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“Un Gdpr anche per gli Usa”: la proposta del “guru” Robert Endre Tarjan

L’esperto, che nel 1968 ha ricevuto il Premio Turing equivalente al Nobel per l’informatica, plaude al nuovo regolamento Ue sulla privacy: “Grande passo avanti nella protezione dei dati e nel controllo da parte degli utenti”

30 Ott 2018

Un Gdpr anche per gli Usa. La proposta è stata lanciata da Robert Endre Tarjan, premio Nobel dell’informatica, in occasione della lezione aperta agli studenti della Luiss di Roma su cosa sono gli algoritmi e a cosa servono.

Penso che il Gdpr sia un grande passo per proteggere la privacy, la mia speranza è che anche negli Stati Uniti ci sia un provvedimento simile – ha detto Tarjan  – Ci deve essere una pressione affinché le compagnie che operano in tutto il mondo si uniformino”.

“Dobbiamo essere scettici sugli algoritmi, non sono intelligenti, sono anche aggirabili e vulnerabili agli attacchi, sarebbe utile che gli utenti iniziassero a capire come funzionano ed essere scettici sulla tecnologia”, ha poi spiegato  all’Ansa Tarjan ,che nel 1986 ha ottenuto il premio Turing, l’equivalente del Nobel per l’informatica, per aver contribuito al disegno e all’analisi degli algoritmi e delle strutture di dati.

“Abbiamo perso la possibilità di concentrarci su cosa ci piace e usare questi sistemi con attenzione, andrebbero ridisegnati – sottolinea – La tecnologia si muove velocemente e alcune compagnie diventano così grandi in poco tempo che la gente non ha l’opportunità di capire cosa accade e come proteggersi. Dobbiamo ripensare a tutto questo, ci vuole più sicurezza e privacy, principi a cui abbiamo rinunciato. Gli utenti devono avere il controllo dei loro dati e capire le conseguenze di ciò che fanno e in questa direzione va proprio il Gdpr”.

Riguardo le fake news e come l’informazione può essere manipolata online, per Tarjan è molto “importate l’istruzione, soprattutto per i più giovani”.

“Devono essere allenati a leggere e capire i meccanismi sotterranei che guidano questi fenomeni, ci vuole più trasparenza. Il mio approccio è spegnere tutto – ha concluso l’informatico – non voglio più essere portato in una bolla isolata fatta di newsfeed, quando ci sono molteplici possibilità. Questa è una grande sfida”.

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