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Web-certificati, difficoltà di invio per oltre il 33% dei medici

Un sondaggio della Fimmg punta il dito contro i tempi di attesa troppo lunghi: “L’innovazione non vada a scapito dell’attività clinica”

28 Set 2010

Più di un medico di famiglia su tre, il 33,65%, non riesce ancora
a inviare i certificati online. E' la fotografia scattata dal
sondaggio realizzato dalla Federazione medici di medicina generale
(Fimmg), a cui hanno partecipato 1.922 camici bianchi e dei cui
risultati si parlerà al congresso della Federazione, al via dal 4
ottobre a Santa Margherita di Pula (Cagliari).

"Dalle risposte dei colleghi – si legge sul sito Fimmg –
abbiamo avuto l'opportunità di toccare con mano le notevoli
difficoltà ancora presenti nel sistema soprattutto per quanto
riguarda gli ancora troppo lunghi tempi di attesa necessari sia per
il collegamento e la trasmissione del dato che per l'accesso al
call center".
"Riteniamo – continua la nota Fimmg – che la certificazione
online rappresenti un progresso in termini di qualità di servizio
per i cittadini, non possiamo però pensare che questo possa
avvenire a scapito dell'attività clinica".

Secondo i dati del sondaggio, chiuso il 20 settembre, il 71,77% dei
medici per trasmettere i certificati di malattia deve uscire dal
proprio programma gestionale. Il 21,17% ha dovuto rinunciare
all'invio dell'ultima certificazione per i tempi troppo
lunghi e quasi il 25% ha impiegato oltre 5 minuti. Oltre il 76% non
si è rivolto al call center, ma chi l'ha fatto in oltre il 43%
dei casi ha dovuto rinunciare per l'attesa prolungata prima
dell'inizio della procedura e quasi il 25% ha atteso oltre 5
minuti al telefono prima di avviare
l'iter.

Intanto Palazzo Vidoni rende noti gli ultimi dati sugli invii
online. Nell'ultima settimana sono stati inviati oltre 115mila
certificati di malattia digitali. Il totale dei certificati
trasmessi con la nuova procedura supera così le 543mila unità,
con un flusso medio giornaliero triplicato nelle ultime tre
settimane.

A livello regionale, i documenti inviati in modalità telematica
risultano distribuiti come segue: 283.396 in Lombardia; 40.373 in
Lazio; 35.783 in Veneto; 29.403 nelle Marche; 28.733 in Campania;
17.422 in Emilia Romagna; 15.982 nella Provincia Aut. di Bolzano;
15.456 in Sicilia; 13.872 in Abruzzo; 11.337 in Piemonte; 9.133 in
Calabria; 8.334 in Toscana; 6.193 nella Provincia Aut. di Trento;
5.683 in Basilicata; 5.569 in Liguria; 5.420 in Puglia; 3.308 in
Umbria; 3.228 in Sardegna; 2.975 in Valle d’Aosta; 1.236 in
Molise e 206 in Friuli Venezia Giulia.