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IL PROGETTO

PA digitale “mobile first”: a fine 2019 debutta l’app “IO”

L’applicazione sarà disponibile sugli store iOs e Android. A primavera la fase di test con 10 amministrazioni coinvolte che renderanno disponibili i loro servizi integrati. Ecco come funziona

21 Gen 2019

Federica Meta

Giornalista

IO, l’app dei servizi pubblici, sarà negli store Android e iOs entro fine anno. Tra poco meno di un anno l’applicazione potrà essere liberamente installata da tutti i cittadini, ma verrà promossa solo nei territori in cui l’adesione degli enti locali ha già permesso la disponibilità di un ampio numero di servizi all’interno della app. L’app si baserà infatti sull’integrazione di altri sistemi già in funzione che convergeranno facilitando l’esperienza del cittadino e il lavoro delle pubbliche amministrazioni, che potranno usare le funzionalità della piattaforma IO per erogare tutti i propri servizi.

“Un avvio a macchia di leopardo, che ci permetterà di far crescere il progetto coinvolgendo un numero sempre maggiore di enti e cittadini su tutto il territorio nazionale”, spiega Matteo De Santi, Chief Product & Design Officer del Team.

L’articolo 64-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale assegna alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la responsabilità di attivare il “punto di accesso telematico” attraverso cui tutti gli enti pubblici “rendono fruibili i propri servizi”: è questa la sfida che il Team per la Trasformazione Digitale ha raccolto con il progetto IO.

“Consideriamo il progetto IO prima di tutto un progetto dell’intero Paese – prosegue De Santi – e per questo sin dall’inizio e in ogni fase del progetto sono stati direttamente coinvolti, insieme ai cittadini, anche i professionisti di Comuni, Regioni, agenzie ed enti centrali che hanno il compito di garantire l’efficacia di questi servizi. Senza il contributo di queste due componenti non sarebbe stato possibile arrivare dove siamo, né contare di poter raggiungere l’ambizioso obiettivo che abbiamo raccontato sin qui”.

Il progetto IO vuole quindi rappresentare anche un modo diverso e innovativo di concepire una nuova piattaforma digitale: un pezzo del “sistema operativo” del Paese che, prima ancora della tecnologia, mette al centro le persone ed i loro bisogni.

“Anche per questo, IO è un progetto al 100 per cento open source – puntualizza l’esperto – Tutto il codice delle varie componenti, tutta la documentazione, tutte le discussioni e gli strumenti attraverso cui viene portato avanti ogni giorno sono pubblici e facilmente raggiungibili dal sito del progetto”.

IO parte dall’analisi dalle necessità dei cittadini, ma costituisce un vantaggio anche per tutti i soggetti pubblici che erogano servizi digitali. Il progetto mette infatti a disposizione, anche grazie all’integrazione di PagoPA, Anpr e Spid, la maggior parte delle funzioni che sono comuni a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione.

A partire dalla primavera verrà rilasciata una fase di closed-beta, un test su invito che coinvolgerà qualche migliaio di cittadini in tutta Italia, selezionati come beta tester dagli enti che partecipano alla sperimentazione, tra cui i Comuni di Milano, Palermo, Brescia, Cagliari, Cesena, Valsamoggia, Ripalta Cremasca e agenzie centrali come Aci e Agenzia delle Entrate-Riscossione e che permetterà di interagire con servizi reali, effettuando operazioni e pagamenti validi a tutti gli effetti. Terminata questa fase, sarà rilasciata una prima release pubblica entro la fine del 2019.

L’applicazione rende operativo il progetto di Cittadinanza Digitale. Il concetto giuridico di cittadinanza digitale è stato introdotto con il nuovo Cad che dota, appunto, cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale. E tra questi spiccano  Spid e Anpr, nonché PagoPA, ma anche il domicilio digitale, anch’esso normato dal Codice: si attribuisce a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale e, come conseguenza naturale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented.

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