Sanità alla svolta digitale, ma la mole di dati rischia di trasformarsi in un boomerang - CorCom

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Sanità alla svolta digitale, ma la mole di dati rischia di trasformarsi in un boomerang

È quanto emerge da uno studio di Hpe Aruba: tre quarti dei responsabili IT hanno avviato l’implementazione di sperimentazioni o di applicazioni che fanno leva su intelligenza artificiale, Iot e machine learning. Ma il 33% lamenta difficoltà nell’elaborare le informazioni. In un e-book le linee operative per gestire la roadmap

26 Apr 2021

Enzo Lima

Il settore della Sanità è stato nel 2020 tra quelli più all’avanguardia per l’adozione di tecnologie avanzate, spinto dalla consapevolezza di doversi adattare alla situazione in corso. È quanto emerge da una ricerca effettuata da Aruba (società di Hpe). Per far fronte alla pandemia e all’enorme incremento del numero di pazienti da curare il comparto ha cambiato in modo importante l’approccio all’adozione di tecnologie e di servizi digitali. Circa tre quarti dei responsabili IT hanno avviato l’implementazione di sperimentazioni o di applicazioni in aree quali l’Intelligenza Artificiale (74%), l’Internet of Things (76%) e il Machine Learning (71%).

“Nel corso della pandemia, gli operatori della Sanità hanno accelerato il ricorso a soluzioni e strumenti digitali spinti della necessità. Approcci precedentemente seguiti solo per sperimentazioni o mai tentati prima sono stati implementati per mancanza di alternative – sottolinea Morten Illum, Vp Emea di Hpe Aruba -. Ora che ci sono possibilità di scelta grazie ai vaccini e al ritorno alla normalità, il settore della Sanità si trova a un punto di svolta con una incredibile opportunità per realizzare quei cambiamenti che permetteranno di fornire in futuro servizi digitali di livello superiore. Se gli operatori della Sanità non avessero la possibilità di trovare un modo per controllare il flusso di informazioni che entrano ed escono dai sistemi, rischierebbero una rapida inversione di tendenza. Per questo, è fondamentale che il settore evolva le proprie capacità di rete in modo da assicurarsi di disporre dell’infrastruttura e delle soluzioni necessarie per supportare la nuova generazione di tecnologie ed esperienze che definirà la trasformazione digitale nel 2021 e in futuro”.

Secondo la ricerca, un terzo (33%) dei responsabili IT ha lamentato un numero di dati troppo elevato rispetto a quelli gestibili dai rispettivi sistemi e l’incapacità di elaborare i dati raccolti in maniera sufficientemente veloce da agire di conseguenza (32%). “Abbiamo analizzato come evitare che ogni progresso realizzato in termini di trasformazione digitale sia travolto dal flusso di dati che ne risultano. Il settore della Sanità è stato anche tra quelli che hanno riscontrato più difficoltà nel gestire i dati prodotti dall’utilizzo della tecnologia stessa”, sottolinea Fabio Tognon, Country Manager di Hpe Aruba in Italia che ha realizzato l’ebook “Taking healthcare to the Edge” in cui si delineano le tre aree principali di interesse per le aziende della sanità con l’obiettivo di tracciare una roadmap per l’implementazione della rete più adeguata per il futuro.

Secondo quanto emerge dal report per elaborare i dati in maniera efficiente le organizzazioni sanitarie devono seguirli fino all’Edge di rete acquisendoli in tempo reale direttamente alla fonte anziché trasferirli fino a un hub centralizzato. La ricerca mostra che l’86% dei responsabili IT reputa urgente la necessità di implementare sistemi integrati per gestire i dati all’Edge di rete, che il 71% di essi sta già utilizzando o sperimentando tecnologie Edge e il 74% sta producendo nuovi risultati per mettere a disposizione delle strutture sanitarie strumenti e applicazioni migliori, garantire la disponibilità ininterrotta dei dati relativi ai pazienti nel luogo dove vengono prestate le cure e usare sensori IoT per monitorare costantemente i dati dei pazienti in tempo reale generando allarmi precoci in caso di necessità direttamente al posto letto.

Acquisire tutti questi dati è una cosa ma essere in grado di agire di conseguenza è completamente diverso, evidenzia il report. L’intelligenza artificiale ha, per questa ragione, un ruolo sempre più rilevante nella conversione dei diversi data point in insight per la diagnosi, le cure e lo sviluppo di farmaci ma anche nel supporto dei team IT perché riescano a trovare e risolvere gli inconvenienti della rete evitando onerose interruzioni o danni alla user experience. Anche prima della pandemia, il 74% dei responsabili IT operanti nel settore della Sanità stava già sperimentando o utilizzando applicazioni AI sulle rispettive reti con l’obiettivo di ricavare insight efficaci.

Alla luce della crescente diffusione dell’IoT negli ospedali e nelle abitazioni, gli operatori della Sanità devono tenere sotto controllo i livelli di connettività di dispositivi e app: ciò preoccupa i responsabili IT del settore, il 61% è infatti convinto che la connessione di dispositivi IoT all’Edge possa rendere vulnerabili le rispettive organizzazioni. Hpe Aruba ritiene che per chi lavora nella Sanità sia essenziale implementare le giuste soluzioni affinché dati altamente sensibili risultino protetti e le persone mantengano la fiducia per poter proseguire nella trasformazione digitale. A tal proposito un approccio Zero Trust alla sicurezza è parte della risposta ma sono altrettanto importanti la visibilità sulla rete e l’identificazione dei dispositivi, così da creare una visione univoca di reti sempre più frammentate e fornire ai team IT la capacità di assegnare livelli differenziati di accesso ai dati a seconda del dispositivo o del gruppo di utenti.

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