L’INTERVENTO

Mattarella: “Tecnologie e digitale per la vitalità dei centri più piccoli e dei borghi”



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Il Presidente della Repubblica: “Il divario frena lo sviluppo nazionale e si tratta di un tema decisivo della competitività del Paese. C’è un rapporto diretto tra insediamenti abitativi e servizi, evitare spopolamento”

Pubblicato il 12 giu 2024



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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Teatro Carignano di Torino per la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2018/2019 dell'Università di Studi di Torino. (foto di Francesco Ammendola, ufficio stampa Presidenza della Repubblica)

“Lo sviluppo tecnologico e digitale, il potenziamento delle reti immateriali, una più efficiente organizzazione del welfare possono fare molto per la vitalità dei centri più piccoli e dei borghi, anche per potenziare il turismo, interno ed esterno. Ma questo non riduce anzi accresce l’esigenza di evitare lo spopolamento di persone e di negozi. Vi è un rapporto diretto tra insediamenti abitativi e servizi”.

Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento all’assemblea 2024 di Confcommercio: “C’è oggi un divario che penalizza le aree interne e insulari, i territori montani, insomma quella parti del Paese più lontane dalle reti infrastrutturali e da alcuni servizi essenziali – spiega il Capo dello Stato – Questo divario frena lo sviluppo nazionale nel suo insieme e si tratta di un tema decisivo della competitività del Paese”.

L’importanza dell’equilibrio territoriale

“Sarebbe grave se ci rassegnassimo a un declino senza prospettive delle piccole e medie imprese commerciali nelle città e nei borghi italiani, oltre a quello del presidio di alcuni servizi, solo parzialmente surrogabili dalla strategia digitale – spiega Mattarella – Gli esercizi commerciali di prossimità danno vita ai centri storici e ai quartieri periferici. Oltre che presidi economici sono agenzie sociali: luoghi di incontro, di relazione, di amicizia”.

L’equilibrio territoriale, del resto, è un fattore cruciale di equilibrio sociale – prosegue il presidente della Repubblica – Anche per questa ragione la perdita di oltre 110.000 attività negli ultimi dieci anni non è questione che riguarda il solo mondo del commercio, ma i suoi effetti interpellano l’intera società”.

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