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Energia, cyber e crisi globali: così cambia il ruolo dei data center



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Tra tensioni geopolitiche, fabbisogno energetico, sicurezza informatica e nuovi equilibri industriali, gli hub stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie di resilienza e sviluppo del Paese, anche alla luce della crescita di cloud e intelligenza artificiale

Pubblicato il 6 mar 2026

Antonella Ceschi

Partner e co-head dell'International Real Estate Group Bird & Bird



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In uno scenario globale attraversato da nuove tensioni geopolitiche e dai sempre più frequenti “venti di guerra”, i data center emergono come infrastrutture strategiche la cui vulnerabilità diventa parte integrante del rischio sistemico. Le crisi internazionali incidono anzitutto sulla stabilità delle forniture energetiche – elemento essenziale per strutture che richiedono continuità e grandi volumi di potenza – generando aumenti dei costi, potenziali interruzioni e una crescente incertezza per gli operatori. Sul fronte industriale, le sanzioni e le restrizioni commerciali pesano sulla disponibilità di semiconduttori e componentistica critica, aggravando fragilità già presenti nelle catene globali del valore. A ciò si aggiunge il profilo di sicurezza: nell’epoca dei conflitti ibridi, i data center diventano potenziali bersagli di attacchi informatici, operazioni di sabotaggio o di spionaggio digitale, imponendo nuovi standard di resilienza tecnica, energetica e cyber.

Il primo intervento normativo organico

È in questo contesto complesso che si inserisce il recente Decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, il primo intervento normativo organico che riconosce formalmente il ruolo sistemico dei data center all’interno della strategia elettrica nazionale, di cui percorriamo i principali elementi.

Conversione e cambio di paradigma

Il decreto dovrà essere convertito entro il 20 aprile 2026. Sono attese possibili integrazioni, soprattutto su permitting e connessioni. Nel frattempo, la sua entrata in vigore segna una svolta: i data center non sono più solo infrastrutture digitali, ma asset energetici strategici, la cui resilienza — in tempi di crisi geopolitiche — diventa parte integrante della sicurezza nazionale.

L’Italia accelera nella corsa europea

Nel contesto attuale, mettere ordine diventa fondamentale, tanto più che l’Italia si sta distinguendo come uno dei mercati dei data center in più rapida crescita in Europa. Tradizionalmente oscurata dal cluster FLAP-D (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino), l’Italia sta ora attirando una notevole attenzione da parte di investitori globali, hyperscaler e innovatori nel campo dell’intelligenza artificiale grazie a una combinazione di fattori quali la posizione geografica strategica, l’adozione accelerata del cloud e la domanda esplosiva di infrastrutture di intelligenza artificiale.

Mercato in espansione e capacità in aumento

Si prevede che il mercato italiano dei data center crescerà da circa 7,5 miliardi di euro nel 2025 a 13,5 miliardi di euro entro il 2030, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) dell’11-12%. In termini di capacità di carico IT, l’Italia dovrebbe passare da 1,08 GW nel 2025 a oltre 4 GW entro il 2030, segnando uno dei tassi di crescita più elevati in Europa.

Milano guida, emergono Roma e Sud

Milano rimane l’hub dominante, grazie alla sua connettività alle rotte transeuropee in fibra ottica e agli approdi dei cavi sottomarini. Roma e l’Italia meridionale stanno emergendo come hub secondari, sostenuti da iniziative governative e investimenti privati. E tale crescita, perché sia produttiva e sostenibile, necessita del giusto contesto normativo.

I riferimenti europei della nuova cornice italiana

La normativa italiana che collega per la prima volta i datacenter alla governance elettrica nazionale trova i suoi riferimenti anelli Direttiva (UE) 2024/1711 sulla riforma del mercato elettrico, nel Regolamento delegato (UE) 2024/1364 sulla classificazione europea dei data center e nella Direttiva (UE) 2019/944 sul mercato interno dell’energia elettrica con tre effetti immediati: 1) l’obbligo di allineamento alla classificazione energetica UE, 2) il riconoscimento dei data center come carichi critici ad alta intensità e 3) l’inclusione nella pianificazione di rete (adeguatezza, congestioni, capacità).

Lo stop alla saturazione virtuale delle reti

Tra i punti fondamentali che la Normativa ha il merito di affrontare c’è il superamento della “saturazione virtuale” delle reti, che era uno dei principali ostacoli allo sviluppo dei data center in Italia la cui rimozione apre all’attrazione di investimenti in infrastrutture energivore ma strategiche.

A questo proposito il decreto introduce misure per:

· eliminare prenotazioni di capacità non cantierate;

· revocare richieste di connessione inattive;

· liberare margini per nuovi carichi strategici (inclusi hyperscale >100 MW e campus AI).

Procedure più rapide e meno frammentate

Un secondo punto da evidenziare è la semplificazione e accelerazione delle procedure, con l’obiettivo di ridurre drasticamente il time-to-grid, rimuovendo uno dei principali fattori di ritardo nei progetti di data center in Italia.

Il D.L. 21/2026 non crea un procedimento unico, ma introduce una serie di misure tecniche che mirano a:

· snellire i tempi autorizzativi;

· velocizzare le connessioni elettriche;

· coordinare meglio operatori e gestori di rete;

· ridurre la frammentazione amministrativa.

Classificazione europea e nuovi obblighi tecnici

Il richiamo al Regolamento 2024/1364 introduce per i data center anche obblighi tecnici, tra cui l’obbligo di classificazione europea e di reporting standard su consumi, PUE, uso del calore, capacità IT, sostenibilità. Tutto questo ha impatti immediati su: due diligence tecniche, contratti energetici e documentazione autorizzativa. E rappresenta la prima vera architettura normativa europea che entra nel diritto nazionale e costituisce un benchmark destinato a incidere su investitori, operatori e clienti.

PPA, flessibilità e stabilità per gli operatori

Gli effetti della Normativa ricadono anche sulle modalità di gestione dei contratti energetici, PPA e flessibilità. L’inserimento nella strategia elettrica consente infatti lai Datacenter di accedere:

· a contratti di lungo termine (PPA);

· a misure per ridurre oneri e costi di connessione;

· a potenziali futuri meccanismi di partecipazione ai mercati della flessibilità.

Una cornice per crescita e prevedibilità

Nel complesso si tratta di strumenti pensati per garantire sviluppo strategico, ma anche stabilità e prevedibilità in un contesto geopolitico in continuo mutamento.

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