Caso Premium, mini-condanna per Vivendi: dovrà risarcire 1,7 milioni a Mediaset - CorCom

LA SENTENZA

Caso Premium, mini-condanna per Vivendi: dovrà risarcire 1,7 milioni a Mediaset

Il Tribunale di Milano respinge tutte le altre richieste del Biscione, che aveva quantificato i danni in tre miliardi di euro. Secondo i giudici il tentativo di scalata dei francesi “non può essere ritenuto illegittimo”. La media company: “Ricorreremo in appello”

20 Apr 2021

A. S.

Vivendi dovrà corrispondere a Mediaset un risarcimento da 1,7 milioni di euro per non aver onorato l’accordo che la vincolava all’acquisizione di Mediaset Premium, pay tv della media company italiana. A deciderlo è il Tribunale di Milano, ridimensionando però le richieste di Mediaset, che era arrivata a chiedere complessivamente danni per tre miliardi, e respingendo tutti gli altri argomenti avanzati dal Biscione.

Dalla la sentenza emessa dal collegio presieduto da Angelo Mambriani e composto dai giudici Daniela Marconi e Amina Simonetti, inoltre, emerge che “l’operazione di acquisto, da parte di Vivendi, di azioni Mediaset a partire dal dicembre 2016 per un quantitativo complessivamente di poco inferiore al 30% del capitale non sia avvenuto in violazione delle previsioni del contratto stipulato l’8 aprile 2016 e risoltosi il 30 settembre 2016″. Il riferimento è all’accordo tra le due società per il passaggio di mano di Mediaset Premium, rispetto al quale i francesi hanno fatto un passo indietro prima del closing. Il tentativo di scalata, secondo i giudici, non può si può ritenere illegittimo ai sensi del Tusmar della legge Gasparri, che nel frattempo è stato superato dalla sentenza della Corte Europea di Giustizia del 3 settembre 2020: “L’operazione – spiega la sentenza – non integra le contestate condotte di concorrenza sleale”.

Mentre per questo procedimento si prospetta un ricorso in appello, rimane ancora aperta la parte penale che riguarda nello specifico la scalata di Vivendi nei confronti di Mediaset. Le indagini, durate quattro anni, si sono ormai chiuse a dicembre, mentre a stretto giro dovrebbero essere consegnate le memorie difensive di Vincent Bollorè e Arnaud de Puyfontaine, il primo fino al 2018 presidente di Vivendi, e il secondo Ceo della società francese, chiamati a rispondere delle accuse di aggiotaggio e ostacolo all’autorità di vigilanza nella scalata del gruppo francese a Mediaset.

Dopo la sentenza entrambi i contendendi rilasciano commenti improntati alla soddisfazione: “Siamo lieti che il tribunale civile di Milano abbia riconosciuto il comportamento doloso di Mediaset: Vivendi è stata giudicata dal tribunale totalmente in diritto di risolvere il contratto perché Mediaset aveva nascosto a Vivendi la reale situazione finanziaria di Mediaset Premium – spiega un portavoce della società francese – Il tribunale ha anche riconosciuto che Vivendi ha provato a cercare una soluzione amichevole, che non è stata perseguita da Mediaset, anche se la prima aveva tutto il diritto di uscire dall’accordo. Il risultato è stato il rigetto da parte del tribunale di tutte le richieste di Mediaset, che ammontano a più di 3 miliardi di euro, tranne una piccola somma di 1,7 milioni di euro, meno le spese legali che il tribunale ha assegnato a Vivendi”.

Mediaset da parte sua annuncia di voler impugnare la sentenza per la parte che riguarda la quantificazione del danno, “anche alla luce degli elementi probatori evidenziati nel corso della parallela inchiesta penale a carico di Vivendi – si legge in una nota – elementi emersi successivamente allo scadere dei termini per la produzione di prove in sede civile e per questo non considerate dal Tribunale”. Mediaset in ogni caso esprime soddisfazione “per la conferma da parte del Tribunale di Milano del grave inadempimento Vivendi agli obblighi previsti dal contratto stipulato dalle parti l’8 aprile 2016″.

In apertura delle contrattazioni a Piazza Affari il titolo Mediasetr cede l’1,87% a 2,418 euro. “La decisione del Tribunale di Milano è negativa considerate le richieste di danni di Mediaset – spiegano gli analisti di Equita Sim  – La società avrà una posizione meno vantaggiosa in un’eventuale negoziazione con Vivendi, che ci attendiamo sarà avviata nei prossimi mesi’. “Mediaset dovrà comunque accelerare con la propria strategia di internazionalizzazione e quindi un confronto con Vivendi, che controlla il 28,8% della società e può bloccare operazioni straordinarie, ci dovrà essere”, concludono da Equita Sim.

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