LA TRIMESTRALE

Intel: gli utili battono le attese, ma si annunciano 12mila tagli

Nel primo trimestre profitti a 54 centesimi per azione contro i 47 pronosticati dal mercato. Licenziamenti in vista per l’11% della forza lavoro per favorire “la transizione allo sviluppo di servizi cloud e IoT”, spiega il colosso dei chip

20 Apr 2016

A.S.

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E’ una ristrutturazione profonda quella appena annunciata da Intel, colosso multinazionale dell’informatica, durante la presentazione dei conti trimestrali. L’azienda, che conta nel mondo su poco meno di 110mila dipendenti, ha annunciato di voler tagliare 12mila posti di lavoro entro la metà del 2017, il 10% del totale. Un decisione presa da una parte per contenere i costi, dall’altra per creare risorse da poter investire fuori dal mercato dei Pc, che inizia invece a rallentare vistosamente. Nel mirino ci sono nuove attività nel settore dei data center, dell’Internet of Things, dei chip di memoria e del cloud computing. Non è ancora chiaro se il paino di riorganizzazione corporate annunciato dall’azienda avrà un impatto sull’Italia, ha spiegato a CorCom Carmine Stragapede, direttore generale di Intel per l’Italia, a margine dell’HPEIPC16 in corso a Rimini.

Dai conti del primo trimestre 2016 è emerso che gli utili si sono attestati di poco al di sopra delle stime ma i ricavi sono stati deludenti, con previsioni non entusiasmanti per l’intero anno fiscale, che secondo le stime della società di chiuderà in positivo, ma a una sola cifra. Tra gli annunci di ieri anche la sostituzione del direttore finanziario, Stacy Smith, veterana dell’azienda con 28 anni di servizio, che andrà a guidare le vendite e le attività manifatturiere non appena la società avrà individuato il suo successore.

“Queste azioni porteranno a un cambiamento di lungo termine che permetterà a Intel di essere un leader per un mondo più connesso e smart”, ha spiegato il ceo Brian M. Kraznich dicendosi “fiducioso che emergeremo come un’azienda più produttiva”.

Quanto ai conti, nei tre mesi terminati il 2 aprile scorso Intel ha registrato utili netti pari a 2 miliardi di dollari, o 42 centesimi per azione, in rialzo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2015, quando i profitti per azione erano stati di 41 centesimi. Al netto di voci straordinarie, il risultato è stato pari a 54 centesimi, in aumento dai 45 dell’anno prima e meglio delle attese degli analisti per 48 centesimi.

I ricavi sono passati a 13,7 miliardi, il 7% in più dai 12,8 miliardi dei primi tre mesi dello scorso anno, sotto i 14,16 miliardi previsti dal mercato ma meglio dei 13,5 miliardi calcolati dal gruppo prevedendo una variazione aggiuntiva sia al rialzo sia al ribasso di 500 milioni.

“I risultati del primo trimestre raccontano la trasformazione strategica in corso di Intel, che procede bene e accelererà nel 2016 – spiega Krzanich – Stiamo evolvendo da un’azienda centrata sui pc a una che alimenterà il cloud e miliardi di dispositivi connessi e intelligenti”.