STRATEGIE

Zoom apre due nuovi centri di R&S: in cantiere 500 assunzioni

Gli ingegneri software andranno ad operare negli hub che la società intende realizzare, nei prossimi due anni, a Phoenix e Pittsburgh

15 Mag 2020

Antonio Dini

Continua la crescita di Zoom. La società di videocomunicazione americana ha annunciato piani per assumere 500 nuovi ingegneri software nei prossimi due anni, che lavoreranno nelle nuove sedi di Phoenix e Pittsburgh. In questo modo i dipendenti che si occupano di ricerca e sviluppo aumenteranno del 60%.

L’azienda, che ha sede a San Josè, in California, il mese scorso ha annunciato di aver visto crescere i partecipanti organizzati sulla sua piattaforma a 300 milioni dai 10 milioni dello scorso dicembre. Il “merito”, se così si può dire, è stato della pandemia di coronavirus, del conseguente lockdown e del posizionamento dell’offerta di Zoom, che offriva il servizio multipiattaforma gratuito più flessibile durante le prime fasi dell’epidemia. In seguito però vari fornitori di servizi come Google con Meet, Microsoft con Teams e Cisco con WebEx hanno abbassato la soglia di entrata ai loro prodotti, mentre contestualmente emergevano problemi di privacy e sicurezza causate dal software di Zoom.

Ad aprile l’azienda ha annunciato di aver bloccato lo sviluppo di qualsiasi nuova funzione per concentrarsi sulla risoluzione dei problemi nei successivi novanta giorni. Inoltre, Zoom ha anche stretto un accordo con Oracle, per alleggerire i costi di utilizzo del cloud di Aws, Microsoft e Google. Zoom infatti utilizza una infrastruttura multicloud che però ha visto crescere rapidamente i costi all’aumentare vertiginoso del traffico. Il razionale dietro alla scelta di aggiungere anche il cloud di Oracle, fornitore molto più piccolo dei tre big del settore, è stato dettato in parte dal bisogno di contenimento dei costi.

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Attualmente la forza lavoro di Zoom è divisa tra il quartier generale di San Josè e gli uffici in Cina. Il Cfo di Zoom, Kelly Steckelberg ha detto che l’azienda sta cercando nuovi uffici vicino alla Arizona State University e alla Carnegie Mellon University della Pennsylvania, per riuscire a intercettare i neolaureati più brillanti di quelle università.

Mentre l’azienda è circa a metà del suo sprint di 90 giorni per risolvere i problemi di sicurezza e privacy, le nuove assunzioni in Arizona e in Pennsylvania serviranno per “la capacità a lungo termine” più che per i bisogni dell’immediato, secondo Steckelberg. Invece, la ventina di ingegneri provenienti dall’acquisizione della scorsa settimana di Keybase, azienda specializzata nella crittografia delle videochiamate, avranno un “impatto immediato” sul lavoro per migliorare la sicurezza di Zoom fin da subito.

La scelta di Zoom di aprire due sedi negli Usa lontane dalla Silicon Valley, secondo Steckbelberg, è stata pensata per le assunzioni degli ingegneri software che sono più esitanti a trasferirsi a San Josè, o nelle altre parti della Valle del Silicio, perché molto costose. Il prezzo medio di una casa a San Josè, secondo le stime del mercato immobiliare locale, è di circa 1 milione di dollari. “Oggi – ha detto Steckelberg – la maggior parte del nostro staff basato negli Usa è a San Josè. Per questo secondo me sarebbe una grande opportunità poter espandere la base dei nostri dipendenti attraverso tutti gli Stati Uniti”.

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