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Truffe Spid, le Regioni: “Serve un registro nazionale”



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Nel position paper approvato dalla Conferenza si chiede più trasparenza nella gestione delle identità digitali: integrare anche un nuovo servizio nell’Anagrafe Nazionale e rafforzare formazione e supporto ai cittadini, soprattutto alle fasce più fragili

Pubblicato il 27 feb 2026



SPID

L’ondata di frodi informatiche che sfrutta le identità digitali – e in particolare la truffa del cosiddetto “doppio SPID” – riporta al centro un tema che la Pubblica amministrazione non può più trattare come un dettaglio tecnico: la trasparenza nella gestione delle identità digitali e la possibilità, per ogni cittadino, di sapere “chi” sta custodendo e utilizzando i suoi strumenti di accesso ai servizi. È da qui che parte il position paper approvato dalla Conferenza delle Regioni, che mette sul tavolo una richiesta chiara: attivare il registro unico nazionale delle identità SPID e inserire un nuovo servizio all’interno di ANPR, l’Anagrafe nazionale della popolazione residente, così da costruire un quadro più chiaro e verificabile, con garanzie puntuali sul trattamento dei dati personali.

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