GARANTE VS COMMISSIONE UE

Europa, è scontro sulla “libertà” di Internet

Il Garante europeo per la protezione dei dati personali lancia il j’accuse: la proposta della Commissione Ue sull’armonizzazione dei servizi di comunicazione elettronica dà troppo potere ai provider. E gli strumenti di traffic management sono altamente intrusivi: così si lede la privacy

Pubblicato il 15 Nov 2013

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La proposta della Commissione europea sull’armonizzazione dei servizi di comunicazione elettronica in tutta l’Ue finirà ingiustamente col limitare la libertà di Internet, secondo il Garante europeo della protezione dei dati (European data protection supervisor, Edps). Nel parere reso noto oggi, l’Edps fa sapere che l’inclusione nel testo della Commissione del principio della neutralità della rete – la trasmissione imparziale di informazioni su Internet – è un elemento positivo che rischia tuttavia di rimanere lettera morta a causa del diritto pressoché illimitato dei provider di gestire il traffico della rete.

Secondo le parole di Peter Hustinx dell’Edps: “Monitoraggio e restrizione dell’attività su Internet degli utenti andrebbero svolte unicamente per raggungere uno scopo definito, specifico e legittimo. Il monitoraggio e la restrizione su vasta scala delle comunicazioni Internet degli utenti in questa proposta sono contrarie alla legge Ue sulla protezione dei dati e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. Tale interferenza con i diritti alla protezione dei dati personali, alla riservatezza delle comunicazizoni e alla privacy non aiuteranno a ripristinare la fiducia dei consumatori verso il mercato delle comunicazioni elettroniche in Europa”.

La proposta della Commissione promuove misure di traffic management che permettono il monitoraggio delle comunicazioni Internet degli utenti, incluse le email mandate e ricevute, i siti web visitati e il file scaricati, allo scopo di filtrare, rallentare o restringere l’accesso a servizi o contenuti illegali.

L’Edps mette tuttavia in guardia contro l’uso di queste misure altamente intrusive della privacy in nome della prevenzione del crimine o della necessità di filtrare contenuti illegali perché, dice l’Edps, non è compatibile col principio di un Internet aperto.

La fiducia nel mondo digitale negli anni a venire dipende dalla nostra capacità di fornire infrastrutture legali e tecniche che possono creare e preservare fiducia nella Digital Society, messa seriamente a repentaglio dai recenti scandali sulla “sorveglianza” via Internet, afferma il Garante europeo.

Per ridare ai consumatori fiducia nel mercato delle comunicazioni elettroniche dell’Ue, gli utenti devono essere certi che i loro diritti alla privacy, alla riservatezza delle comuniazioni e alla protezioni dei dati personali siano rispettati. L’Edps chiede perciò alla Commissione di definire motivazioni più specifiche all’applicazione delle misure di traffic management. Qualunque interferenza con i loro diritti deve essere chiaramente comunicata agli utenti permettendo loro di passare ad altri provider che applicano nei loro servizi tecniche di gestione del traffico meno invasive per la privacy.

Infine, l’Edps ritiene che la supervisione di qualunque applicazione delle misure di traffic management da parte dei provider dovrebbe prevedere un ruolo più ampio per le autorità nazionali per la protezione dei dati, per assicurare che i diritti alla privacy e alla data protection degli utenti siano pienamente rispettati.

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