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IL REPORT

Farmacie, la digitalizzazione non decolla: solo una su due investe

La fotografia scattata dall’Università di Milano: l’innovazione è occasionale, non frutto di una strategia. Ma si diffonde l’uso di Facebook e WhatsApp per comunicare con i clienti. Cossolo (Federfarma): “Pronti a sostenere la svolta”

20 Apr 2018

F. Me

Farmacie in ritardo sulla digital transformation. A scattare la fotografia una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Milano per conto dell’azienda biofarmaceutica Dompé, presentata oggi a Bologna, in occasione di Cosmofarma. Dall’indagine, condotta su oltre 200 farmacisti sparsi sul territorio italiano, emergono luci e ombre: solo la metà, ad esempio, ha dimostrato di avere investito su una qualche forma di digitalizzazione di processo, nell’ambito della propria attività.

La percentuale scende addirittura a poco più del 40% di chi ha effettivamente maturato una certa consapevolezza su strategia, tecnologie e risultati. Una digitalizzazione “ancora abbastanza occasionale e senza una vera strategia”, spiega Laura Iacovone dell’Università degli Studi di Milano, autrice dello studio. A far muovere l’attenzione, specialmente dei titolari delle farmacie (73,5%), sulla digitalizzazione – emerge dall’indagine – è nel 67% dei casi la necessità di guardare al domani: per questo Facebook e WhatsApp diventano soluzioni imprescindibili già attivate rispettivamente dal 76% e 49% delle farmacie al fianco di canali tradizionali come la telefonata per il recall (56%) o l’SMS (58%).

“Esiste una differenza anagrafica tra i titolari più giovani e gli over 50, – sottolinea Iacovone – i cosiddetti millennials sanno muoversi sui social mentre i titolari più esperti pensano di più al ‘sodo’ comprendendo però le potenzialità del nuovo. Un punto sembra infatti accomunare tutti: bisogna investire sulle risorse umane per gestire queste nuove tecnologie”.

“E-commerce e digitalizzazione devono servire per espandersi, non come panacea di tutti i mali – spiega Marco Cossolo presidente di Federfarma nazionale –  Stiamo ancora parlando di mercati piccoli (96 milioni su un fatturato da 26 miliardi ) anche se crescono a due cifre quindi non sono sorpreso dai dati della ricerca, in particolare sugli over50. Scegliere, dove andare e cosa voler o non voler fare è la scelta decisiva, integrare il punto vendita con il digital è secondo me il futuro. Non darei solo importanza all’e-commerce, che oggi ha una incidenza minima sul fatturato”, ammonisce.

“Federfarma si impegnerà per mettere a disposizione strumenti in grado di aiutare il farmacista nelle scelte in questo ambito, confermando il ruolo di primo presidio sociosanitario integrato nel Ssn”.

“L’azienda farmaceutica – afferma Eugenio Aringhieri, Amministratore delegato di Dompé – è storicamente al fianco del farmacista e, in una logica di partnership trasparente, può contribuire a favorire lo sviluppo di una cultura sempre più digitale imprescindibile in un presidio sanitario fondamentale e capillare sul territorio italiano. Sono convinto – aggiunge – che la contaminazione tecnologica porterà ad una farmacia sempre più connessa, che sicuramente automatizzerà certi processi per dare spazio ad altri, più nuovi e più in linea con i bisogni del cittadino/paziente. Come azienda vogliamo essere al fianco del farmacista in questo cambiamento, per guardare insieme ad un modello sempre più integrato e digitale di vera farmacia di servizio”.

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