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Una corsa a tre per la software house Tas

Almaviva, Reply ed Engineering interessate alla società guidata da Valentino Bravi. Intanto Tripi porta a casa un mol di 67 milioni di euro. E il fatturato raggiunge i 657 milioni

19 Feb 2010

Sembra una corsa a tre, quella per la conquista di Tas, società di
software partecipata al 67% dal fondo inglese Audley Capital e
guidata dall’amministratore delegato Valentino Bravi, ex ad di
T-Systems Italia.

Secondo il settimanale Il Mondo, a contendersi la software house
(60 milioni di ricavi, 23 milioni di capitalizzazione di Borsa)
sarebbero Almaviva di Alberto Tripi, Engineering di Michele
Cinaglia e Replay di Mario Rizzante.

In crisi finanziaria già da un paio d’anni, lo scorso autunno la
Tas è stata affidata a un nuovo manager, Valentino Bravi, che ha
messo a punto un piano di riorganizzazione che punta su nuovi
segmenti di business (pubblica amministrazione, grande
distribuzione, utility) e sull’incremento della presenza
all’estero. È inoltre in corso un piano di ristrutturazione
finanziaria secondo la procedura dell’art. 182 bis della legge
fallimentare (l’esposizione di Tas ammonta a 75 milioni).

Intanto, sempre il settimanale Il Mondo ha puntato i riflettori su
Almaviva sostenendo che “il 2010 potrebbe rappresentare l’anno
della svolta definitiva per una società sempre più orientata
all’industria del software e sempre meno dipendente dai call
center che rappresentano ormai non più del 37% del fatturato del
gruppo”. Nel 2009 il giro d’affari è salito a 657 milioni (416
derivati dall’informatica) contro i 617 del 2008 ed i 581 del
2007. Mentre l’esercizio 2009 dovrebbe chiudersi in pareggio, il
Mol ha visto un andamento crescente: 67 milioni contro i 49,3
milioni del 2008 e i 18,8 milioni del 2007.

“A puntare con forza sull’industria e l’innovazione –
osserva Il Mondo – sono stati i Tripi: non a caso tale scelta ha
coinciso con il ritorno in famiglia della gestione aziendale e
l’uscita dal gruppo di diversi dirigenti esterni”.