STRATEGIE

Ripartenza, Baretta: “Più investimenti in digitale per proteggere il lavoro”

Il sottosegretario all’Economia: “Dobbiamo essere pronti ad intercettare la ripresa. Priorità a e-commerce, smart working e turismo”

25 Mag 2020

F. Me.

Più investimenti in digitale per far ripartire l’economia e proteggere il lavoro. In un’intervista a Repubblica, il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta delinea le priorità d’azione per la ripartenza. “Dobbiamo essere pronti a intercettare la ripresa – evidenzia Baretta – L’Italia è la porta di ingresso nel Mediterraneo per merci e turismo. Dobbiamo investire moltissimo sul digitale, se vogliamo uno smart working all’altezza dei tempi o per favorire l’e-commerce anche dei piccoli negozi di quartiere. Dobbiamo far ripartire in velocità e sicurezza i cantieri, senza usare il ponte di Genova solo come slogan, ma cancellando la burocrazia dannosa. Bisogna avere una politica industriale. Se ci fossero licenziamenti di massa vorrebbe dire che il sistema non ha tenuto, che il Paese non ha un’idea di futuro. Non me lo auguro e non me lo aspetto”.

“La situazione del Paese è grave – ammette – Abbiamo tamponato una caduta del reddito eccezionale”.

“Ovvio, non tutto è stato recuperato – spiega – Ora però è il momento di tarare gli interventi, capire chi fa fatica a ripartire e impedire licenziamenti di massa. Dobbiamo agire subito, prima che l’emergenza sanitaria finisca. E tornare a una politica industriale coraggiosa. Scommettere sui nostri assi vincenti: turismo, cultura e manifattura. E nello stesso tempo accelerare la riforma fiscale e il recupero dell’evasione”.

Alla domanda su per quanto ancora si può procedere con i sussidi, il sottosegretario risponde: “Se riportiamo la discussione a 15-20 giorni fa la parola d’ordine era: aiuti a fondo perduto. Il nostro compito era proteggere lavoratori e imprese in un contesto drammatico. Nel solo mese di aprile abbiamo avuto richieste di cassa integrazione quasi pari all’intero 2009. Invito a guardare tre numeri: deficit schizzato al 10%, debito oltre il 160%, Pil a -9%. Il primo compito era tamponare la caduta del reddito. Certo, non esiste manovra che compensa al 100% le perdite”.

Il piano Ue per la ripresa

La priorità a digitale è in linea anche con la strategia europea per la ripresa delineata dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. L’idea  è strutturare il bilancio Ue come un grande Piano Marshall per fare un’Europa più digitale e in grado di vincere le sfide di questo secolo.
Come spiegato ad aprile, nei giorni più critici della pandemia da Covid-19, l’Europa “avrà bisogno di soluzioni innovative e maggiore margine nel Qfp per sbloccare gli investimenti pubblici e privati. Questo darà sprint alle nostre economie e guiderà la ripresa verso un’Europa più resiliente, verde e digitale”.

Il bilancio sarà inoltre uno strumento che non solo supporterà ma soprattutto ridisegeràa “le nostre industrie e servizi verso una nuova realtà”. Secondo von der Leyen sarà cruciale investire “ nelle tecnologie digitali, infrastrutture e nell’innovazione come la stampa 3D per essere più indipendenti (dai colossi Usa ndr) e sfruttare al meglio le nuove opportunità”.

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“Questo significa anche raddoppiare la nostra strategia di crescita investendo nel Green Deal europeo – ha sottolineato von der Leyen in audiziona al Parlamento Ue – Con la ripresa economica il riscaldamento globale non rallenterà. Quindi bisognerà da subito identificare i progetti giusti su cui investire”.
“Un’economia più moderna e circolare ci renderà meno dipendenti e aumenterà la nostra capacità di ripresa – ha concluso la presidente – Questa è la lezione che dobbiamo imparare dalla crisi”.

La strategia Usa

Anche negli Usa si inizia a delineare la strategia post emergenza. Un panel della Casa Bianca chiede al governo e all’industria privata di unire le forze per ampliare l’infrastruttura tecnologica di nuova generazione degli Stati Uniti e sostenere la ripresa economica e la creazione di posti di lavoro dopo la crisi innescata dalla pandemia di coronavirus.

Il panel che fa consulenza al presidente Donald Trump sulle politiche del lavoro (White House American Workforce policy advisory board) è co-
presieduto da Ivanka Trump, consulente della Casa Bianca, e dal segretario al Commercio Wilbur Ross e include il ceo di Apple Tim Cook, il ceo di Lockheed Martin Marillyn Hewson e il presidente esecutivo di Ibm Ginni Rometty. Il gruppo vuole chiedere a governo e imprese “un investimento senza precedenti in infrastruttura digitale“.

Primo obiettivo del panel è stimolare iniziative che aiutino a rimettere sul mercato i lavoratori rimasti senza occupazione tramite percorsi di aggiornamento e ampliamento delle competenze. Fondamentale, secondo
il panel, è indirizzare la formazione verso le nuove digital skill per permettere di trovare lavoro nei nuovi campi che sono destinati a svilupparsi nella fase post-crisi, come la sanità e l’economia digitale, secondo le anticipazioni del piano della Casa Bianca pubblicate da Reuters.

La piena ripresa economica degli Stati Uniti dopo il Covid-19 dipende da una moderna infrastruttura digitale che connetta l’America e dia a ogni impresa e cittadino gli strumenti per partecipare al mondo produttivo, sostengono gli esperti della Casa Bianca. Tra le proposte ci sono uno snellimento dei processi e dei costi per ottenere le licenze per esercitare  alcune professioni e aiuti finanziari agli studenti per corsi di formazione di breve termine e ad alto livello allineati con le richieste del mercato del lavoro.

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