L'AUDIZIONE IN SENATO

Smart Working, Zangrillo: “Stop ai tabù nella PA”

Lavoro agile, digital transformation e accesso unico per i concorsi al centro delle linee guida a cui lavora il ministro della Pubblica amministrazione. I dipendenti da remoto saliranno a 680mila nel 2023: “La misurazione della performance non deve essere un divieto”. Via alla banca digitale dei pareri degli utenti

Pubblicato il 06 Dic 2022

Il ministro Zangrillo

Smart working, digital transformation, reclutamento digitale, accesso unico ai concorsi. Sono alcune delle “pietre miliari” del piano per la PA illustrate dal ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo in audizione al Senato.

Smart working, non è tabù misurare la performance

Nel 2022 i lavoratori agili nella PA sono 570mila e saliranno nel 2023 fino a 680.000. “È sbagliato, partire dal presupposto che nella PA il lavoro agile non possa funzionare – dice – serve una rivoluzione culturale organizzativa e la definizione, da parte di ciascuna amministrazione, di interventi finalizzati a rendere il lavoro agile pienamente efficace, senza pregiudicare i servizi erogati”.

WHITEPAPER
Ripensare il performance management. Quali nuovi approcci possibili? Scopri l’app Feedback4You!
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working

Si tratta “di organizzarsi e di fare le cose seriamente”. Per Zangrillo serve passare da una logica di controllo a quella della responsabilità dei risultati e alla loro misurazione: “la misurazione della performance non deve essere un tabù, ma anzi bisogna misurare per valutare e valutare per migliorare”.

È per questo che nel nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 1° dicembre viene sottolineato il ruolo del dirigente, chiamato alla misurazione della performance dei dipendenti anche sulla base del raggiungimento dei risultati e del loro comportamento organizzativo e nei cui confronti dovrà favorirne le occasioni di formazione e le opportunità di crescita professionale.

Trasformazione digitale e messa a terra dei progetti

“La prima grande sfida che la PA deve affrontare è la trasformazione digitale – dice il ministro -. Si tratta di un processo che prevede profondi cambiamenti nelle strutture, nelle procedure e nei servizi. La sfida più grande sarà quella di coinvolgere le persone nella trasformazione digitale e far comprendere l’importanza del cambiamento, perché si dovranno ripensare i processi, i mestieri, le abitudini di lavoro. Dobbiamo accompagnare le persone, sia dipendenti che cittadini, in questo processo di trasformazione”.

Le mie linee guida non necessitano di essere ispirate a una profonda riforma della Pubblica amministrazione, non credo ce ne sia bisogno – dice Zangrillo -. I venti mesi del precedente Governo, per quanto riguarda la PA, hanno contrassegnato un importante lavoro di progettazione. Quello che dobbiamo fare non è ripensare i capisaldi del funzionamento della Pa ma mettere a terra tutti i progetti che sono stati pensati, passare dalla fase della progettazione a fare accadere le cose. È auspicabile a tal fine una grande collaborazione tra legislativo ed esecutivo per rendere incisivi gli interventi che intendo realizzare”.

Pnrr, si punta ad anticipare le milestone

“Tutte le milestone al 31 dicembre sono state realizzate, pensiamo di poter anticipare di qualche settimana le milestone che scadono a metà dell’anno prossimo – ha detto il ministro -. Il Pnrr riferito alla pubblica amministrazione poggia le basi su tre grandi riforme: accesso e reclutamento, buona amministrazione e semplificazione, competenze e carriere. Il tutto articolato in 10 milestone e 5 target. Al 30 giugno 2022 sono stati pienamente raggiunti e rendicontati alle scadenze previste tutti i target e le milestone relative alla pubblica amministrazione”.

Via alla banca digitale dei pareri

“Bisogna sviluppare una vera banca dati dei pareri – ha annunciato Zangrillo -. La PA ha 3mila  richieste di pareri l’anno da parte di cittadini, imprese ed enti. Oggi si tratta di un processo disordinato, perché le richieste arrivano all’amministrazione centrale dove c’è un unico un team che le smaltisce”.

L’obiettivo è digitalizzare il percorso per rafforzare l’autonomia delle pubbliche amministrazioni nella gestione e consultazione di questo strumento fondamentale, oltre che per poter confrontarsi con le richieste che arrivano a tutte le PA sparse sul territorio.

Questo, dice il minisotr, “ci porterà verso un Open Government che ci garantirà una piena trasparenza”. Inoltre “le funzioni dell’ispettorato della funzione pubblica vanno completamente digitalizzate. Finora l’ispettorato non ha avuto una struttura tecnica che permettesse un coordinamento. Questo processo dovrà permettere ai cittadini di inviare le richieste e consultare in tempo reale lo stato della loro gestione, con una reportistica messa a disposizione di tutti”.

Rafforzare la semplificazione

Serve inoltre “reingegnerizzazione e digitalizzare ben 600 procedure attualmente in essere che vanno dall’ambiente, all’energia, all’urbanistica, alla cittadinanza. Il Pnrr ci impone di censire, analizzare e semplificare tutte le procedure entro il 2026. Noi puntiamo a portare a compimento la semplificazione delle prime 100 procedure entro il 2023“.

È poi in via di definizione un pacchetto di misure per la semplificazione degli aspetti che riguardano l’autonomia di disabili e anziani, nelle procedure che riguardano aspetti come l’ottenimento e il rinnovo dei permessi per la sosta, agevolazioni fiscali sui veicoli, rinnovo delle patenti speciali“.

Previsto di aggiungere circa 38mila persone tra il 2022 e il 2023 in più oltre al turn over già previsto. Questo ingresso massiccio di persone richiederà attenzione dal punto di vista del profilo contrattuale, dello sviluppo di carriera, la qualità del contesto lavorativo, e lo sviluppo di quello che io definisco l’orgoglio di appartenenza”.

Reclutamento e concorsi all digital

“Stiamo realizzando alcuni progetti di riforma importanti. Il primo riguarda la disciplina dei concorsi per l’accesso al pubblico impiego – annuncia il ministro –. L’intesa appena raggiunta prevede la completa digitalizzazione di tutte le procedure, a partire dalla pubblicazione del bando nel portale InPA, che sostituisce la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, fino alla presentazione delle domande e allo svolgimento di tutte le procedure concorsuali”.

Ad oggi sono iscritte al Portale InPa “22-23 milioni di persone. Da maggio 2023 – dice Zangrillo – tutte le procedure concorsuali saranno gestite dal Portale”, si tratta di una “semplificazione amministrativa mostruosa”, ha osservato il ministro.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articolo 1 di 5