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MERCATI

I chip di Israele conquistano la Cina: export in crescita dell’80%

Il volume di esportazioni è arrivato a 2,6 miliardi di dollari. A trainare il settore i semiconduttori prodotti nella filiale israeliana di Intel ma anche l’inasprimento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti

19 Mar 2019

D. A.

Boom di vendite in Cina per i dispositivi a semiconduttori di produzione israeliana. Secondo quanto riporta Reuters, nel 2018 l’export di chipset ha generato un fatturato di 2,6 miliardi di dollari, in crescita dell’80% rispetto all’anno precedente. E a fare la parte del leone ci sarebbe Intel Israele, le cui attività pesano per quattro quinti dell’intero giro d’affari. Merito dell’espansione della capacità produttiva dell’impianto di Kiryat Gat, aumentata a partire dal 2017 con un investimento da 5 miliardi di dollari, ma soprattutto degli accordi commerciali in discussione che legheranno in modo sempre più stretto e proficuo l’economia israeliana a quella cinese: negli ultimi anni, infatti, l’esportazione di beni verso l’Estremo oriente è cresciuta del 50%, raggiungendo – escluso il mercato dei diamanti – il valore di 4,7 miliardi di dollari. Attualmente, la Cina, che ha scalzato il Regno Unito, è il secondo mercato target di Israele, dopo gli Stati Uniti (10, 9 miliardi di dollari).

La crescita delle esportazioni di chipset ha avuto effetti benefici anche sull’indotto: si è infatti registrato un aumento del 64% delle vendite di sistemi per il controllo e l’ispezione dell’hardware, la cui domanda in Cina ora vale 450 milioni di dollari.

La tendenza non farà che rafforzarsi se Stati Uniti e Cina continueranno a combattere le loro Trade Wars. Interpellato da Reuters, Eyal Waldman, fondatore e Ceo di Mellanox, costruttore israeliano di chipset acquisito la scorsa settimana da Nvidia per 7 miliardi di dollari, ha detto chiaramente che la Cina ha un enorme bisogno di acquistare silicio, ma che nei limiti del possibile preferisce non farlo presso fornitori americani. “Gli affari stanno comunque beneficiando anche della collaborazione politica tra Israele e governo cinese”, ha detto Waldman, riferendosi a un accordo siglato tra i due Paesi per agevolare il rilascio di visti e al confronto in corso per l’apertura delle frontiere doganali.

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