ELEZIONI 2022

Competenze digitali contro il gender pay gap, i sindacati: “Investire di più”

Cida, l’associazione che riunisce la dirigenza pubblica e privata, accende i riflettori sulla necessità di investire sulle skill per garantire un’equa retribuzione tra uomini e donne. Il presidente Stefano Cuzzilla: “Vantaggio competitivo anche per le imprese”

09 Set 2022
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Più competenze, soprattutto digitali per abbattere il gender pay gap. È la proposta di Cida, l’associazione che rappresenta la dirigenza pubblica e privata, in vista della prossima tornata elettorale.

Per ripartire nel post Covid-19 c’è bisogno della professionalità delle donne. Non è una mera questione di inclusione sociale. La promozione della parità tra donna e uomo, nella vita privata e pubblica, consente anche alle imprese di crescere, di aumentare la loro competitività e di creare ricchezza in termini economici” è l’appello urgente che lancia dice il presidente di Cida e di 4.Manager  Stefano Cuzzilla, anche a fronte degli ultimi dati sul gender gap emersi nel corso del World Economic Forum: secondo il report le donne lavoratrici guadagnano il 13% in meno all’ora rispetto agli uomini. Il divario retributivo di genere è un fenomeno consolidato anche in Italia, che si posiziona al 63° posto tra i Paesi al mondo per parità di genere.

L’Osservatorio 4.Manager

Che i progressi verso l’eliminazione del divario di genere nel nostro Paese si siano arrestati lo dimostrano anche i dati dell’Osservatorio 4.Manager: oggi le posizioni manageriali femminili sono solo il 28% del totale e la quota si riduce al 18% se consideriamo le posizioni regolate da un contratto da dirigente. Su un campione di 6000 imprese manifatturiere italiane, solo il 14% sono a conduzione femminile, il restante 79% rimane a conduzione maschile. Inoltre risulta ancora che una donna su dieci rinuncia al lavoro per dedicarsi ai figli e oltre il 43% delle laureate afferma di aver dovuto modificare o ridurre l’orario lavorativo per riuscire a conciliare lavoro e famiglia.

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Le proposte

Il superamento del gender gap deve essere una delle priorità del nuovo Governo – evidenzia Cuzzilla – È  necessario che il nuovo esecutivo attui una serie di azioni, strategie e strumenti, come quelli offerti dal Pnrr, per abbattere il divario di genere, poiché per crescere come Paese abbiamo bisogno delle competenze e delle soft skills delle donne, ma anche di un sistema che sia in grado di valorizzarle. La ripartenza nel post Covid-19 deve partire da loro”.

Secondo i manager e gli imprenditori intervistati dall’Osservatorio per incrementare l’occupazione femminile servono misure concrete in termini di flessibilità lavorativa (48,5%), parità retributiva (25,6) e nelle procedure di recruiting (23,7%). A questo si devono aggiungere migliori politiche di welfare aziendale, percorsi formativi di aggiornamento professionale e supporti a servizio della genitorialità.

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