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STRATEGIE

Vanhille (Prysmian): “Gigabit society? La chiave è la deep fibre”

Il Telecom Senior Vice President del Gruppo: “In Europa serve un’infrastruttura omogenea e a prova di futuro in grado di sostenere la domanda di applicazioni digitali. La politica si impegni su regole pro-investimenti che agevolino gli impegni economici delle imprese”

15 Ott 2018

F. Me

Una visione a lungo termine per le Tlc e il digitale europeo. In occasione dell’FT-Etno Summit, il Telecom Senior Vice President di Prysmian, Philippe Vanhille, ha illustrato una prospettiva per un futuro di successo nel settore delle telecomunicazioni e del digitale.

Il manager ha presentato le sue idee per un modello futuro di reti a banda larga, enfatizzando l’importanza che sia gli investitori sia i responsabili politici abbiano una visione a lungo termine. “All’interno del settore del digitale in rapido sviluppo, questo significa promuovere l’installazione di un’infrastruttura passiva di alta qualità che sarà in grado di far fronte alle ancora indefinite richieste future di capacità di trasmissione digitale”, ha puntualizzato Vanhille.

Per il manager, in questo momento di cambiamenti politici – in primavera si voterà per il rinnovo dell’Europarlamento – è cruciale rimanere concentrati sugli ambiziosi obiettivi della connettività stabiliti dalla Commissione Europea. “Prima di tutto, questo significa investire in un’infrastruttura omogenea e a prova di futuro – ha detto – Abbiamo bisogno che il concetto di “deep fibre” diventi la tendenza dominante: una densa rete di fibra che possa soddisfare le richieste delle future applicazioni digitali”.

Se così non sarà, a detta del manger, a rischio saranno le fondamenta della Gigabit Society. “Prysmian Group continuerà a contribuire fermamente al dibattito europeo su questa importante questione, lavorando per assicurare che venga mantenuta l’attenzione sulle richieste di infrastrutture che in ultima analisi soddisferanno le necessità digitali dei cittadini europei – ha concludso – Con una posta in gioco così alta, è fondamentale che la convenienza politica non intralci investimenti solidi”.

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