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STRATEGIE

Logistica, le inefficienze costano fino a 2 punti di Pil. La svolta dal digitale

I numeri emersi in occasione del convegno organizzato a Genova da UirNet e Logistica Digitale. La realizzazione di una piattaforma nazionale permetterebbe di recuperare tra 7 e 10 miliardi di euro

16 Apr 2019

F. Me

Le inefficienze nei settori logistica e infrastrutture pesano fino a 35 miliardi l’anno (1,5%-2 del Pil). I numeri sono emersi in occasione del convegno organizzato da UirNet e Logistica Digitale dal titolo “Infrastrutture digitali e logistica delle merci. Priorità strategiche per Genova e per l’Italia”, nella  Sala Libeccio del Porto Antico di Genova, il convegno”.

“Se si vuole uscire dalla situazione attuale di efficienza relativa del sistema logistico nazionale – ha spiegato il professor Rodolfo De Dominicis, presidente e Ad di UirNet aprendo l’evento – lo Stato non può stare a guardare, ma deve intervenire con un monitoraggio attento sull’andamento del sistema, una verifica costante delle performance dei singoli attori e, soprattutto, deve continuare a promuovere, ma questa volta definitivamente, un sistema terzo che sia in grado di raccogliere, esaminare e gestire i flussi di dati che vengono dal campo per le finalità decisorie che gli competono”.

In questo senso in ruolo cruciale lo gioca il digitale, come ha evidenziato Fabrizio Perrone, Ad di Logistica Digitale: “Attraverso la trasformazione digitale della logistica italiana e lanciando sul mercato un’offerta di servizi innovativi orientati alla digitalizzazione della catena logistica – ha sottolineato – possiamo creare un ecosistema, consolidando e coltivando le esperienze sviluppate insieme ad una rete di partner, rendendo disponibili le migliori competenze del settore e valorizzando le esperienze locali. Questo significa creare valore, utilizzando i risparmi generati dalla riduzione delle inefficienze di sistema per fornire un ritorno e continuare ad attrarre gli investimenti pubblici e privati del mercato”.

Dxc Technology Italia ha da tempo compreso il ruolo che la logistica può giocare in Italia, di qui l’investimento in Logistica Digitale che è una jv realizzata con Fai Service e Vitrociset (Gruppo Leonardo).

“Come Dxc Italia abbiamo fondato e investito in Logistica Digitale, a Dxc Technology company, per innovare e competere – ha puntualizzato Lorenzo Greco, Ad di Dxc Technology Italia – Siamo qui per aiutare l’Italia e Genova a trasformarsi e crescere grazie alla trasformazione digitale”.

Ma il processo di digitalizzazione del settore della logistica, così come quello di altri comparti cruciali per la crescita del Paese, è possibile solo se anche la PA aggancia la sfida 4.0. “Stiamo lavorando per una PA digitale, smart, veloce ed agile, che non sia più un costo occulto per famiglie e imprese ma che ci consenta di far fare un grande salto di qualità a tutto il sistema Italia.- ha infatti evidenziato il sottosegretario alla PA, Mattia Fantinati – A iniziare da settore strategico della logistica e delle infrastrutture. Da questo punto di vista, smart cities e l’internet delle cose saranno importantissimi. Non mi sfuggono i pericoli connessi soprattutto al 5G in tema di sicurezza ed è ovvio che quest’ultimo aspetto guiderà sempre la nostra azione. Una città come Genova potrà cogliere anche le nuove opportunità che questo governo ha favorito attraverso la sottoscrizione del memorandum con la Cina sulla nuova via della seta”.

La logistica

La logistica è in prospettiva uno dei settori con il maggior tasso di trasformazione e cambiamento sia a livello operativo che strategico. Infrastrutture e operatori hanno iniziato a sperimentare e utilizzare soluzioni in connettività abilitate dallo scambio di dati e informazioni, spingendosi in aree dove il fisico e il digitale convergono. Tali soluzioni sono utilizzate sia per l’ultimo miglio, sia per la composizione del magazzino, che per la gestione dei trasporti e delle flotte, interessando quindi tutta la supply chain. Tuttavia, queste iniziative rimangono isolate e non entrano in modo diffuso nel sistema di rete. Il salto di qualità avverrà quando tutto il sistema sarà connesso, integrato, automatizzato. Disporre di una infrastruttura digitale e automatizzata non è sufficiente se il sistema esterno rimane indietro.

Bastano pochi numeri per evidenziare quanto la logistica sia strategica per l’Italia.

  • E’ un settore che produce servizi senza i quali una parte importante delle attività economiche non potrebbero realizzarsi.
  • Rappresenta l’asset distributivo del Paese e di posizionamento dei prodotti e della manifattura italiana nel mondo (>463 mld Euro nel 2018)
  • Rappresenta il sistema portante su cui si muovono 887 miliardi di Euro di interscambio commerciale dell’Italia con il mondo,
  • Genera 85 miliardi di Euro di valore aggiunto (5% del totale italiano)
  • Impiega circa 1,1 milioni di lavoratori.

I porti

I porti rappresentano il principale partner distributivo e di posizionamento dei prodotti della manifattura italiana per l’accesso ai mercati internazionali e ai consumatori, favorendo la penetrazione dei prodotti italiani nel Mondo. La portualità italiana detiene:

  • il 55% del totale delle esportazioni italiane extra-Ue, pari a 112 miliardi di Euro di merce che nel 2018 è partita dai porti italiani (su un totale di 205 miliardi di Euro);
  • il 30% del totale delle esportazioni italiane mondiali, pari a circa 140 miliardi di Euro di merce che nel 2018 è partita dai porti italiani (su un totale di 463 miliardi di Euro);
  • tra il 65% e l’80% è la quota che detiene la portualità italiana sul totale delle esportazioni italiane dirette in USA (tot. exp. 42,5 miliardi di Euro), Brasile (tot. exp. 3,9 miliardi di Euro), Cina (tot. exp. 13,2 miliardi di Euro) e India (tot. exp. 4,0 miliardi di Euro).

La realizzazione e la messa in esercizio di infrastrutture digitali è essenziale per lo sviluppo socio-economico futuro dell’Italia, ma anche per recuperare la competitività persa negli ultimi 20 anni rispetto ai porti del Nord Europa e a quelli emergenti del Mediterraneo (Marocco, Egitto, Turchia e Grecia).

L’Italia rimane tra i grandi sistemi portuali europei e mondiali, ma con rischi crescenti al ribasso e di progressiva marginalizzazione dalle grandi rotte del commercio internazionale.

Le attuali inefficienze sul fronte infrastrutturale e logistico pesano ogni anno per valori compresi tra 25 e 35 miliardi di Euro, equivalenti all’1,5-2% del Pil. Impatto positivo e i benefici generabili dalla Piattaforma logistica nazionale (Pln) in termini di recupero di efficienza nel sistema si attestano su valori compresi tra 7 e 10 miliardi di Euro, pari al 7,5% del Pil nel settore logistico e allo 0,5% del Pil italiano.

 Il porto di Genova

UirNet e Logistica Digitale sono impegnate a realizzare soluzioni innovative usando la leva del digitale per offrire a tutti gli stakeholder, operatori logistici, mondo produttivo e delle imprese, servizi sempre più innovativi, sicuri e di alta qualità, con benefici potenziali enormi per il Paese. È quindi doverosa una riflessione che consenta di evidenziare il ruolo che la logistica digitale può svolgere anche in una situazione emergenziale come quella che recentemente ha colpito la città di Genova. Con 54,2 milioni di tonnellate movimentate nel 2017 e trend di crescita positivi rispetto al 2016, sia per i traffici containerizzati che convenzionali, il porto di Genova si configura come una delle principali realtà portuali del paese. Tuttavia, il crollo del ponte Morandi avvenuto lo scorso agosto rischia di compromettere il primato del porto ed il tessuto economico della città. Per tale motivo, UirNet ha pensato a soluzioni innovative che siano in grado di ottimizzare i flussi veicolari e delle merci anche in una situazione emergenziale, preservando così il ruolo che il porto di Genova ricopre nelle rotte di navigazione e terrestri.

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