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Ict Italia, nelle aziende la quota femminile ferma al 16% da dieci anni



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E nel resto d’Europa non va meglio: la media non supera il 18%. È quanto emerge dalle ultime rilevazioni di Bureau Veritas che lancia anche l’allarme sui bias dell’intelligenza artificiale: senza sviluppatrici si rischia la diffusione di sistemi che riproducono pregiudizi di genere. “Serve una svolta culturale”

Pubblicato il 17 mag 2024

Federica Meta

Giornalista



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È ferma al 16% da dieci anni la presenza femminile nelle aziende del settore Ict in Italia, al di sotto della media europea del 17-18%, in un’epoca di piena transizione digitale e in un settore sempre di più considerato attrattivo anche dal punto di vista delle retribuzioni le donne non riescono a sfondare la “porta” nelle aziende informatiche.

Sono i numeri drammatici riportati nell’ultimo report di Bureau Veritas secondo cui che racconta di una situaizone doppiamente allarmante, se si considera che il settore si attesta su queste percentuali da 10 anni e che neppure il grande interesse che si sta polarizzando sull’intelligenza artificiale riesce a smuovere questo trend.

Le immatricolazioni all’Università

Le immatricolazioni all’Università sono una prima cartina al tornasole: benché nelle iscrizioni all’anno accademico 2023/2024 le ragazze rappresentino la maggioranza (oltre il 56%), nelle immatricolazioni in “Informatica e Tecnologie Ict” la presenza femminile crolla al 16,71%. Perfettamente in linea con i dati elaborati da Openpolis, dai quali si evinceva che – considerando tutti i percorsi di studio Ict – le laureate “digitali” in Italia nel 2022 raggiungevano soltanto il 16,8%.

Ma c’è di più: i sistemi di intelligenza artificiale – a cui stiamo affidando ruoli sempre più importanti nella vita privata e nell’economia – si basano su algoritmi che tendono a riflettere la forma mentis di chi li progetta, inclusi gli stereotipi di genere.
Una programmazione prevalentemente in mano agli uomini rischia di esprimere e consolidare visioni tipicamente maschili.

Le cause del gap

Ma quali sono le ragioni alla base della scarsa presenza femminile negli studi e nelle professioni Ict e quali leve attivare per contrastare pregiudizi e stereotipi, schiudendo nuove possibilità di crescita professionale per le giovani?

In un mondo, quello dell’Ict che, nonostante gli esempi internazionali di successo professionale e imprenditoriale, continua a essere associato con un identikit “da nerd”.

“Le giovanissime – spiega Claudia Strasserra, Chief Reputation Officer di Bureau Veritas Italia – hanno bisogno di modelli professionali al femminile che le incoraggino a seguire le proprie inclinazioni. Il nostro impegno per la parità di genere si declina sostenendo al nostro interno la crescita delle donne in ruoli tecnici e manageriali, e sollecitando le nuove generazioni affinché colgano le opportunità del mercato, libere da condizionamenti”.

L’iniziativa di Visa

Visa apre le candidature per la seconda edizione italiana di She’s Next, il programma globale di Visa che supporta e favorisce l’imprenditoria femminile.

In uno scenario in cui le imprese guidate da donne in Italia rappresentano solo il 22,2% del totale del tessuto produttivo nazionale, She’s Next incentiva l’inclusione e promuove lo sviluppo delle imprese femminili nel Paese. Le tre imprenditrici vincitrici riceveranno beni e servizi per un valore netto fino a 10.000 euro, oltre che opportunità di tutoring assieme agli esperti Visa e l’accesso a specifiche piattaforme Visa per la digitalizzazione delle pmi.

Il 2023 ha visto una lieve decrescita della creazione di imprese femminili (-0,9%), che ha interessato soprattutto il settore agricolo, la manifattura e il commercio, mentre le imprese di alcuni settori tipicamente maschili quali quelli dedicati ad attività professionali, scientifiche e tecniche, sono oltre 2mila, in lieve crescita (20% rispetto al 19,7% del 2022). Si tratta di imprese per lo più di piccola dimensione, con un tasso di sopravvivenza inferiore rispetto a quelle guidate da uomini, tuttavia, come evidenzia Unioncamere, la propensione delle imprenditrici a far ricorso a modelli aziendali più strutturati, le società di capitale, sta crescendo: infatti, con un +1,7% nel 2023, rappresentano il 26% del totale delle imprese a conduzione femminile.

Il ruolo della tecnologia

In questo contesto, la tecnologia può rappresentare un importante supporto per lo sviluppo delle piccole e medie imprese femminili del nostro Paese, la cui gestione è sempre più orientata al digitale.

La conferma arriva dall’ultima indagine realizzata da Visa con focus sui pagamenti digitali tra le PMI italiane, secondo cui il 68,57% delle aziende guidate da donne accetta i pagamenti con carta. Dallo studio Visa emerge come, tra queste, il 42% accetta i pagamenti con carta da quando l’attività è operativa, mentre il 58% ha iniziato solo dopo la fase di avviamento. Da sottolineare come, tra queste ultime imprese, questo cambiamento abbia avuto un impatto positivo sul business: il 34% ha registrato una crescita nelle vendite e nel fatturato, con un incremento, in quasi la metà dei casi (47%), fino al 15%.

“Siamo felici di continuare a sostenere l’imprenditoria femminile in Italia – commenta Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa: “In uno scenario in cui l’aumento dell’occupazione femminile, sia dipendente che indipendente, può portare a un incremento del PIL nel Paese anche del 12% nei prossimi anni, con She’s Next vogliamo mettere in luce il contributo che le donne offrono alla nostra economia e consentire alle loro attività di crescere e prosperare grazie ai pagamenti digitali, alle tecnologie, alla sicurezza della nostra rete, oltre che alle competenze dei nostri partner di progetto”.

She’s Next in Italia

Nell’edizione 2023 sono state premiate le imprenditrici Sofia Santi, ceo di ONEBra, Francesca Matteoni, ideatrice dell’Accademia del Disegno, e Tiziana Ferraioli, fondatrice di Libera…Mente Imparo. Anche in questa seconda edizione, verranno selezionate tre realtà a conduzione femminile che si sono distinte nello sviluppo di progetti innovativi negli ambiti dell’industria, del commercio, dei servizi e dell’artigianato.

Le iscrizioni sono aperte a tutte le imprenditrici residenti in Italia e alle socie amministratrici di società fino a 10 addetti e massimo 2 milioni di euro di fatturato che abbiano un sistema di pagamento elettronico e una presenza digitale. Le candidature potranno essere presentate dal 14 maggio al 28 giugno 2024 seguendo le istruzioni pubblicate sul sito di SheNext. Le imprenditrici più meritevoli saranno premiate nel corso di un evento dedicato all’interno del Festival “Il Tempo delle Donne”.

She’s Next nel mondo

She’s Next è il programma globale di Visa che mira supportare e favorire l’imprenditoria femminile, fornendo alle piccole imprese guidate da donne opportunità di finanziamento, formazione, networking e tutoraggio. Dal 2020, Visa ha investito globalmente circa 3 milioni di dollari in oltre 250 sovvenzioni e coaching per le donne titolari di pmi come parte del più ampio impegno della società a supporto delle imprese a livello internazionale.

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