Concordato Italtel, il Cda accetta la proposta di Psc. Pileri: "Ora nuovo slancio" - CorCom

L’ANNUNCIO

Concordato Italtel, il Cda accetta la proposta di Psc. Pileri: “Ora nuovo slancio”

La deadline per depositare il piano è il 5 febbraio. Per dare via all’operazione sarà necessaria l’accettazione da parte dei creditori e l’omologazione del tribunale. L’Ad: “In Europa si apre una nuova stagione di sviluppo a cui contribuiremo in modo significativo”

04 Gen 2021

A. S.

Via libera dal Cda Italtel all’offerta vincolante di Psc Partecipazioni a supporto di una proposta di concordato. L’accordo ora rimane subordinato all’approvazione della proposta concordataria da parte dei creditori, e al fatto che venga omologato dal tribunale competente, come prevedono le norme del caso. Ad annunciarlo in un comunicato è Exprivia, società che ha in portafoglio l’81% del capitale sociale di Italtel.

“Sono felice di poter festeggiare i nostri 100 anni dando nuovo slancio al cammino industriale, iniziato nel 1921 e ininterrottamente dedicato allo sviluppo e al miglioramento delle comunicazioni, così importanti nel mondo – afferma Stefano Pileri (nella foto), Ceo di Italtel – In Europa, con i piani di Next Generation Europe si sta aprendo una nuova stagione di sviluppo in cui avremo la possibilità di contribuire in modo significativo, poiché le reti saranno le protagoniste di questo futuro”. Quanto all’Italia, “l’accelerazione che si sta imprimendo allo sviluppo delle reti a Banda Ultra Larga e 5G e, sulla base di queste, all’evoluzione in senso digitale dei processi industriali, logistici, amministrativi e delle infrastrutture strategiche del Paese – sottolinea Pileri – richiede un deciso processo di consolidamento atto a dare vita a soggetti forti in grado di sostenere e realizzare in tempi brevi questa trasformazione digitale. Siamo convinti che Italtel, con le proprie straordinarie competenze, possa essere una componente importante di questo disegno”.

Nello scorso marzo Italtel aveva presentato domanda di di concordato “in bianco”, mentre il termine per il deposito del piano concordatario è stato fissato in via non più ulteriormente prorogabile per il 5 febbraio 2021.

Il consiglio d’amministrazione, si legge in una nota di Italtel,”Dopo un’analisi approfondita delle due offerte finali e vincolanti ricevute da Exprivia e da Psc Partecipazioni per acquisire il Gruppo facente capo ad Italtel, ha scelto la proposta presentata da Psc Partecipazioni, gruppo attivo nella progettazione e realizzazione delle Infrastrutture Elettriche, di Telecomunicazioni, per la Sanità e per i Trasporti. La proposta di PSC, con un investimento di capitale pari a 44 milioni e con la disponibilità di nuova finanza per 30 milioni, è stata ritenuta la migliore alla luce del Piano Industriale che consente di sostenere l’accelerazione dell’azienda cogliendo l’opportunità della digitalizzazione delle Infrastrutture Strategiche, della dotazione finanziaria che assicura il riequilibrio e la solidità nel breve medio termine e, infine, del soddisfacimento dei creditori – spiega ancora Italtel – Il Piano Industriale sarà ora sottoposto all’esame dello Studio Spada, professionista indipendente incaricato da Italtel e presentato al Tribunale di Milano entro il 5 febbraio, ai fini di ottenerne l’omologa”.

Exprivia dal canto suo “si riserva di monitorare l’esecuzione della proposta di Psc – spiega l’azienda – e di valutare ogni prossimo sviluppo nel proprio interesse e nell’interesse dei propri azionisti”. Proprio Exprivia aveva presentato il 24 dicembre un’offerta “vincolante e irrevocabile” a supporto di una proposta di concordato in continuità, che prevedeva la sottoscrizione di un aumento di capitale da 20 milioni di euro, la messa a disposizione di circa 13 milioni di risorse finanziarie a titolo di crediti fiscali Iva e Ires derivanti dal consolidato fiscale di Gruppo in arco piano. Il piano prevede inoltre l’offerta ai creditori strategici un’opzione Put, da esercitarsi dopo il 2023, che potrà essere corrisposta “per cassa” o con azioni proprie già in portafoglio, che consentirebbe loro di recuperare una parte del credito oggetto di stralcio.

Quanto a Tim, l’operatore ha già firmato una lettera d’intenti con il gruppo Pesce (Psc) che – se il piano venisse omologato dal Tribunale e l’operazione arrivare al closing – prevede la conversione dei suoi crediti in una partecipazione finanziaria di minoranza, senza coinvolgimenti nella governance.

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