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IL PROVVEDIMENTO

Tariffe a 28 giorni, la Camera chiede “rimedi” in manovra

Approvata all’unanimità la risoluzione del presidente della Commissione Trasporti, Michele Meta che impegna il governo ad assumere iniziative nella legge di Bilancio: “Tutelare i consumatori ed evitare che la pratica venga utilizzata anche in altri settori”

12 Ott 2017

“Un messaggio chiaro ai furbetti del telefonino, che continuano a fare orecchie da mercante, e in difesa dei consumatori”. Così Michele Meta, presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, commenta la risoluzione a sua prima firma approvata oggi all’unanimità a Montecitorio contro la fatturazione a 28 giorni praticata dalle maggiori compagnie telefoniche italiane nonostante la delibera dell’Agcom.

La risoluzione presentata da Meta impegna il governo “ad assumere iniziative normative, nell’ambito della manovra di bilancio per il 2018, per impedire che gli operatori telefonici e di telecomunicazione adottino una cadenza di fatturazione che non abbia come base il mese o un suo multiplo”.

“Se la pratica non verrà fermata in tempo – spiega infatti il deputato del Pd – c’è il rischio che altri settori la mutuino in fretta, perché la furbizia è purtroppo contagiosa: se è legittima l’aspirazione al profitto da parte delle aziende, lo è ancora di più il diritto dei cittadini alla trasparenza. Chi vuole aumentare le proprie tariffe lo faccia dunque alla luce del sole, sottoponendosi al giudizio del mercato, e non tramite accorgimenti ingannevoli che finiscono per danneggiare soprattutto i consumatori più indifesi”.

Secondo Sos Tariffe l’effetto della fatturazione a 28 giorni ha lasciato un’impronta chiara sull’andamento dei prezzi nei mercati della telefonia fissa e dell’Adsl, dove le tariffe sono cresciute in media, dal 2015, del 29%. Per attirare clienti, però, le compagnie mettono a punto offerte sempre più allettanti, che in canoni in promozione che nello stesso lasso di tempo sono scesi del 6,4%.

Dallo studio emerge che prezzo medio mensile è passato da 27,9 euro a 36,1 euro. Considerando però le medie delle offerte più economiche, con sconti più incisivi offerti il primo anno di attivazione, si vede nel 2015 queste costavano 26,6 euro, mentre oggi 24,9 euro: una diminuzione del 6,4%, sintomo che ad oggi esistono tariffe con promozioni in ingresso ancora più competitive.