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EIDAS

PA digitale, in Grecia e Svezia servizi a portata di Spid

I cittadini italiani dotati di pin unico potranno utilizzare le prestazioni online dei due Paesi connessi al nodo eIdas. Entra così nel vivo il percorso per abilitare l’interoperabilità transfrontaliera delle identità digitali

27 Mar 2019

F. Me

Da oggi i servizi pubblici online di Grecia e Svezia sono accessibili in pochi clic ai cittadini italiani tramite Spid. Il cittadino italiano dotato di credenziali Spid potrà quindi utilizzare i servizi online dei due Paesi che ora sono connessi al nodo eIdas.

Entra, dunque, nel vivo il percorso per abilitare l’interoperabilità transfrontaliera delle identità digitali, così come previsto dal Regolamento europeo sui servizi fiduciari e i mezzi di identificazione elettronica degli stati membri (Regolamento eIdas), e presto seguiranno le adesioni di altri Paesi Ue.

Il Regolamento impone alle pubbliche amministrazioni europee di rendere accessibili i propri servizi attraverso tutte le identità digitali degli Stati membri. Fornisce, inoltre, una base normativa comune per interazioni elettroniche sicure fra cittadini, imprese e PA e incrementa la sicurezza e l’efficacia dei servizi elettronici e delle transazioni di e-business e commercio elettronico nell’Unione Europea.

Che cos’è il Login eIdas

Il nodo eIdas italiano è stato realizzato dal progetto Cef-Ficep dell’Agenzia per l’Italia digitale in collaborazione con il Politecnico di Torino, Infocert e Tim, secondo i requisiti tecnici fissati dalla Commissione Europea e realizzato nell’ambito del programma Cef (Connecting european Europe Facility).

Attivando il Login eIdas, le amministrazioni che già rendono disponibili i propri servizi online attraverso Spid possono fare un ulteriore passo avanti ed estendere la fruizione di questi servizi anche ai cittadini dell’Unione Europea, che vi possono così accedere tramite le eID (identità digitali) dei Paesi di provenienza.

Allo stesso tempo gli altri Stati Ue, attraverso i loro rispettivi nodi eIdas, possono consentire l’accesso ai loro servizi ai cittadini italiani provvisti di Spid, così come già reso possibile da Grecia e Svezia.

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