Startup innovative, in Italia mai così tante: 300 le new entry in soli tre mesi - CorCom

IL MONITORAGGIO

Startup innovative, in Italia mai così tante: 300 le new entry in soli tre mesi

Secondo le rilevazioni del Mise in collaborazione con Unioncamere e InfoCamere sono Basilicata, Sardegna e Calabria le regioni con il maggior numero di immatricolazioni via web

02 Nov 2020

Giuseppe Bianchi

Professore Ordinario di Reti di telecomunicazioni e Sicurezza delle Reti Università di Roma “Tor Vergata”

In Italia mai così tante iscrizioni online di startup innovative: nel terzo trimestre 2020 toccano quota 292 le nuove società iscritte alla sezione speciale, il numero più alto tra tutti i trimestri dal 2016. Emerge dalla 17ª edizione del Rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dal Mise, in collaborazione con Unioncamere e InfoCamere, secondo cui al 30 settembre 2020, sono 3.422 le startup innovative in Italia avviate grazie a una modalità di costituzione digitale e gratuita. Un dato che si inserisce nel contesto di lieve ripresa del sistema industriale italiano a seguito dell’emergenza da covid-19 e conferma tale trend.

Grazie al “battesimo” online, misura operativa a partire dal luglio del 2016, gli imprenditori innovativi italiani possono costituire la propria startup secondo una modalità interamente digitalizzata, con il supporto tecnico della propria Camera di Commercio o in totale autonomia. L’esenzione dall’atto notarile consente un risparmio medio sui costi d’avvio stimato in circa 2mila euro. 

Il Rapporto poi, oltre a presentare la distribuzione geografica delle startup costituite digitalmente, si concentra su due aspetti di particolare interesse: il tasso d’adozione territoriale della modalità online sul totale delle imprese di nuova costituzione, e la durata media delle pratiche.

Chi sceglie l’iscrizione online

La modalità online è stata scelta dal 38% delle startup innovative costituite in Italia nell’ultimo anno, e da oltre il 40% per quelle costituite nel terzo trimestre 2020 (42,3%).
Tuttavia, la variabilità territoriale è molto elevata, con notevoli scostamenti rispetto al dato nazionale. Paradigmatico il caso della Basilicata, della Sardegna e della Calabria, in cui più del 50% delle startup innovative ha optato per la modalità online. Compaiono invece nella parte bassa della graduatoria Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Abruzzo, Marche e Umbria.

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Durata delle pratiche: altro indicatore per cui si riscontrano variazioni significative a livello territoriale è il tempo medio d’attesa tra la costituzione e l’iscrizione dell’azienda nella sezione speciale del registro delle imprese dedicata alle startup innovative, fase che richiede una verifica dei requisiti da parte della Cciaa competente. In media una startup innovativa costituita online attende 38 giorni per ottenere l’iscrizione nella sezione speciale, mentre nell’ultimo anno i tempi di attesa medi si sono ridotti a 28 giorni.

La nuova modalità è diffusa sull’intero territorio nazionale, con una forte presenza in tre regioni – Lombardia (27,1%), Lazio (11,1%) e Veneto (11%) – che ospitano insieme quasi il 50% delle startup costituite online. Milano si conferma il principale polo per le startup innovative italiane, rappresentando da sola il 17% di tutte le aziende create digitalmente.

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