L'INTERVENTO

Evasione Iva, Guerra spinge sull’uso dei big data: “Sì a profilazione grazie a integrazione informazioni”

La Sottosegretaria al Ministero dell’Economia si dice favorevole, nel rispetto della privacy dei contribuenti, all’adozione di tecniche di analisi mutuate dai giganti del web. Il progetto in carico all’Agenzia delle Entrate

07 Gen 2022

Domenico Aliperto

Maria Cecilia Guerra, Sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze, si dice favorevole al progetto, portato avanti dall’Agenzia delle Entrate, per profilare i soggetti a rischio evasione da omessa fatturazione seguendo le tecniche di analisi dei dati che i giganti del web utilizzano per individuare le preferenze degli utenti.

“La finalità”, ha spiegato Guerra parlando con il quotidiano ItaliaOggi, “è fare emergere posizioni da sottoporre a controllo e soprattutto incentivare l’adempimento spontaneo da parte del contribuente. L’idea è di concentrarsi prioritariamente sull’evasione Iva dovuta alla mancata fatturazione, quantificata in 19,6 miliardi. Per contrastare questo fenomeno, si deve lavorare su interventi non solo normativi ma anche di attuazione di norme già esistenti e di tipo organizzativo. Occorre potenziare l’analisi e la gestione del rischio di evasione”, ha detto Guerra, secondo cui è necessario “operare una integrazione delle banche dati esistenti, nel rispetto della privacy e con tecniche avanzate, per definire le tipologie di contribuenti più a rischio di evasione e per identificare i comportamenti anomali. L’interconnessione delle banche dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria”, ha aggiunto, “è necessaria per fare un salto di qualità nel contrasto all’evasione fiscale, non solo ai fini di renderla più efficace ma anche per ridurne i costi in capo ai contribuenti oltre che all’amministrazione, con analisi più mirate, che permettano, ad esempio di focalizzare i controlli sui contribuenti ad alto rischio”.

I risultati raggiunti dalla fatturazione elettronica

La digitalizzazione dei processi di comunicazione col Fisco, del resto, ha già portato diversi risultati positivi su questo fronte. Il sottosegretario ha spiegato che “l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica dal primo gennaio del 2019 ha permesso un recupero di evasione Iva, rispetto al 2018, stimato in 3,5 miliardi di euro”. E parlando della possibilità di estendere l’e-fattura anche agli operatori in regime forfetario, autorizzata da Bruxelles, Guerra ha precisato che la richiesta “è venuta dalle Commissioni finanze di Camera e Senato. Comporta l’abrogazione della norma che attualmente li esenta da tale obbligo. Va sottolineato che il passaggio alla fatturazione elettronica permetterà a questi operatori di ridurre i propri costi grazie al pacchetto di programmi per la gestione delle e-fatture e al sistema di archiviazione digitale messi a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle entrate. Per sbloccare la situazione”, ha concluso Guerra “i provvedimenti normativi già esistono, e si sta lavorando per dare loro la migliore applicazione possibile. La legge di bilancio per il 2020 ha già previsto la possibilità di utilizzare e mettere in collegamento, ai fini di compiere analisi del rischio fiscale, le diverse banche dati dell’Anagrafe tributaria, compreso l’Archivio dei rapporti finanziari”.

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