IL BATTESIMO

Via a Quibi, la video app per i cortometraggi: ce la farà a reggere la crisi?

La “creatura” voluta da Meg Whitman e Jeffrey Katzenberg, che conta su un finanziamento di 1,8 miliardi, debutta a 4,99 euro al mese nel pieno dell’emergenza Coronavirus. Difficile prevedere quanto successo avrà: dopo il boom delle prime settimane di lockdown lo streaming sta registrando un calo del 10%

07 Apr 2020

Antonio Dini

Hanno dovuto cancellare il party hollywoodiano per il lockdown in California. Ma Meg Whitman (ex ceo di HP) e Jeffrey Katzenberg (ex presidente dei Disney Studios) non tentennano e tengono a battesimo Quibi, la app per lo streaming di cortometraggi di qualità. Una scommessa da 1,8 miliardi di dollari in un periodo di mercato con fortissime incertezze provocate dalla pandemia del coronavirus.

“Non sappiamo cosa aspettarci. Aspettiamo e vediamo cosa succederà”, ha dichiarato alla stampa americana Meg Whitman.

Il servizio di streaming di corti di alta qualità per gli smartphone è in preparazione da due anni. Ha raccolto quasi 1,8 miliardi di dollari di finanziamenti ed ha fatto il suo debutto negli Usa. L’incertezza del momento ha spinto i due manager, veterani del settore della tecnologia e dell’intrattenimento, a rivedere solo parzialmente i piani del lancio. È stato infatti cancellato il party previsto per la premiere il 5 aprile nei “3Labs“, uno degli impianti di produzione cinematografica più moderni di tutta Hollywood che per l’occasione era stato allestito per la grande festa di debutto di Quibi. Al suo posto l’evento si è trasformato all’ultimo minuto in una diretta su Instagram.

L’incertezza del momento non scoraggia comunque l’azienda: “Ritengo comunque – ha detto Whitman – che le persone per quanto chiuse in casa abbiano ancora voglia e bisogno di piccoli contenuti dalla durata di pochi minuti, da consumare da soli o con i propri famigliari”.

Quibi si aggiunge a una lunga lista di servizi di streaming di film e telefilm che in questi ultimi due anni stanno saturando il mercato, secondo gli analisti. Oltre a Netflix, che ha reso popolare il genere, ci sono infatti PrimeVideo di Amazon, il nuovo canale della Disney, quello di Apple e altre offerte disponibili solo negli Usa. L’arrivo di Quibi, che negli Usa costa 4,99 dollari al mese (7,99 per la versione senza pubblicità, e che offre 90 giorni di prova) punta a distinguersi dalla concorrenza per il tipo di contenuti.

Sulla app sarà infatti possibile vedere solamente video brevi: nel primo anno l’azienda pianifica di avere 175 show originali composti da 8.500 episodi molto brevi, dei veri e propri cortometraggi che vanno da quattro a dieci minuti al massimo, con attori e star del mondo dello sport e dello spettacolo come LeBron James, Chrissy Teigen, Sophie Turner e Ariana Grande. L’idea è che questo tipo di contenuti siano adatti per essere visti soprattutto dai pendolari durante i trasferimenti sui mezzi pubblici o mentre si fa la coda davanti a un negozio o a uno Starbucks.

Il rischio che affronta Quibi al suo debutto è che gli americani abbiano cambiato abitudine nei consumi a causa del coronavirus, soprattutto per quanto riguarda i contenuti che vengono di solito visti o ascoltati durante i trasferimenti o nei momenti morti al di fuori della casa. Negli Usa non ci sono ancora delle metriche per capire quale impatto stia avendo il lockdown sul consumo di questo tipo di contenuti multimediali. Le uniche informazioni disponibili finora sono quelle che sta raccogliendo da Podtrac, società di analisi per i podcast, che ha registrato un calo dell’8% nei download nell’ultima settimana.

@RIPRODUZIONE RISERVATA