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TARGETED ADVERTISING

Yahoo, nuovo servizio email “in stile Google”

Per accedere alla versione aggiornata servirà accettare che i contenuti vengano “scansionati”. Obiettivo spingere sulla pubblicità mirata

04 Giu 2013

Luciana Maci

Yahoo cambia il servizio email: d’ora in poi sfrutterà il sistema di scanning dei contenuti della posta elettronica per potenziare l’efficacia degli annunci pubblicitari personalizzati, come fa già da tempo Google con Gmail.

Da oggi la società californiana ha chiuso il suo servizio di Yahoo Mail e Mail Classic. Per poter accedere alla nuova versione (e a tutte le proprie e-mail), gli utenti dovranno accettare nuovi termini di servizio e di privacy, che permettono a Yahoo di effettuare una scansione della posta .

In particolare, è scritto nei termini di servizio, la company guidata da Marissa Meyer chiede all’utente il “diritto di scannerizzare e analizzare tutti i contenuti delle comunicazioni in entrata e in uscita dell’account personale, senza limitazioni”. Lo scopo è “fornire contenuti e caratteristiche relative ai prodotti personalmente rilevanti per l’utente, in modo da coadiuvare e migliorare il targeted advertising, oltre a garantire protezione da spam e malware”.

La società permette tuttavia di disabilitare queste nuove funzioni attraverso l’apposito pannello “Gestione degli interessi pubblicitari”.

Chi non è interessato a passare alla nuova versione del servizio Mail offerto da Yahoo ha due strade: ricevere la propria posta su pc tramite protocollo Imap oppure eliminare il proprio account.

L’introduzione della nuova Yahoo Mail fa parte di un processo iniziato già diversi mesi fa da Marissa Mayer, Ceo della società, volto a ridefinire l’identità del servizio.

In pratica Yahoo sta seguendo l’esempio di Google, preso di mira lo scorso febbraio da una martellante campagna pubblicitaria di Microsoft sui media Usa. La campagna se la prendeva proprio con la consuetudine di Google di adoperare lo scanning dei contenuti delle email a fini pubblicitari. Il gigante fondato da Bill Gates accusava BigG di violazione della privacy degli utenti, l’accusato replicava che lo scanning avveniva in automatico e non c’era alcuna intrusione di soggetti umani nei contenuti della posta elettronica. Ma in quegli stessi giorni Yahoo firmava un contratto con Google relativo all’advertising, in base al quale i Google ads sarebbero apparsi su siti di proprietà di Yahoo o in co-brand.

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