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DIGITAL DISRUPTION

Finanza digitale all’assalto delle banche d’investimento

Ricavi in calo per il quinto anno consecutivo per i grandi player sul mercato dei capitali. La riduzione dei costi potrebbe non bastare, dice The Boston Consulting Group: “La sfida innovativa va affrontata al più presto”

05 Giu 2018

Finanza digitale alla disruption delle grandi banche d’investimento: ricavi in calo per il quinto anno consecutivo. Emerge dall’analisi di The Boston Consulting Group secondo cui mentre nel 2006 le banche d’investimento pesavano per il 48% dei ricavi totali generati dai mercati di capitale, nel 2017 la percentuale si è ridotta al 33%. E sempre il 2017 ha rappresentato il quinto anno consecutivo di ricavi in calo. E’ così che sui mercati dei capitali le grandi banche di investimento hanno visto progressivamente erodere la loro base ricavi da nuove e diverse categorie di operatori, molte di esse basate sulle nuove tecnologie in grado di sfruttare il web, i sistemi cloud e l’intelligenza artificiale.

Al fenomeno “non sono estranei gli effetti dei postumi della crisi economica – dice la società d’analisi – e dei sempre più stringenti limiti normativi imposti all’attività dalle autorità di sorveglianza su finanza e credito”. Ma dal report “Global Capital Markets 2018: Embracing the Digital Migration” emerge che le grandi banche hanno reagito al fenomeno nel modo tradizionale, ovvero agendo sui prezzi per sottrarre quota di mercato ai concorrenti, e riducendo i costi.

Potrebbe bastare? Non è detto. Perché “si sta verificando una migrazione di valore dai tradizionali mercati capitali a nuovi prodotti e servizi, resi possibili dalle tecnologie innovative basate sul web, il cloud, l’analisi dei big data e l’intelligenza artificiale”.

Nuove società in sempre maggior numero sono in grado di offrire ai clienti prodotti e servizi interessanti, flessibili e personalizzabili, e che presuppongono sempre la centralità del cliente. “Uno sviluppo, quest’ultimo – osserva The Boston Consulting Group  – nella cui direzione le banche d’investimento fanno ancora fatica a orientarsi perché ancora troppo strutturate in funzione del prodotto e del modo di produrlo al costo minimo piuttosto che sulla relazione con il cliente”.

Serve dunque che i grandi player affrontino al più presto la sfida digitale “rivedendo in tale ottica le organizzazioni, ridisegnando i sistemi informativi e dotandosi delle risorse umane che più sono in grado di capire tutte le implicazioni che questa sfida reca con sé”. La conclusione: chi per primo si renderà conto dell’urgenza della trasformazione “più efficacemente proteggerà dall’erosione i propri ricavi”.

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