l'intervista

Rosius: “Il programma spaziale Ue è uno dei più grandi successi collettivi dell’Europa”



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A CYSAT Parigi 2026, il Responsabile delle operazioni di sicurezza e del monitoraggio di EUSPA spiega perché lo Spazio è diventato un elemento centrale della competizione geopolitica globale, essenziale per sicurezza, economia e resilienza delle infrastrutture europee

Pubblicato il 5 giu 2026



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Punti chiave

  • Lo spazio è un’infrastruttura strategica ed economica, cuore della sovranità tecnologica e della competizione geopolitica europea.
  • Il Programma spaziale dell’UE offre servizi chiave: Galileo, Copernicus, IRIS² e GOVSATCOM per trasporti, crisi e clima.
  • Minacce come la guerra ibrida e attacchi informatici richiedono sorveglianza orbitale, integrazione di intelligenza artificiale e nuove norme (legge spaziale, resilienza informatica).
Riassunto generato con AI

Lo spazio non è più una frontiera lontana, ma un terreno strategico dove si misurano sicurezza, sovranità tecnologica e competizione globale. Dalla navigazione satellitare alla connettività sicura, dall’osservazione della Terra alla protezione delle infrastrutture in orbita, il programma spaziale europeo è diventato uno degli assi della geopolitica dell’Unione. Philippe Rosius, Responsabile delle operazioni di sicurezza e del monitoraggio dell’Agenzia dell’UE per il programma spaziale (EUSPA), racconta come guerra ibrida, minacce informatiche e nuove tecnologie stiano ridefinendo il ruolo dell’Europa nello spazio.

Rosius, cosa rappresenta oggi lo spazio dal punto di vista geopolitico?

Con l’evolversi della tecnologia, lo spazio non è più soltanto una parte indispensabile della nostra vita quotidiana, ma anche un’infrastruttura fondamentale per la nostra economia e la nostra sicurezza, in un momento in cui il panorama geopolitico sta cambiando rapidamente e la concorrenza globale nello spazio si sta intensificando con l’emergere di nuovi attori. Il valore strategico dello spazio non è mai stato così evidente, ed è proprio in momenti come questi che, in quanto europei, dobbiamo dimostrare ambizione e determinazione. Lo spazio non è più un settore di nicchia; è un’infrastruttura strategica, un motore economico e un fondamento per la nostra sicurezza, la nostra trasformazione digitale e la nostra transizione verde. È un settore in cui l’Europa non solo deve rimanere presente, ma deve mantenere una posizione di leadership.

Qual è l’impatto del programma spaziale dell’UE sull’Europa come spazio geopolitico?

Il programma spaziale dell’UE è uno dei più grandi successi collettivi dell’Europa. Riunisce capacità spaziali che supportano milioni o miliardi di utenti ogni giorno e creano valore in ogni settore della società. E ne citerò uno per tutti: Galileo. Il nostro sistema globale di navigazione satellitare, fornisce il posizionamento più preciso al mondo ed è affidabile, sicuro e sempre più indispensabile per i trasporti. Energia, finanza, risposta alle emergenze e molti altri settori: oltre 4,5 miliardi di utenti stanno già beneficiando dei nostri sistemi di navigazione satellitare dell’UE. Copernicus invece ad esempio fornisce dati di osservazione della Terra all’avanguardia a livello

mondiale e tra i più completi, al servizio di climatologi, responsabili politici, innovatori e operatori di pronto intervento con un’accuratezza senza pari. Le nostre costellazioni di connettività sicura di IRIS² (la prima rete di satelliti multi-orbitali in Europa ndr) rafforzeranno la capacità dell’Europa di rispondere alle crisi, garantiranno una connettività resiliente e sosterranno il futuro digitale. All’inizio di quest’anno, GOVSATCOM (il programma Comunicazioni satellitari governative dell’UE ndr) ha iniziato a fornire capacità di comunicazione satellitare sicure, resilienti ed efficienti in termini di costi per missioni critiche per la sicurezza. I nostri servizi di sorveglianza e tracciamento spaziale dell’UE contribuiscono a proteggere i satelliti e le capacità spaziali, a gestire i rischi e a promuovere un comportamento responsabile nello spazio.

In poche parole qual e’ la missione dell’Agenzia dell’UE per il programma spaziale?

All’Agenzia dell’UE per il programma spaziale la nostra missione è sostenere l’attuazione del Programma spaziale dell’Unione in collaborazione con la Commissione europea e l’ESA, e agire come agenzia operativa orientata agli utenti del Programma spaziale dell’Unione. Forniamo dati, informazioni e servizi spaziali sicuri che massimizzano i benefici socio-economici offerti agli utenti nell’UE e in tutto il mondo per i nostri cittadini, i vari soggetti interessati, i settori della nostra economia e i nostri governi.

In che modo la guerra in Ucraina ha cambiato l’approccio dell’Agenzia dell’UE per il programma spaziale riguardo la sicurezza dei satelliti?

Penso che la guerra in Ucraina abbia probabilmente cambiato l’approccio generale dell’intera comunità spaziale, in particolare in Europa. Cioè, ci siamo resi conto in quel momento, perché l’abbiamo visto, che era possibile attaccare un sistema di comunicazione satellitare. Questo ha rafforzato ciò che già facevamo. Ha rafforzato la nostra capacità o la nostra volontà di garantire, in qualsiasi circostanza, la sicurezza dei satelliti. Questo è ciò che facciamo. Garantiamo la sicurezza dei satelliti in orbita con la nostra capacità di sorveglianza dello spazio. In Europa forniamo un servizio agli operatori in cui trasmettiamo tutti gli allarmi di collisione, in caso di mancata rilevazione, agli operatori affinché possano manovrare il loro satellite, se possibile, per evitare le collisioni. Ogni collisione in orbita crea migliaia di detriti che a loro volta possono causare ulteriori collisioni. Quindi, bisogna evitare a tutti i costi questo tipo di collisioni. Al di là della semplice constatazione economica legata alla perdita di un satellite, ovviamente, l’operatore, se perde un satellite, perde denaro. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ci ha ricordato, se ce ne fosse bisogno, che le attività nello spazio sono attività come le altre, con lo stesso livello di rischio, con gli stessi tipi di attacchi.

Anche nello spazio esiste una guerra ibrida?

La guerra ibrida non esiste solo sulla Terra ma anche nello spazio. Cioè, la combinazione di attacchi informatici, disinformazione, attacchi cinetici, è presente tanto nello spazio quanto sulla Terra, in mare e nell’aria. In realtà, per questo, l’ambiente spaziale non è diverso dagli altri ambienti. Per molto tempo lo spazio è stato considerato lontano e inaccessibile. Quindi, la comunità spaziale, in generale, ha potuto dirsi: lo spazio è lontano dunque sono protetto. Ma in realtà, lo spazio non è più così lontano oggi, quel tempo è oramai finito. Lo spazio è vicino. E oggi abbiamo lo stesso tipo di comportamento ostile, lo stesso tipo di comportamento aggressivo. Lo si può riscontrare nello spazio così come lo si riscontra sulla Terra. E questo è davvero uno degli insegnamenti dell’attacco russo all’Ucraina.

L’Agenzia dell’UE per il programma spaziale sta già integrando strumenti di difesa informatica basati sull’intelligenza artificiale nei sistemi operativi?

Oggi siamo in una fase in cui stiamo integrando la questione dell’intelligenza artificiale in tutti i progetti che stiamo sviluppando. Questo non significa che inseriremo l’intelligenza artificiale ovunque, perché dobbiamo assicurarci che l’effetto da ottenere sia migliorato grazie all’intelligenza artificiale. Abbiamo uno studio segmentato di tutti i progetti che abbiamo per verificare se e come l’IA possa contribuire a migliorare le nostre capacità. Ci sono sistemi in cui non è necessario, altri in cui è assolutamente necessario. Quello che è certo è che oggi l’IA è perfettamente integrata nel nostro processo di valutazione delle attività per i programmi che abbiamo oggi.

In che modo la legge spaziale dell’UE e la legge sulla resilienza informatica modificheranno gli obblighi in materia di sicurezza per gli operatori e i produttori?

Questa è una domanda molto interessante alla quale oggi come oggi faccio fatica a rispondere. Lo Space Act, oggi, è entrato in una fase di attuazione. Del resto, come nel caso del regolamento sullo spazio, del regolamento EUSPA e del regolamento sulla competitività, la Commissione europea ha presentato una proposta e ora questi testi sono stati avviati in un iter istituzionale e democratico con il Parlamento europeo. C’è stata una proposta della Commissione europea e ora siamo entrati in un processo istituzionale e democratico in sinergia con il Parlamento europeo. Lasciamo che il Parlamento e i nostri rappresentanti nazionali in Parlamento facciano il loro lavoro e vedremo il risultato. Quel che è certo è che possiamo ritenerci soddisfatti del fatto che la Commissione abbia riconosciuto il lavoro dell’Agenzia dell’UE per il programma spaziale poiché in questo contesto, nella proposta della Commissione europea, le responsabilità dell’agenzia non sono state limitate, anzi. Tuttavia, non posso anticipare l’esito di un processo democratico che si sta svolgendo in questo momento in Parlamento e che sarà poi esaminato dal Consiglio.

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