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Il Tar “condanna” la Basilicata ad usare la Pec

Per la prima volta dall’adozione del Cad un tribunale riconosce il diritto d’uso alle nuove tecnologie e obbliga una PA a dotarsi una e-mail certificata per comunicare con gli utenti. Il fascicolo aperto a seguito di una class action dei Radicali italiani e di Agorà digitale

29 Set 2011

La Regione Basilicata obbligata dal Tar ad utilizzare la Pec. La
sentenza n. 478 del 23 settembre 2011 avrà importanti effetti
pratici e giuridici in tema di PA digitale, dato che applica per la
prima volta l’articolo 3 del nuovo Cad sul diritto all’uso
delle nuove tecnologie. Il tribunale è stato chiamato ad
esprimersi – anche in questo caso per la prima volta – tramite
una class acion attivata da associazioni di cittadini.

Nel dettaglio il Tar ha condannato la Regione Basilicata
ordinandole di mettere in campo tutte le azioni necessarie per
adempiere agli obblighi di pubblicazione del proprio indirizzo Pec
e a rendere effettivo il diritto degli utenti di comunicare tramite
e-mail certificata. L’ente è stato condannato anche la pagamento
delle spese legali.

Prima di ricorrere alla class action il movimento “Radicali
Italiani” e l’Associazione “Agorà Digitale”, unitamente ad
alcuni cittadini, avevano inviato la Regione a pubblicare sulle
pagine del proprio sito web l’indirizzo di Posta Elettronica
Certificata come previsto dall’articolo 54 del Cad.

Davanti al silenzio della PA i cittadini hanno deciso di lanciare
una class action davanti al Tar della Basilicata in virtù di
quanto disposto dal D.Lgs 198/2009, ovvero dalla versione
aggiornata nel nuovo codice digitale.

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