L'INIZIATIVA

Terrorismo, la Commissione Ue prepara la stretta sui social

Giro di vite di Bruxelles sui contenuti illeciti diffusi sulle piattaforme Internet: sull’hate speech le policy dei social sono ancora accettabili, ma contro la propaganda dei terroristi arriverà entro fine mese una norma ad hoc. Si punta a garantire la rimozione immediata dei contenuti e la collaborazione con le forze dell’ordine

Pubblicato il 05 Set 2018

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Dopo l’aut aut di inizio anno alle piattaforme online sulle strategie da adottare nella lotta ai contenuti illeciti su web la Commissione europea traccia un chiaro discrimen: sull’hate speech i giganti di Internet come Facebook, Google e Twitter potranno continuare a collaborare con le autorità su base “volontaria”, ma sui contenuti terroristici ci sarà l’intervento del legislatore.

La commissaria alla Giustizia Vera Jourova ha affermato che sull’hate speech resterà valido il codice di condotta che le aziende di Internet hanno adottato, ma sui contenuti terroristici l’esecutivo Ue è giunto alla conclusione che la minaccia è troppo grave e il rischio per i cittadini europei è troppo elevato ed esite una norma ad hoc. “Vogliamo avere la certezza assoluta che tutte le piattaforme e i fornitori It cancelleranno i contenuti legati ai gruppi terroristici e che collaboreranno con le forze dell’ordine e la giustizia“, ha dichiarato la Jourova.

La proposta di legge della Commissione europea sarà pronta a fine mese. Occorrerà poi il passaggio al Parlamento europeo e il sì dei governi Ue, ma la Jourova ha sottolineato che l’iter è alle fasi finali.

Viene così confermato quanto riportato dal Financial Times nelle settimane scorse: per contrastare la propaganda estremista sui social l’Unione europea intende obbligare aziende come Facebook, YouTube e Twitter a identificare e cancellare la propaganda online di terroristi ed estremisti violenti, abbandonando l’approccio volontaristico e prevedendo sanzioni in caso di mancata cancellazione.

Secondo Julian King, commissario europeo per la sicurezza, Bruxelles non avrebbe visto abbastanza progressi nella rimozione di contenuti da parte delle aziende tecnologiche e vorrebbe prendere delle misure per “proteggere meglio i cittadini”. La proposta potrebbe arrivare a imporre solo un’ora di tempo per le piattaforme per cancellare materiale segnalato come terrorista dalla polizia o altri organi investigativi.

La Commissione europea ha raggiunto nel 2016 un’intesa con Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube in merito al codice di condotta sull’hate speech. Altre aziende si sono poi unite. Tuttavia a gennaio di quest’anno l’esecutivo dell’Ue ha fatto sapere alle Internet companies che l’impegno per rimuovere i contenuti illegali doveva rafforzarsi o sarebbe arrivato l’obbligo di legge. In un incontro con i rappresentanti delle piattaforme online per discutere delle strategie nella lotta alla diffusione dei contenuti illeciti in rete, come la propaganda terroristica, l’incitamento all’odio, al razzismo e alla xenofobia e le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, la Commissione, pur riconoscendo i risultati raggiunti, aveva detto che gli sforzi fatti non erano sufficienti. “Anche se decine di migliaia di contenuti illegali sono stati rimossi, ne rimangono centinaia di migliaia da rimuovere. La rimozione deve essere rapida: più materiale illegale rimane online, maggiore è la sua portata, più si diffonde”.

I big della rete difendono l’approccio volontaristico e hanno già replicato snocciolando dati sui progressi raggiunti: Google fha detto che il 90% del materiale terroristico rimosso da YouTube è stato individuato in modo automatico, con metà dei video che hanno ricevuto meno di 10 visualizzazioni; Facebook afferma di aver rimosso la grande maggioranza di 1,9 milioni di contenuti Isis e Al Qaeda che erano stati individuati sulla piattaforma nei primi tre mesi dell’anno. Bruxelles non si accontenta: la garanzia di un’accurata compliance dovrà passare attraverso la legge.

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