Vinitaly, sui social vince il Chianti

Pubblicato il 12 Apr 2017

Vinitaly, sui social vince il Chianti
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Il vino conquista il mondo dei social, soprattutto se ha le bollicine e se è bio. Nel corso di Vinitaly 2017 si è registrato un boom di conversazioni su Twitter, Facebook e Google+: oltre 42 mila quelle monitorate (alle 13 di oggi), con un picco di scambi social nella mattinata di lunedì, secondo giorno di apertura del Salone internazionale di vini e distillati, che si chiude oggi a Verona. L’hashtag #Vinitaly2017 è stato condiviso 20.750. Il sentiment è estremamente positivo: vicino al 40%.

Emerge dall’indagine realizzata Gambero Rosso-Almawave sui canali social nella settimana di Vinitaly 2017. La casa editrice di cibo-e-vino in Europa e la società di innovazione tecnologica di Almaviva, hanno messo a fattor comune le rispettive competenze per realizzare una panoramica globale di quanto emerge dall’universo social su temi, opinioni e tendenze legati al vino, una delle riconosciute eccellenze italiane.

Grazie alla piattaforma proprietaria di analisi del linguaggio naturale e dei Big Data di Almawave, l’indagine ha raccolto tutte le interazioni legate all’evento dal 3 aprile ad oggi su Twitter, Facebook e Google+, in sei lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco e portoghese. Il totale dei dati raccolti è stato analizzato da un punto di vista quantitativo, mentre la valutazione di sentiment è stata estratta in ambito Twitter, le cui interazioni rappresentano il 98% del totale.

L’analisi social legata a Vinitaly 2017 sottolinea, allo stesso tempo, l’avvio del progetto di partnership tra Almawave e Gambero Rosso con l’obiettivo di valorizzare realtà, cultura e percezione dell’enogastronomia italiana.

Il Chianti è il più citato, al primo posto nella top ten dei vini. Raccoglie il 9% dell’interesse, rispetto al 6,4 del Franciacorta e al 3,9 del Barolo, seguiti da Pinot, Lambrusco, Trento doc, Etna, Amarone, Valpolicella e Grillo. La Regione che attira maggiore attenzione è la Sicilia (12%), seguita dalla Puglia (10,6%), dal Veneto (7,7%), dalla Toscana (7,4%) e dalla Sardegna (6,8%).

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