Patuano: "Interesse Niel segno che la strategia di Telecom crea valore" - CorCom

Patuano: “Interesse Niel segno che la strategia di Telecom crea valore”

L’Ad del gruppo commenta l’ingresso in quota del manager francese: “L’arrivo di esperti di Tlc dimostra che stiamo facendo bene”. E sulla possibile “cordata” con Vivendi dice: “Non credo ci siano liason”

29 Ott 2015

F.Me

L’interesse di Xavier Neil per Telecom Italia dimostra che la strategia del gruppo è giusta. Questa la posizione espressa dall’Ad di Telecom Italia, Marco Patuano, secondo il quale il miliardario francese, fondatore di Iliad, che ha acquistato opzioni sull’11,2% del capitale della società di tlc non è legato a Vivendi, socio con una quota del 20%.

“Il fatto che abbiano fatto un investimento esperti del mondo delle telecomunicazioni significa che la nostra strategia crea valore – ha dichiarato il manager – Mi rendo conto che è troppo facile dire che tutti gli azionisti sono i benvenuti, ma in questo caso si tratta di azionisti esperti del settore che così confermano che stiamo facendo bene”.

Patuano ha commentato l’ipotesi che Neil sia legato a Vivendi asserendo: “personalmente non credo. Al di là che andare oltre il 30% del capitale comporta ripercussioni giuridiche. Per quanto ne so, non ci sono liaison”. Patuano ha dichiarato di non aver mai incontrato Neil e di non avere saputo in anticipo della posizione dell’imprenditore di Oltralpe nel capitale di Telecom Italia.

Per Patuano la mossa di Niel non è una speculazione finanziaria. “La finanza ha sviluppato strumenti diversi, non vedo una dietrologia dietro la tipologia di strumento usato”, ha spiegato.

L’imprenditore miliardario Xavier Niel, fondatore della compagnia di Tlc Iliad (a cui fa capo la low cost Free) che fra azioni e derivati ha in mano l’11,209% della compagnia. In dettaglio, Niel – ha confermato la Consob dopo i rumors della mattinata – ha acquistato il “pacchetto” attraverso la controllata Rock Investment. In dettaglio, l’operazione è stata effettuata attraverso l’acquisto del 6,1% di derivati già “contrattualizzati” con date fissate (diritti di acquisto in tre scadenze), mentre l’altro 5% consiste in derivati senza ancora una data fissata, la cosiddetta posizione lunga. L’operazione avrebbe un controvalore complessivo compreso fra 1,7 e 2,4 miliardi di euro. Iliad, la società fondata da Niel, non ha nessuna voce in capitolo e soprattutto diritti di voto in Telecom, visto che l’operazione non è stata effettuata attraverso la telco.

La notizia della discesa in campo di Niel è stata accolta molto bene dal mercato al punto da far guadagnare al titolo Telecom fino all’8% a quota 1,22 euro.

In dettaglio, il capitale detenuto con diritto di voto pari al 6,1% deriva dalla stipula di differenti contratti di opzione “call” che prevedono differenti date di regolamento secondo determinate condizioni contrattuali: un contratto relativo a un 4,888% prevede il regolamento in data 21 giugno 2016; un altro relativo a uno 0,606% prevede il regolamento in 5 tranches tra un giorno lavorativo precedente e 3 giorni lavorativi successivi al 21 settembre 2017; un altro ancora relativo a uno 0,606% prevede il regolamento in 5 tranches tra un giorno lavorativo precedente e 3 giorni lavorativi successivi al 21 novembre 2017.

Sommando le quote in capo a Neil con quelle di Vincent Bollorè attraverso Vivendi, a quota 20%, i francesi hanno di fatto in mano la maggioranza assoluta di Telecom. Cosa si nasconde dietro l’acquisto di Niel? Siamo alla vigilia di una “rivoluzione” in Telecom? Alla Borsa di Parigi la notizia non è stata presa bene: il titolo Vivendi sta perdendo quota. E ciò farebbe pensare a uno scontro al vertice. I due manager francesi sono “storici” nemici, quindi dietro la mossa di Niel difficilmente può essere interpretata come una liaison francese per conquistare Telecom. Non è da escludersi che Niel sia sceso in campo in appoggio a qualche altro alleato, magari scomodo a Bollorè. E stanno circolando voci secondo cui Bollorè si starebbe preparando a una contromossa alzando la posta oltre il 20%.

Al contrario Niel sarebbe molto amico di un altro protagonista delle Tlc, Naguib Sawiris, ex patron di Wind, poi ceduta ai russi di Vimpelcom. C’è Sawiris “dietro” l’operazione?, ci si chiede anche in considerazione del fatto che il magnate egiziano non è mai riuscito, nonostante svariati tentantivi, a entrare in Telecom. Bocche cucite al momento in casa Telecom e anche l’imprenditore francese non ha rilasciato dichiarazioni a riguardo.

Non è da escludersi però che si tratti di un’operazione meramente finanziaria: il manager francese sta investendo molto nel settore delle Tlc in Europa. Lo scorso anno ha acquistato per 2,9 miliardi di dollari Orange Switzerland mentre gli è andata male con T-Mobile Us: non è andata in porto infatti l’offerta presentata a Deutsche Telekom per rilevare la costola Usa. Niel, insieme con Matthieu Pigasse, è coproprietario del quotidiano Le Monde e, secondo indiscrezioni di stampa starebbe lavorando con l’uomo d’affari francese al battesimo di un fondo di investimento dedicato a operazioni nel settore media.