Roma e Bari battono Milano: tutti i servizi disponibili via Spid - CorCom

L'INDAGINE

Roma e Bari battono Milano: tutti i servizi disponibili via Spid

Lo rileva Altroconsumo: ma il capoluogo lombardo resta in pole per la disponibilità di prestazioni fruibili via web. Napoli fanalino di coda

16 Lug 2020

F. Me.

Roma e Bari sul podio di Spid. A dirlo un report di Altronconsumo che ha censito i siti internet di otto città italiane per verificare i servizi disponibili rispetto a tre ambiti: certificati ed estratti anagrafici, invii telematici e pagamenti. Con un focus speciale su Spid.

Durante i tre mesi di lockdown in Italia sono state create un milione di nuove identità digitali: +16% rispetto al trimestre precedente, complice la necessità di evitare gli sportelli fisici e gli incentivi statali accessibili via Spid. Dall’indagine emerge tuttavia come l’accesso tramite Spid non sia stato adottato in maniera efficace e uniforme in tutti i comuni. Risulta che nella maggior parte dei casi si utilizza questo meccanismo unicamente per certi servizi e a volte sono anche richieste ulteriori registrazioni. Solo nel sito dei comuni di Roma e Bari può essere utilizzato come strumento unico per accedere a tutti i servizi indagati, mentre a Reggio Calabria non è prevista la possibilità di accesso tramite identità digitale.

Attualmente sono 4.200 circa le amministrazioni che offrono la possibilità di accedere ai servizi tramite Spid, cifra che conferma il distanziamento del Paese dagli standard europei.

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Per quanto riguarda i servizi disponibili sui siti analizzati, i risultati sono eterogenei: il 50% dei siti presenta un funzionamento e dei servizi buoni o ottimi. Milano occupa la prima posizione – offrendo, soprattutto, il maggior numero di servizi e dando anche la possibilità di ricevere tutti i certificati richiesti via mail – seguita da Bari, Roma e Palermo. Segno che la digitalizzazione della pubblica amministrazione comunale è possibile al Nord come al Sud, ma anche che serve ancora tanto lavoro per rendere le situazioni uniformi. Tre città fra quelle coinvolte nell’indagine, Reggio Calabria, Padova e Firenze, raggiungono solo la sufficienza in quanto sono disponibili soltanto alcuni dei servizi online indagati. Infine, la città di Napoli occupa la posizione più bassa a causa dell’impossibilità di effettuare invii telematici e della scarsa accessibilità ai pagamenti, limitata a quelli per la mensa scolastica.

Al momento l’Italia si posiziona al 25esimo posto su 28 nella classifica della Commissione Europea relativa alla digitalizzazione dell’Ue (Desi, 2020).

Tuttavia, lo slancio dato dall’emergenza Covid-19, l’utilizzo dei fondi europei, del decreto Rilancio e il recente decreto legge Semplificazioni, potrebbero finalmente dare una spinta a un sistema, ancora da potenziare, ma con grandi possibilità di sviluppo nell’arco di poco tempo.

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