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IL PIANO

Bongiorno si appella ai sindaci: “Datemi consigli sul digitale”

La ministra annuncia un ddl Burocrazia zero che andrà in Cdm entro dicembre e chiede aiuto alle PA locali: “L’innovazione non è un processo che può calare dall’alto, serve condivisione”. E manda in soffitta la strategia “nazionale” pensata dall’ex commissario Diego Piacentini

26 Nov 2018

F. Me

Il piano per burocrazia zero sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri entro fine anno. L’annuncio è stato dato dalla ministra Giulia Bongiorno alla platea di tremila sindaci di piccoli Comuni, riuniti a Roma da Poste Italiane.

“Stiamo predisponendo un disegno di legge che andrà in Consiglio dei Ministri a dicembre, secondo me è particolarmente importante: è sulla sburocratizzazione. Accettiamo i vostri consigli”, ha detto la ministra che ha chiesto espressamente ai sindaci di darle una mano.

“Cercheremo di creare interventi mirati per plasmare la burocrazia a misura di tutti”, ha spiegato. Su temi come la “corruzione” non si può alleggerire l’attenzione, ha sottolineato, ma possono cambiare gli iter, si possono alleggerire gli adempimenti: “Mi interessa il risultato, il bene tutelato deve continuare ad essere protetto, ma sburocratizzando, tenendo conto delle forze di ha obblighi” da adempiere.

“Già ad agosto ho detto una cosa che si sta realizzando in questi giorni: dopo anni di tagli alle pubbliche amministrazioni avrei garantito il turnover al 100%. L’ho fatto. Come le assunzioni straordinarie: sono cose concrete”, ha poi aggiunto Bongiorno.

E parlando di innovazione ha promesso l’impegno per la digitalizzazione: “Dicono che la trasformazione digitale è stata già attuata: è un falso storico“: deve invece essere “credibile: è stata fatta a macchia di Leopardo, è ancora assolutamente all’inizio. Siamo all’anno zero. Non ci sarà nei prossimi mesi: stiamo iniziando”.

Deve poi essere “inclusiva: serve formazione, deve essere una trasformazione digitale che non può cadere dall’alto: deve essere a misura di tutti”.

L’intenzione della ministra è infatti operare in discontinuità con quanto fatto dai precedenti governi, lavorando “a misura” di PA e non considerando l’amministrazione italiana come una piattaforma unica su cui intervenire con grandi progetti così come aveva pensato l’ex commissario al Digitale, Diego Piacentini.

Il provvedimento sulla burocrazia zero fa il paio con il Dl Concretezza licenziato a ottobre dal Cdm. Il  disegno di legge in particolare prevede  l’istituzione, presso il Dipartimento della funzione pubblica, del “Nucleo delle azioni concrete di miglioramento dell’efficienza amministrativa” (Nucleo della concretezza): la task force avrà una funzione di supporto dell’attività delle pubbliche amministrazioni e Nucleo verificherà l’attuazione delle disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della PA, individuando eventuali azioni correttive.

Si stabilisce anche l’applicazione di sistemi di rilevazione delle presenze in servizio basati anche sull’utilizzo di dati biometrici, con l’obiettivo di contrastare drasticamente le attestazioni false di presenza.
Novità anche sul fronte del personale. Le PA saranno obbligate  ad elaborare il piano dei fabbisogni del personale, per assicurare il ricambio generazionale e la migliore organizzazione del lavoro. La possibilità di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato è stabilita nel limite di una spesa pari al 100% di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente (turn over al 100%); previste deroghe e procedure semplificate per le assunzioni del triennio 2019-2021. Questa misura riguarderà il personale con skill ad alto contenuto tecnologico.

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