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IL PROGETTO

Anpr al giro di boa: a fine anno online 45 milioni di cittadini

Attualmente sono passati all’anagrafe unica 1765 Comuni per un totale di 20 milioni di cittadini. In pre-subentro oltre 2mila enti con una popolazione pari a 15 milioni. Ma altre PA stanno lavorando alla migrazione. Calvaresi (Team Digitale): “Progetto cruciale che apre la strada a nuovi scenari per i servizi pubblici”

08 Mar 2019

Federica Meta

Giornalista

Giro di boa per Anpr. Oggi sono oltre 20 milioni i cittadini già presenti su Anpr e quasi 15 milioni sono in fase di presubentro. Secondo le previsioni del Team Digitale, entro la fine del 2019 la popolazione subentrata sarà di oltre 45 milioni. In termini di numero di enti sono online 1765 Comuni e 2213 in pre-subentro.

Per accelerare sul progetto di anagrafe unica, il Team ha firmato, per il secondo anno consecutivo, con il ministero dell’Interno l’accordo che affida al gruppo guidato da Luca Attias l’incarico di program officer del progetto fino a settembre 2019.

Come spiega Mirko Calvaresi del Team i risutalti sono il “frutto di un lavoro svolto nell’arco dell’ultimo anno, grazie all’utilizzo di strumenti di lavoro messi in campo tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018″. Tra questi:

    • la creazione di canali diretti di contatto con i Comuni, per fornire assistenza in tutte le fasi di subentro;
    • la pubblicazione di tutta la documentazione tecnica legata ad Anpr;
    • la creazione di una newsletter, con cui abbiamo raccontato alle amministrazioni tutti i vantaggi e le opportunità legate all’ingresso in un’anagrafe unica nazionale;
    • il lavoro con la community di sviluppatori Developers Italia, che ha permesso di rendere sempre più efficiente il lato tecnologico e l’integrazione della piattaforma;
    • la pubblicazione di una dashboard che permette a tutti di vedere in tempo reale lo stato di avanzamento del progetto.

“Questi strumenti ci hanno permesso di facilitare l’integrazione delle anagrafi dei singoli Comuni con Anpr e di facilitare il passaggio di ciascuno – sottolinea Calvaresi – Oggi, grazie alla collaborazione di Sogei, ogni Comune che avvia il processo di subentro è accompagnato da un percorso di monitoraggio e assistenza tecnica personalizzato“.

Ma quali sono i vantaggi per i cittadini? Gli abitanti di città come Milano, Torino, Perugia o Catania- tanto per citare qualche Comune online – possono richiedere certificati anagrafici da qualsiasi Comune in Anpr; ottenere un cambio di residenza immediato, in un clic, anche da un Comune a un altro; godere di una procedura facilitata per ottenere la Carta d’identità elettronica.

Ma i veri vantaggi legati ad Anpr devono ancora venire. “Con la definitiva diffusione di Anpr sta iniziando il periodo più interessante per lo sviluppo dei servizi pubblici digitali che ne sfruttano le potenzialità”, avverte il membro del Team.

Nel recente accordo con il ministero il Team è previsto un sistema semplificato per tutte le PA centrali e locali che vogliono interfacciarsi con Anpr: enti come Inps, Agenzia delle Entrate Riscossione, Motorizzazione civile, Istat, potranno integrare rapidamente le proprie tecnologie con Anpr, per evitare al cittadino il continuo invio di certificati, moduli, pratiche burocratiche.

Grazie a un’integrazione già disponibile, ad esempio, dopo un cambio di residenza la Motorizzazione potrà spedire automaticamente l’adesivo con il nuovo indirizzo da applicare sul libretto di circolazione, risparmiando costi e lungaggini buroratiche al cittadino. Lo stesso vale per l’Agenzia delle Entrate, che potrà gestire autonomamente l’invio del codice fiscale ai nuovi nati, lasciando ai genitori la libertà di godersi il momento felice, lontano dalla burocrazia.

La diffusione nazionale di Anpr permetterà anche lo sviluppo e la crescita di servizi digitali innovativi, come il Progetto IO, l’app dei servizi pubblici su cui sta lavorando il Team Digitale.

Infine il Team Digitale insieme con Agid  sono a lavoro per integrare Anpr anche con i registri di stato civile dei Comuni, facendo transitare su questa piattaforma i relativi certificati (atti di nascita, certificati di matrimonio, stato di famiglia). Una funzionalità che faciliterebbe anche l’erogazione del Reddito di cittadinanza, dato che è in capo ai Comuni la responsabilità di controllare i dati dei cittadini richiedenti.

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