Telemedicina, supera la fase 2 il progetto Philips-Pfizer. Aderenza alle terapie al 97% - CorCom

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Telemedicina, supera la fase 2 il progetto Philips-Pfizer. Aderenza alle terapie al 97%

Si conclude il percorso sperimentale “Vicini di salute” nato nel 2018, che ha coinvolto 6 strutture ospedaliere. Parere positivo dall’80% dei medici, secondo l’analisi della School of Management del Politecnico di Milano

07 Lug 2021

L. O.

Un dispositivo digitale connette paziente e medico abilitando la condivisione dati. E quindi consente la trasmissione di avvisi e promemoria sulla terapia, le richieste di monitoraggio dei parametri vitali, messaggi motivazionali. E’ il processo al cuore di “Vicini di salute”, progetto di telemedicina firmato Philips e Pfizer in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, che conclude la fase 2.

Il programma nato nel 2018, un connubio tra health technology e pharma, si è dovuto confrontare conlo scoppio della pandemia Covid-19, che ne ha messo in risalto l’utilità per i partecipanti che potevano essere monitorati senza recarsi in ospedale, accrescendo il livello di sfida per le aziende e le strutture ospedaliere coinvolte.

Le strutture sanitarie coinvolte

Sei le strutture ospedaliere coinvolte e cinque le patologie trattate: USL Toscana Centro per i pazienti affetti da fibrillazione atriale, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma per il tumore alla mammella, l’Ospedale San Martino di Genova e l’Azienda Ospedaliero Universitaria Federico II Napoli per l’acromegalia e l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma per l’artrite reumatoide e la colite ulcerosa.

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Per la prima volta, entra nel progetto l’oncologia con l’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma impegnati per il tumore alla mammella.

La valutazione del progetto

“Vicini di Salute” ha raccolto risultati positivi per molti degli indicatori che il progetto aveva l’obiettivo di valutare, come emerge dalla analisi condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano. In primo luogo, si è registrata un’aderenza alle terapie pari al 97%, un dato molto elevato anche tenendo in considerazione le limitazioni alle classiche interazioni medico/paziente dovute alla pandemia.

Significativo, si legge in una nota, “anche l’impatto sul percorso di cura, che i pazienti hanno giudicato positivamente per tutte le variabili prese in considerazione, specie per quanto riguarda la disponibilità di informazioni utili sulla malattia e la misurazione dei propri parametri vitali”. Oltre il 50% dei pazienti ha inoltre percepito un miglioramento nel proprio rapporto con il medico. “Tutto questo si ripercuote su una valutazione molto positiva dell’esperienza in generale da parte dei pazienti – si legge ancora – che promuovono anche l’utilizzo di strumenti digitali per supportare il percorso di cura”.

Positivo il riscontro anche del personale sanitario, sia in termini di servizio al paziente che di esperienza professionale: l’80% dei medici, infatti, ritiene sia migliorata la possibilità di accesso alle informazioni del paziente e il 75% ha visto crescere il numero delle informazioni disponibili, elementi che hanno portato l’84% a evidenziare un miglioramento della relazione con il paziente.

E’ tempo di uscire dalla fase sperimentale

“I risultati dimostrano ancora una volta le enormi potenzialità delle soluzioni avanzate di assistenza e monitoraggio da remoto nel migliorare l’esperienza di medici e pazienti, specie per patologie – come quelle croniche e oncologiche – che richiedono controlli e cure continuative – dice Simona Comandè, General Manager di Philips Italia, Israele e Grecia -. Ora è definitivamente il momento di passare dai progetti pilota a una standardizzazione sistemica di soluzioni di telemedicina che possano concretamente sostenere la trasformazione digitale della nostra sanità. Il Paese è pronto, lo sono i pazienti e gli operatori sanitari. Sono certa che il nuovo Pnrr, se ben indirizzato, rappresenti l’opportunità da tempo attesa, e Philips è pronta a contribuire mettendo a disposizione know-how e innovazione tecnologica necessari al cambiamento”.

Modello vincente nella sfida alla sostenibilità

“Il progetto Vicini di Salute ci ha confermato che l’innovazione tecnologica può contribuire a rafforzare l’assistenza sanitaria sul territorio attraverso un modello che mette al centro il paziente – sottolinea Paivi Kerkola, Ad di Pfizer in Italia –. La telemedicina, attraverso la gestione da remoto e inserita in un contesto strutturato di percorso, garantisce al paziente cronico una costante attenzione e le migliori cure; contemporaneamente, la struttura sanitaria può offrire un servizio più personalizzato ed efficace. Vicini di Salute è un modello vincente perché ha messo in evidenza che, grazie alla collaborazione di tutti, è possibile migliorare la presa in carico dei pazienti, pur cogliendo la sfida alla sostenibilità rappresentata da invecchiamento della popolazione, crescente aumento delle patologie croniche e scarsità di risorse”.

Dalla pandemia spinta alla telemedicina

“L’emergenza pandemica ha segnato una transizione importante nell’opinione dei pazienti rispetto agli strumenti di Telemedicina, convincendoli sull’utilità che può avere l’utilizzo di questi strumenti nella gestione della propria patologia – dice Paolo Locatelli, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, che ha seguito l’iniziativa per monitorarne gli effetti -. Nei sei mesi di monitoraggio abbiamo registrato un ingaggio molto positivo dei pazienti verso l’utilizzo del sistema. La frequenza di utilizzo è stata elevata (pari a circa 2 volte a settimana) rispetto alle attività richieste al singolo paziente, coerentemente alle diverse esigenze delle patologie, rispondendo inoltre con costanza a tutti i questionari inviati, con una raccolta di valore di dati strutturati legati alla specifica patologia.”

Cosa prevede la soluzione

Basato sulla condivisione di informazioni e dati tra medico e paziente attraverso un dispositivo digitale, il programma di tele-salute Philips-Pfizer permette ai pazienti di essere costantemente collegati con il medico e ricevere avvisi e promemoria rispetto all’aderenza alla terapia e al follow-up, alle richieste di monitoraggio dei parametri vitali, oltre a messaggi motivazionali.

Il medico è così in grado di avere sotto controllo le condizioni del paziente e può intervenire in caso di necessità. Ed è proprio questa la duplice anima al centro del progetto: da un lato la formazione continua del personale della struttura sanitaria, che può monitorare costantemente il paziente a carico, dall’altra la responsabilizzazione del paziente che, grazie all’utilizzo di tecnologie innovative e integrate, migliora la propria esperienza di cura grazie alla vicinanza costante con il medico e a un maggior coinvolgimento nel proprio percorso di gestione della malattia.

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