forum asstel

Virkkunen: “Digital Networks Act cruciale per investimenti e mercato unico europeo”


Indirizzo copiato

La vicepresidente della Commissione europea avverte i colegislatori: “Preservare gli elementi fondamentali della proposta”. Richiamo a semplificazione, gestione dello spettro, concorrenza, passaporto unico e transizione dal rame alla fibra

Pubblicato il 22 ott 2026

Luciana Maci

Giornalista



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
Henna Virkkunen
Henna Virkkunen


Punti chiave

  • Virkkunen chiede che il Digital Networks Act preservi autorizzazioni, armonizzazione dello spettro, tutela della concorrenza, passaporto unico e dismissione del rame.
  • Connect Europe apprezza licenze e innovazione ma segnala rischi sul roaming, accesso alla fibra e per gli investimenti.
  • Passaggio a Parlamento e Consiglio: serve equilibrio tra incentivi agli investimenti, integrazione del mercato Ue e tutela di consumatori e concorrenza.
Riassunto generato con AI


Il Digital Networks Act deve mantenere i suoi elementi fondamentali nel passaggio al Parlamento europeo e al Consiglio. Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, interviene nel confronto sul futuro delle telecomunicazioni indicando cinque punti da preservare: dalle autorizzazioni alla gestione dello spettro, dalle garanzie per la concorrenza al passaporto unico, fino alla dismissione del rame. Un equilibrio che, nel messaggio della vicepresidente, deve sostenere gli investimenti e accompagnare l’evoluzione delle reti tutelando consumatori e mercato.

L’occasione è il Forum nazionale delle telecomunicazioni 2026, organizzato il 22 ottobre all’università Luiss Guido Carli di Roma da Asstel e dalle organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilfpc-Uil. Al centro dell’appuntamento, intitolato “Qui si costruisce la capacità digitale dell’Italia”, le condizioni per sostenere infrastrutture, servizi e competenze della filiera.

Che cosa prevede il Digital Networks Act

Il Digital Networks Act, la proposta di regolamento adottata dalla Commissione europea il 21 gennaio 2026, punta a modernizzare e armonizzare il quadro delle comunicazioni elettroniche, rafforzando il mercato unico della connettività. Tra gli strumenti previsti figurano il passaporto unico per agevolare l’attività degli operatori in più Stati membri, una maggiore armonizzazione delle regole sullo spettro e misure per accelerare la transizione dalle reti in rame alla fibra.

È una riforma sulla quale resta aperto il confronto con l’industria. Gli operatori chiedono condizioni più favorevoli agli investimenti, semplificazione e una transizione alla fibra che tenga conto della domanda e delle differenze tra i mercati nazionali.

I 5 punti del DNA da preservare secondo Henna Virkkunen

Nel videomessaggio inviato al Forum, Virkkunen richiama direttamente il lavoro dei due colegislatori europei.

“Attendo con interesse le posizioni del Consiglio e del Parlamento europeo e auspico che preservino i seguenti elementi fondamentali della proposta della Commissione”, dichiara la vicepresidente esecutiva.

Autorizzazioni e spettro: la prima priorità

Il primo punto riguarda la possibilità di rendere più semplice e prevedibile lo sviluppo delle infrastrutture: “La semplificazione delle procedure di autorizzazione, il rafforzamento dell’armonizzazione e l’introduzione di regole in materia di spettro radio favorevoli agli investimenti”.

Concorrenza e condivisione delle frequenze

Il secondo elemento indicato da Virkkunen riguarda le garanzie sul funzionamento del mercato: “Un controllo più rigoroso della concorrenza e maggiori garanzie per l’adozione di misure in grado di incidere sulla struttura del mercato”.

Segue il richiamo a un impiego più efficiente delle risorse radio: “Terzo, la condivisione obbligatoria dello spettro radio laddove tecnicamente fattibile, rafforzando il principio ‘utilizzalo o condividilo’”.

Il passaporto unico per operare nell’Ue

Il quarto punto porta al centro la dimensione europea dell’attività degli operatori: “Il passaporto unico, una misura fondamentale per il mercato unico, volta a facilitare la fornitura di reti e servizi in tutta l’Ue”, afferma Virkkunen.

Il superamento della frammentazione è anche uno dei temi di una recente intervista al direttore generale di Connect Europe Alessandro Gropelli sul “grande reset” delle Tlc europee: al centro, il rapporto tra mercato unico, condizioni di investimento e revisione delle regole del settore.

Fibra e dismissione del rame: tutela degli utenti e certezza normativa

L’ultimo elemento dell’elenco riguarda il passaggio alle nuove infrastrutture fisse.

“Per quanto riguarda gli investimenti nella fibra ottica, il Dna propone di accelerare la transizione attraverso una procedura di dismissione della rete in rame che tuteli i consumatori e garantisca certezza normativa”, sottolinea la vicepresidente.

“Dobbiamo assicurare un percorso efficace verso una connettività adeguata alle esigenze future”, aggiunge Virkkunen. E sulle regole di accesso precisa: “È per questo motivo che le politiche di accesso sono state adeguate per agevolare la transizione alla fibra ottica e tutelare la concorrenza”.

La partita passa ai colegislatori

Il messaggio al Forum Asstel fissa così le priorità della Commissione per il confronto con Parlamento e Consiglio. Incentivi agli investimenti, integrazione del mercato europeo e garanzie per concorrenza e consumatori sono le direttrici che Virkkunen chiede di preservare.

Connect Europe: aperture su spettro e innovazione, rischi su roaming e fibra

Intanto Connect Europe, l’associazione che rappresenta i principali fornitori europei di reti e servizi di connettività, esprime apprezzamento per alcune parti del Dna ma avverte anche dei potenziali rischi per gli investimenti. In un documento diffuso il 22 ottobre a Bruxelles, l’associazione presenta una prima valutazione della bozza di relazione del relatore della commissione Itre, Michał Kobosko: positivi i passi avanti su spettro e innovazione, mentre restano criticità su roaming, accesso e migrazione alla fibra.

Il banco di prova della riforma, sostiene Connect Europe, sarà la capacità di sostenere gli investimenti in 5G, futuro 6G, fibra e infrastrutture edge e cloud abilitate dall’intelligenza artificiale, attraverso una visione industriale orientata alla crescita.

I punti positivi: licenze e rapporti commerciali

L’associazione accoglie favorevolmente il sostegno a diritti d’uso dello spettro a tempo indeterminato e a una durata minima di 50 anni per le licenze a termine, insieme alla priorità attribuita agli impegni di copertura rispetto agli oneri iniziali per le frequenze.

Positivo anche il giudizio sulle aperture a regole più chiare per la gestione del traffico e i servizi innovativi, estendendo i requisiti pertinenti dell’internet aperta a fornitori di contenuti, applicazioni e Cdn. L’obbligo per i soggetti che generano traffico significativo di negoziare l’interconnessione viene inoltre considerato un passo verso rapporti commerciali più equilibrati.

Le criticità: roaming, fibra e semplificazione

Sul roaming, la rimozione delle salvaguardie contro l’utilizzo permanente e l’ulteriore riduzione dei massimali all’ingrosso potrebbero, secondo Connect Europe, indebolire gli investimenti nelle reti mobili e favorire arbitraggi regolatori, frodi e rischi di sicurezza, avvantaggiando anche soggetti extraeuropei senza investimenti comparabili nelle reti Ue.

Per la fibra, l’associazione chiede regole di accesso più orientate agli investimenti, mantenendo tutele mirate per le effettive strozzature locali. Accoglie positivamente l’eliminazione della scadenza uniforme europea per lo spegnimento del rame, ma contesta il permanere di un regime obbligatorio: la migrazione dovrebbe seguire domanda, decisioni commerciali e condizioni locali, tutelando consumatori e concorrenza infrastrutturale.

Ulteriori riserve riguardano le assegnazioni europee di porzioni di spettro, che potrebbero ridurre le frequenze disponibili a livello nazionale. Nuovi obblighi verso gli utenti e misure nazionali sul servizio universale rischiano inoltre di aumentare complessità e frammentazione. L’associazione propone un confronto costruttivo con Parlamento e Consiglio e annuncia un’analisi più dettagliata.

Alessandro Gropelli, direttore generale di Connect Europe, sintetizza così la posizione: “La relazione dell’eurodeputato Kobosko invia segnali incoraggianti per gli investimenti, in particolare sullo spettro e sull’innovazione. Ma misure contraddittorie sul roaming rischiano di destabilizzare il sistema europeo di roaming gratuito, che ha dimostrato il proprio successo, e sono ancora necessari incentivi concreti alla diffusione della fibra”.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x