OSSERVATORIO AGCOM

Banda ultralarga, in Italia le linee a 100 Mbit/s balzate al 66,6%

E quelle a 30 Mbit/s hanno superato l’80%. Crescono gli utenti e-commerce: al primo posto Amazon con 35,2 milioni, +12,1% in un anno. Boom per lo streaming: Netflix in pole con 8,9 milioni di internauti, il 4,2% in più. Ma è Disney+ con oltre 3,4 milioni di internauti a registrare la maggiore crescita: +41,7%

Pubblicato il 29 Dic 2022

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La banda ultralarga accelera in Italia e registra un balzo delle prestazioni in termini di velocità: le linee con velocità pari o superiori ai 30 Mbit/s superano l’80% delle complessive linee broadband, mentre il peso di quelle con prestazioni superiori ai 100 Mbit/s sale dal 27,9% del settembre 2018 al 66,6% del settembre 2022. Emerge dai dati dell’Osservatorio Agcom relativi ai primi nove mesi dell’anno, secondo cui a fine settembre nella rete fissa gli accessi complessivi non registrano significative variazioni confermando una customer base complessiva intorno ai 20 milioni di linee. In crescita l’e-commerce con 38,1 milioni di utenti unici a settembre, dominato da Amazon con 35,2 milioni di utenti mentre sul fronte streaming si registra una crescita dell’audience di 1 milione di utenti rispetto al settembre scorso, con Netflix che registra 8,9 milioni di utenti unici, ma è Disney+ che realizza la crescita più intensa con un aumento del 41,7%.

Lo scenario della banda ultralarga

Negli ultimi dodici mesi le tradizionali linee in rame si sono ridotte di oltre 1,2 milioni (circa 8,1 milioni nell’ultimo quadriennio), mentre le linee che utilizzano altre tecnologie, da inizio anno, sono aumentate di circa 790mila, e di oltre 1,2 milioni rispetto al settembre 2021. Nel settembre 2018, il 61,9% degli accessi alla rete fissa era in rame; dopo quattro anni questi sono scesi al 23,1%.

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Allo stesso tempo, sono cresciuti gli accessi con tecnologie che consentono prestazioni avanzate: le linee Fttc sono aumentate di oltre 350 mila su base annua e di circa 4,5 milioni nell’intero periodo; quelle Ftth sono incrementate di circa 810 mila unità su base annua e, a fine settembre, hanno superato i 3,2 milioni di accessi. In crescita, anche se in misura più contenuta, risultano anche le linee Fixed Wireless Access che, con un incremento di circa 70 mila unità nell’anno, hanno raggiunto 1,75 milioni di linee.

Nel  quadro competitivo degli accessi broadband e ultra-broadband, a fine settembre, Tim si conferma il maggiore operatore con il 40,3%, seguito da Vodafone con il 16,8%, Fastweb con il 14,4% e Wind Tre con il 14,3%.

In crescita il traffico dati

Continua la crescita del traffico dati: in termini di volume complessivo il traffico giornaliero nella prima metà del 2022 è aumentato del 5,1% rispetto al 2021. Allo stesso tempo, i dati unitari di consumo (traffico giornaliero per linea broadband) mostrano, relativamente ai primi nove mesi dell’anno, un aumento del 6,8% rispetto al corrispondente periodo del 2021.

Che succede nella rete mobile

Nella rete mobile, a fine settembre 2022, le sim attive sono complessivamente (Human e M2M) 107,1 milioni (circa +1,4 milioni di unità su base annua). In dettaglio, le sim M2M sono aumentate di circa 0,8 milioni, mentre, nello stesso periodo di tempo, l’incremento di quelle Human (cioè “solo voce”, “voce+dati” e “solo dati” che prevedono iterazione umana) è risultato di poco inferiore a 0,6 milioni di sim.

Le linee Human sono rappresentate per l’86,7% dall’utenza residenziale; con riferimento alla tipologia di contratto, l’89,1% dei casi è riferito alla categoria “prepagata”.

Il “ranking” degli operatori

Con riferimento alle linee complessive, Tim è il leader di mercato con il 28,5%, seguita da Vodafone (27,6%) e WindTre (24,2%), mentre Iliad raggiunge l’8,7%.

Considerando il solo segmento delle sim “human”, WindTre rimane il principale operatore con il 25,9%, seguito da Tim con il 24,9% e Vodafone con il 22,6%, mentre Iliad, con una crescita di 1,4 punti percentuali su base annua, ha raggiunto l’11,9%.

Nel terzo trimestre dell’anno sono valutabili in circa 56,9 milioni le sim “human” che hanno prodotto traffico dati. Il relativo consumo medio unitario giornaliero è stimabile in circa 0,60 GB, in crescita del 28,0% rispetto ai primi nove mesi del 2021.

La televisione perde peso

Gli ascolti nel “giorno medio” registrati nel mese di settembre 2022 (7,91 milioni di ascoltatori) si sono ridotti di 0,58 milioni (-3,0%) rispetto al corrispondente mese del 2021. Anche la fascia oraria “prime time” (18,64 milioni di ascoltatori lo scorso settembre) registra una flessione di 2,15 milioni rispetto al settembre 2021.

Nei primi nove mesi dell’anno, con riferimento agli ascolti medi giornalieri dei principali gruppi editoriali televisivi nel giorno medio, la Rai guida la classifica con 3,16 milioni di telespettatori (38,0% di share) seguita da Mediaset con 3,07 milioni (37,0%).

Rispetto ai corrispondenti dati del 2021, si osserva un calo maggiormente intenso per la Rai (500mila spettatori giornalieri in meno rispetto agli 80mila in meno di Mediaset). Gli ascolti complessivi di La7 (370mila nel giorno medio) non registrano variazioni di rilievo su base annua.

In flessione anche gli spettatori degli altri principali operatori: Discovery e Comcast/Sky complessivamente passano da 1,38 a 1,29 milioni di spettatori (-6,8%) nel “giorno medio” e da 2,99 a 2,65 milioni (-11,4%) nel “prime time”.

Gli andamenti osservati per la televisione nel suo complesso si riflettono anche sugli ascolti dei principali telegiornali nazionali. L’analisi dell’andamento degli ascolti dei principali telegiornali nel giorno medio, infatti, evidenzia, nei primi nove mesi dell’anno, una riduzione rispetto al 2021 di 2,47 milioni di ascolti (da 17,98 a 15,52 milioni) nelle edizioni in onda nella fascia oraria 18:30-20:30 e una flessione di 1,82 milioni in quella 12:00-14:00 (da 14,75 a 12,93 milioni).

Le piattaforma online

Analizzando i dati di utilizzo delle piattaforme online, nel mese di settembre 2022 circa 44,1 milioni di utenti unici hanno navigato in rete in media per un totale di quasi 65 ore. Ai primi posti della graduatoria si confermano l’insieme di siti web e applicazioni che hanno a riferimento i big player internazionali (Alphabet/Google, Meta/Facebook, Amazon, Microsoft), seguiti da quelli di alcuni tra i principali gruppi editoriali nazionali (Rcs Mediagroup, Gedi, IlMeteo, ItaliaOnline).

Il panorama dell’e-commerce

L’analisi delle piattaforme online di e-commerce evidenzia, con 38,1 milioni di utenti unici registrati a settembre 2022, una crescita rispetto allo stesso mese del 2021 (+448 mila visitatori) ed una più ampia (+2,6 milioni) rispetto a settembre 2020.

Ai primi posti si collocano i siti e le applicazioni di e-commerce di proprietà di Amazon, con 35,2 milioni di utenti unici (in crescita del 12,1% rispetto a settembre 2021), seguiti da quelli di eBay che ottiene 17 milioni di visitatori (in lieve crescita di +0,7%) e di Adevinta/Subito.it visitati da 12,4 milioni di internauti (con un +18,8%).

Streaming video, chi sale e chi scende

A settembre 2022, con 15,3 milioni di navigatori, si riscontra una flessione (-287 mila internauti) rispetto allo stesso mese del 2021. In media, nei primi nove mesi dell’anno, Netflix registra 8,9 milioni di utenti unici (+4,2% rispetto al medesimo periodo del 2021) seguita da Amazon Prime Video con 6,4 milioni di visitatori (+11,5%), ma è Disney+, con in media oltre 3,4 milioni di internauti, che realizza la crescita più intensa (+41,7%). Analogamente Dazn, che raggiunge i 2,4 milioni di utenti unici medi, mostra una crescita dell’1,7% rispetto agli utenti medi registrati nei primi nove mesi del 2021.

Analizzando il tempo di navigazione sui principali siti di streaming video che offrono servizi esclusivamente a pagamento nel mese di settembre 2022, è possibile osservare una flessione del 15,3% rispetto a settembre 2021. L’analisi circa il tempo complessivamente trascorso dai navigatori sulle diverse piattaforme nei primi nove mesi del 2022, consente di appurare una flessione del 11,6% relativamente a Netflix (che da 330 milioni di ore del 2021 passa a 291 milioni di ore). Il tempo speso su Amazon Prime, invece, cresce del 17,7% (da 44 milioni di ore nei primi nove mesi del 2021 a 52 milioni di ore nello stesso periodo del 2022).

Anche Disney+ e Dazn registrano una crescita delle ore complessive trascorse dagli utenti (che passano, rispettivamente, da 12 a 22 milioni di ore e da 5 a 8 milioni di ore di navigazione complessive nei primi tre trimestri del 2021 e 2022), mentre Now non mostra variazioni di rilievo (si mantiene intorno ai 2,3 milioni).

Relativamente alle piattaforme di video on demand (VOD) che offrono servizi gratuiti, con oltre 38 milioni di navigatori unici collegati a settembre 2022, è possibile apprezzare una crescita dell’audience rispetto al settembre 2021 (+1 milione di utenti unici). Al riguardo, considerando i primi nove mesi del 2022, si sottolinea come, tra le piattaforme Vod gratuite, quelle maggiormente visitate in termini di utenti unici medi mensili sono risultate News Mediaset Sites (con 23,5 milioni), Sky TG 24 (con 9,4 milioni) e RaiPlay (7,9 milioni).

Passando all’andamento del tempo di navigazione sui principali siti e applicazioni di streaming video che offrono servizi Vod gratuiti nel mese di settembre 2022, si registra un incremento delle ore trascorse dagli utenti su tali piattaforme (+2 milioni di ore rispetto a settembre 2021). L’analisi del tempo complessivamente trascorso dai navigatori sulle singole piattaforme nei primi nove mesi del 2022, evidenzia come RaiPlay sia la piattaforma maggiormente frequentata con 90 milioni di ore navigate, seguita da News Mediaset Sites con 49 milioni di ore e Sky TG 24 con circa 7 milioni di ore.

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