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I CONVEGNI DI CORCOM

Spid, Coppola (Pd): “Oltre all’accesso contano i servizi”

Il deputato Pd, tra gli ideatori del sistema per l’identità digitale: “Se nell’offerta ai cittadini si manterrà la user experience media della PA sarà una sfida difficile. Ma la riforma Madia sarà di grande aiuto per modernizzare il Paese”

29 Gen 2015

Antonello Salerno

“Oltre all’accesso contano i servizi. Se manterranno la user experience media della PA sarà difficile. E poi sarà fondamentale la tipologia dei servizi con cui si partirà: partire dalle multe, soltanto per fare un esempio, non avvicinerebbe i cittadini. In ogni caso la riforma della PA del ministro Madia sarà anche in questo campo di grande aiuto per la semplificazione dei processi”. E’ il punto di vista espresso da Paolo Coppola, deputato del Pd e consigliere per l’Agenda digitale del ministro Marianna Madia, durante il convegno “Identità digitale: i progetti istituzionali e le iniziative aziendali”, che si è svolto stamattina a Roma.

Su quale sia il ruolo del Parlamento nella transizione al digitale del Paese, a partire dalla Pubblica amministrazione, Coppola ha le idee chiare: l’obiettivo che le istituzioni devono porsi in questo momento storico è di “fare in modo che l’impianto normativo sia coerente con il cambiamento del mondo”. Questo vuol dire, da una parte, che le norme dovranno essere “sufficientemente lasche da non bloccare il processo”, e dall’altra “far sì che i processi che erano normati in un mondo pre-internet vengano rivisti con la consapevolezza di quello che esiste adesso”.

“Si deve capire quanto il digitale sia trasversale – afferma il presidente del tavolo per l’Agenda digitale di Palazzo Chigi -. Purtroppo troppo spesso, soprattutto in Parlamento, c’è la percezione che da una parte ci sia il digitale, internet, e dall’altra il resto del mondo. Proprio per questo stiamo cercando di cambiare la struttura delle commissioni parlamentari – continua -. Il parlamento funziona con la divisione dei ruoli, e il digitale è sparpagliato in sei sette commissioni diverse, che si occupano di altri temi sui quali spesso i deputati hanno più esperienza. Questo fa scivolare il digitale in secondo piano, provocando un danno al Paese. Così insieme a Stefano Quintarelli abbiamo creato un intergruppo per cercare di monitorare i provvedimenti, affinché mantengano tutti una coerenza con le esigenze della digitalizzazione del Paese. Ma in Parlamento ci dovrebbe essere una commissione specifica su questi temi: sarebbe un segnale di trasformazione culturale, vorrebbe dire essersi accorti che il mondo è cambiato, ed essersi organizzati con coerenza”.

Poi Coppola ricorda la genesi del Sistema pubblico di identità digitale: “Insieme a Quintarelli abbiamo presentato all’allora commissario per l’Agenda digitale Francesco Caio l’idea dello Spid, e in aula abbiamo presentato diversi emendamenti che sono stati volta per volta accolti. Se ci fossimo messi in moto prima oggi ci troveremmo in una posizione migliore, ma sono soddisfatto, nonostante spesso proprio nei dettagli si annidino delle criticità. Vedo persone motivate, con voglia di spingere e costruire l’Italia digitale di domani”. Ma se proprio dovesse esprimersi su un aspetto negativo, Coppola lo individuerebbe nella “velocità di crociera”: “Io vorrei che lo Spid andasse più veloce – conclude – Sono in Parlamento da soltanto due anni, non riesco ad adattarmi alla lentezza della macchina organizzativa”.

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