OTT

Telefonica tira sul prezzo per la quota di Prisa in Digital Plus

Sul piatto 600 milioni a meno di 10 giorni dal termine ufficiale. Ma è al ribasso: la precedente proposta era 8-900 milioni

Pubblicato il 22 Gen 2014

Telefonica tira sul prezzo per la quota di Prisa in Digital Plus
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Telefonica si è fatta avanti con un’offerta informale per l’acquisto del 56% di Digital Plus detenuto da Prisa, per un cifra tra i 500 e i 600 milioni di euro. Il restante 44% della società è detenuto al 22% dalla stessa Telefonica; l’altro 22% è di proprietà di Mediaset. A meno di dieci giorni dal termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse, l’operatore di tlc iberico ha provato ad accelerare i tempi, peraltro con una proposta al ribasso: la precedente era 8-900 milioni di euro.

L’interesse di Telefonica per Digital Plus rientra nell’ottica dell’ampliamento dell’offerta e dell’acquisizione dei contenuti televisivi a pagamento. Peraltro la pay tv digitale fa gola a tanti, attratti dalle potenzialità del bacino d’utenza sportivo della piattaforma tv, dalla ripresa degli investimenti pubblicitari in Spagna e dall’incremento complessivo del numero di spettatori.

Tra gli interessati ad acquisire il 56% ci sono il gruppo britannico BSkyB, la tv del Qatar Al Jazeera, la francese Canal Plus e Liberty Global.

Nel 2009, quando già Prisa aveva manifestato l’intenzione di vendere l’emittente, alcune indiscrezioni avevano svelato l’interesse dell’italiana Mediaset. E ancor prima si erano fatti avanti Telefonica, Vivendi e News Corp per l’acquisto dell’intera Digital Plus, ma all’epoca Prisa abbandonò l’idea di vendere la sua divisione a un solo acquirente perché non aveva ottenuto il prezzo che desiderava.

Prisa, che tra l’altro controlla El Pais, è fortemente indebitata: a giugno 2012 ha annunciato un piano di ricapitalizzazione mirato a convertire 434 milioni di euro di bond in azioni classe A e Telefonica ha acquistato 100 milioni di euro di azioni destinate agli investitori istituzionali. Una mossa che, secondo gli analisti, ha rappresentato un primo passo verso un rafforzamento dell’alleanza tra i due gruppi.

A fine 2013 Prisa ha siglato la definizione della ristrutturazione del suo debito di oltre 3 miliardi di euro con le banche.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x