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DIGITAL SINGLE MARKET

Identità digitale, la Cie italiana promossa “a pieni voti” dall’Europa

Massima valutazione per il livello di sicurezza adottato per la carta elettronica. Teresa Alvaro, dg di Agid: “Un traguardo raggiunto verso la fruibilità dei servizi digitali nello spazio economico europeo”

13 Giu 2019

L. O.

La Cie incassa il “bollino blu” europeo come strumento di identificazione digitale e di accesso ai servizi online erogati dai Paesi in ambito comunitario al massimo livello di sicurezza. E’ questo il traguardo raggiunto all’interno del percorso Cooperation Network di Eidas – il regolamento europeo per Electronic IDentification, Authentication and trust Services – che ha valutato lo schema di identità digitale basato sulla Cie come adeguato per il livello di sicurezza “High”, il massimo previsto dal regolamento.

Si tratta di un nuovo passo avanti verso l’interoperabilità europea delle identità digitali e la formazione di un digital single market che punta al consolidamento di una vera e propria identità europea.

A disposizione dei cittadini italiani uno strumento evoluto in ambito europeo: la Cie permette in ambito europeo l’identificazione sicura, l’accesso a servizi fiduciari, l’accesso fisico presso i tornelli abilitati e ai mezzi di trasporto. Un solo strumento per numerosi servizi presso enti pubblici e privati.

“Per Agid è un importante risultato che conclude il percorso avviato a gennaio 2019 per l’attuazione del regolamento Eidas grazie alla presenza dell’Italia ai tavoli di lavoro e si affianca a quanto già compiuto per l’utilizzo di Spid in tutti gli stati membri. Un traguardo raggiunto – dice Teresa Alvaro, Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale – verso la fruibilità dei servizi digitali nello spazio economico europeo”.

“Con questo riconoscimento l’Italia compie un passo decisivo per ottenere lo status digitale di cittadino comunitario – dice Paolo Aielli, Ad Poligrafico e Zecca dello Stato -. Garantiti identità e massima sicurezza attraverso tecnologie allineate agli standard internazionali e coerenti con i principi che proprio in questi giorni la Commissione europea ha stabilito per i documenti di identità rilasciati dagli stati dell’Unione”.

“E’ il raggiungimento di un traguardo per la centralità del cittadino nei servizi delle PA – dice Andrea Polichetti, Direttore Centrale per i Servizi demografici del ministero dell’Interno -. L’accesso alle informazioni e ai servizi digitali dell’Unione europea realizza un nuovo diritto di cittadinanza. Il ministero, titolare del progetto Cie, ha svolto il ruolo di propulsore del processo Eidas che favorisce la comunicazione, il dialogo con le istituzioni e la fondamentale partecipazione del cittadino”.

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