danni della pandemia sul fronte startup: dal report emerge infatti che i finanziamenti sono diminuiti anche in Germania, Regno Unito e, soprattutto, in Spagna e Portogallo, con rispettivi crolli del 56% e del 70%. E in ogni caso gli investimenti risultano comunque in forte crescita – anche se meno rispetto al 2019 – al punto che i finanziamenti privati si avvicinano al nuovo record di 41 miliardi di dollari e sono 18 le aziende che hanno raggiunto una quotazione superiore al miliardo di dollari. Più in generale, il rapporto ha rilevato come gli investitori istituzionali, quali fondi pensione, compagnie assicurative, fondi di fondi, fondi europei e globali, riversino oggi il triplo delle risorse nell’industria tecnologica europea rispetto a cinque anni fa, mostrando un concreto, consistente e crescente stanziamento al venture capital europeo.

Uno dei momenti salienti dell’anno che si va concludendo è stato il risultato della startup italiana di e-commerce Commerce Layer – evidenzia il report – che ha raccolto 6 milioni di dollari da Benchmark Capital, fra le principali società di venture capital della Silicon Valley.

“Nel settore tecnologico europeo stiamo assistendo ad una crescente interazione tra capitale di rischio, private equity e mercati finanziari, creando maggiori opportunità di fusione e acquisizione, una forte pipeline di futuri candidati a Ipo e figure esperte su cui contare per costruire una nuova generazione di aziende. Per accelerare questo circolo virtuoso, l’Europa ha bisogno che le sue principali società tecnologiche individuino sempre più percorsi di accesso alla liquidità in un modo che avvantaggi l’Europa e, al contempo, trattenendo i propri ambiti talenti – sottolinea Tom Wehmeier, partner di Atomico e coautore del rapporto -. Sbloccare e trattenere valore nelle aziende tecnologiche europee sosterrà la crescita economica locale e garantirà la competitività dell’ ecosistema tecnologico sulla scena globale. È un fenomeno che sta già avvenendo e sono convinto che vedremo il processo accelerare; gli imprenditori europei non hanno mai creduto in modo più concreto alla possibilità di costruire importanti aziende, di livello mondiale, in Europa”.

Gli investimenti Usa più forti che mai

Gli investimenti provenienti dagli Usa -emerge dal report – sono stati più forti che mai ed il 19% di round includeva la partecipazione di almeno un investitore statunitense, rispetto al 16% nel 2019. In Europa ci sono 115 società sostenute da venture capital per un valore superiore al miliardo di dollari, rispetto a 46 nel 2016. Hopin ha stabilito il record dell’azienda europea più veloce di sempre a raggiungere una valutazione di un miliardo di dollari a 17 mesi dalla fondazione.  Il valore d’impresa totale stimato delle società tecnologiche europee fondate dopo il 2000, quotate e non quotate in borsa, è salito a quasi mille miliardi di dollari (960 miliardi di dollari), con un aumento quintuplicato rispetto ai 191 miliardi di dollari del 2016. L’Italia è all’undicesimo posto per presenza in borsa nel settore tecnologico (13 milioni di dollari), guidato in gran parte da Nexi, quotato in borsa nel 2019 (ora valutato a 9,7 miliardi di dollari).

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La tecnologia gioca un ruolo importante come motore del mercato del lavoro

L’Italia ha una delle cifre più basse per il capitale investito pro-capite cumulativo in Europa tra il 2016 e il 2020, con 36 dollari, rispetto alla media europea di 172 dollari. Il capitale investito, tuttavia, è fluttuante di anno in anno poiché il Paese ha ben poche scaleup per poter attrarre in modo consistente elevate somme di investimento, diversamente da quanto accade in altri paesi.

Dal 2016 ci sono state 22 Ipo tecnologiche inferiori al miliardo di dollari in Italia, il terzo numero più significativo in Europa. La quotazione in borsa è una via percorribile per le startup per raccogliere capitali in assenza di un mercato di venture capital ben sviluppato.

La tecnologia gioca un ruolo importante come motore del mercato del lavoro. L’Italia è al terzo posto in Europa, dietro a Spagna e Portogallo, per numero di annunci di lavoro per milione. Ed è la terza fonte di talenti europei nel campo della ricerca sull’Intelligenza Artificiale con un valore del 12%.

In forte aumento gli investimenti nelle startup “green”

Gli investimenti nelle startup europee che si occupano del cambiamento climatico sono aumentati vertiginosamente. Negli ultimi cinque anni oltre 11 miliardi di dollari sono stati investiti in società tecnologiche europee che mirano a combattere i cambiamenti climatici (SDG # 13) e 9,7 miliardi di dollari in aziende che si occupano di energia pulita e accessibile (SDG # 7)

“L’ecosistema tecnologico ha resistito molto bene in questo anno di crisi e senza dubbio guiderà la ripresa dell’Europa – sottolinea affermato Chris Grew, partner londinese di Orrick e consulente legale di venture capital -. Il 2020 ha anche messo in luce il ruolo fondamentale di leadership che l’ecosistema tecnologico può svolgere nella società, abbracciando pienamente i principi Esg (Environmental, Social and Governance) – e anche questo deve essere un aspetto su cui puntare”.

Secondo Miika Huttunen, ceo di Slush: “quest’anno si preannuncia come la prova definitiva della nostra resistenza come individui e della resilienza dell’ecosistema in cui lavoriamo. Nonostante la crisi, l’Europa sta per registrare il secondo miglior anno di sempre in termini di capitale investito. Sebbene la pandemia non sia finita ed alcune inefficienze frenino ancora il nostro ecosistema, abbiamo le basi per fare del 2021 un anno eccellente per la tecnologia europea. In tutto questo, noi a Slush siamo più ispirati che mai dalla nostra missione: aiutare e creare finanziatori che cambino il mondo. Questo è davvero il momento migliore per essere un finanziatore; per abbracciare coraggiosamente l’incertezza, per cercare modelli in quello che sembra il caos e per costruire senza paura tecnologie che renderanno la “nuova normalità” una normalità migliore.”

“È chiaro che l’Europa continui ad essere leader globale nella tecnologia con un forte ecosistema che supporta la creazione, la crescita e la maturazione di aziende innovative – evidenzia Erin Platts, responsabile Emea e presidente del ramo UK della Silicon Valley Bank -. Ciò si riflette nel rapporto sullo stato della tecnologia europea di Atomico, in cui vediamo i livelli degli investimenti globali, e interni, nelle società europee di innovazione alla pari di quelli del 2019, che si era rivelato un anno record. Come membri dell’ecosistema, abbiamo un ruolo incredibilmente importante da svolgere nel contribuire e guidare la futura ripresa economica in un mondo post-Covid-19. L’Europa sta costruendo aziende leader di livello globale e sono molto ottimista e fiducioso che il settore europeo dell’innovazione continuerà a essere attrattivo per gli investimenti per il resto del 2020 e oltre. Alla Silicon Valley Bank siamo orgogliosi di essere un partner di Atomico nel mostrare e celebrare il successo del fiorente settore dell’innovazione in Europa. Collettivamente, possiamo continuare a guidare la crescita, le fasi di cambiamento, l’inclusione e l’innovazione, con l’obiettivo di rendere l’Europa l’ecosistema dell’innovazione numero uno a livello globale”.

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