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LA STRATEGIA

Digital Europe, la Ue accelera ma c’è l’incognita elezioni

Il Consiglio approva il programma da 9 miliardi proposto dalla Commissione. Il destino del piano legato a doppio filo con il risultato delle europee e con la composizione del nuovo Parlamento che dovrà dare l’ok definitivo. Focus su cybersecurity, competenze e intelligenza artificiale

13 Mar 2019

Federica Meta

Giornalista

La Ue accelera su Digital Europe, il nuovo programma di finanziamento all’innovazione per il 2021-2027. Oggi il Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio Ue (Coreper) ha approvato l’intesa comune raggiunta dalla presidenza rumena e dal Parlamento europeo in merito alla proposta, che mira a promuovere la diffusione su larga scala e l’adozione di tecnologie digitali. In ballo ci sono 9 miliardi fuori dal dal bilancio comunitario.

“L’Europa digitale aiuterà le imprese europee, in particolare quelle più piccole, a trarre vantaggio dalle opportunità della trasformazione digitale – spiega Alexandru Petrescu, ministro delle comunicazioni e della società dell’informazione della Romania – Le aiuterà a crescere e ad acquisire un vantaggio competitivo e, allo stesso tempo, faciliterà le azioni per colmare il divario digitale soprattutto sul fronte delle competenze. Il programma promuoverà inoltre una maggiore professionalità tenendo conto dell’equilibrio di genere, in particolare per quanto riguarda le skill relative al cloud computing, big data analytics e cybersecurity. ”

Cinque le aree di attività a cui andranno i fondi Ue: intelligenza artificiale, cybersicurezza, supercomputer, utilizzo delle tecnologie digitali nell’economia e nella società, e sviluppo delle competenze digitali.

Digital Europe sarà complementare ad altri programmi di R&S come Horizon Europe (“figlio” di Horizon 2020) nonché del Cef (il Connecting Europe Facility) per lo sviluppo di reti , anche digitali, per connettere il Vecchio Continente.

La messa in pratica di Digital Europe dipenderà molto dalla composizione del Parlamento Ue che uscirà dalle prossime elezioni. A questo proposito il Consiglio auspica che il programma sia fatto proprio anche dalla nuova assemblea.

Il Coreper inoltre ha conferito alla presidenza romena il mandato di avviare colloqui con il Paramento per la creazione di un Centro europeo per la sicurezza e per la creazione di poli nazionali di coordinamento che avranno l’obiettivo di supportare l’elaborazione di una strategia europea sulla cybersecurity. “È nell’interesse strategico dell’Ue avere le capacità necessarie per proteggere le nostre reti e i nostri servizi digitali – dice ancora Petrescu – La condivisione delle capacità di ricerca e l’introduzione di soluzioni innovative aumenteranno la competitività delle aziende Ue rispetto agli attori globali”.

Intanto il Parlamento Ue spinge sulla tutela della privacy in vista delle elezioni di primavera. Il 12 marzo 2019 il Parlamento europeo ha approvato le norme contro l’uso improprio dei dati personali nelle campagne elettorali.

Le autorità di controllo nazionale per la protezione dei dati hanno il compito di supervisionare le elezioni a livello nazionale. I partiti politici europei possono organizzare campagne complementari a livello europeo, incluse quelle per i candidati capilista. Se un’autorità di controllo nazionale stabilisce che si è verificata un’infrazione, deve informare l’Autorità per i partiti e le fondazioni politici europei. Sarà poi quest’ultima a decidere quale sanzione applicare.
Il Consiglio europeo dovrebbe approvare le nuove norme prima delle elezioni europee, probabilmente ad aprile. Il nuovo regolamento sarà obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
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