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Edge e RAN AI-native, si apre la partita industriale



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L’adozione di architetture distribuite porta l’intelligenza vicino a utenti e impianti, riducendo latenza e aumentando resilienza. Intanto la radio si riprogetta per integrare modelli e automazione avanzata, con investimenti che accelerano verso reti sempre più autonome e pronte al ciclo del 6G

Pubblicato il 20 feb 2026



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La telco AI diventa il fulcro della trasformazione industriale delle comunicazioni elettroniche, spingendo gli operatori verso reti autonome e modelli operativi basati su intelligenza distribuita. Il nuovo report “State of AI in Telecommunications” di Nvidia, giunto alla quarta edizione, segna uno spartiacque. L’intelligenza artificiale non appare più come una tecnologia abilitante tra le altre, ma come la piattaforma che riconfigura l’intero settore, dai ricavi alla struttura dell’infrastruttura. Crescono gli investimenti, si consolidano casi d’uso con ritorni immediati e emergono architetture AI‑native destinate ad anticipare il ciclo del 6G.

Il quadro è quello di un’industria che ripensa il proprio ruolo nella catena del valore. La rete cessa di essere mero strumento di trasporto dati e si trasforma in un ambiente cognitivo, capace di orchestrare risorse e servizi con autonomia crescente. Il cambiamento definisce un passaggio culturale e tecnologico, come sottolineano le stime del report e i contributi degli esperti coinvolti.

Impatto economico e ritorni immediati

I numeri confermano l’impatto della telco AI sui bilanci. Circa il 90% degli intervistati registra un aumento dei ricavi e una riduzione dei costi grazie ai sistemi intelligenti. Gli operatori, che costituivano un quarto del campione, esprimono una valutazione quasi unanime del beneficio, evidenziando come l’automazione avanzata riduca inefficienze e migliori la capacità delle reti di adattarsi alle variabili operative. Il caso più citato riguarda le reti autonome, che molti classificano come il primo driver di ritorno economico.

Il managing director di Circles, Sebastian Barros, mette a fuoco il salto strategico: “È in corso un cambiamento sismico nel settore delle telecomunicazioni guidato dall’AI. I fornitori di servizi di comunicazione stanno convergendo su una nuova consapevolezza: il loro ruolo va oltre il trasporto dei bit, verso il trasporto dell’intelligenza attraverso un’infrastruttura locale e regolamentata. Questa transizione definisce il passaggio dal telco all’‘Aico’, aziende di infrastruttura AI che operano in prossimità della rete e non come vendor applicativi.”

La spinta economica ridisegna anche le scelte di budget. L’89% delle aziende aumenterà la spesa in AI nei prossimi dodici mesi, contro il 65% dell’anno precedente. Più di un terzo ipotizza un incremento superiore al 10%, segno di maturità e fiducia nella capacità dell’intelligenza artificiale di produrre ritorni tangibili.

Architetture autonome e nuovi modelli operativi

La priorità si sposta progressivamente sulle reti. L’automazione diventa la principale area di investimento, superando i progetti orientati alla customer experience. L’obiettivo è realizzare infrastrutture capaci di auto‑configurarsi, auto‑diagnosticarsi e auto‑ottimizzarsi, riducendo gli interventi manuali e aumentando l’affidabilità. Secondo la classificazione della Tm Forum, l’88% delle organizzazioni si posiziona tra i livelli 1 e 3, mentre l’adozione crescente di modelli generativi e agentici promette di accelerare la transizione verso i livelli avanzati.

In questo scenario, la telco AI diventa l’architrave delle nuove strategie. La centralità del dato, unita alla capacità dei modelli di agire in tempo reale, modifica l’intero paradigma di rete. Chetan Sharma, ceo di Chetan Sharma Consulting, descrive così l’evoluzione: “Le reti autonome offrono un ritorno più rapido di qualsiasi altro caso d’uso dell’AI perché riducono direttamente guasti, consumi energetici e interventi manuali. L’AI agentica accelera questo processo coordinando le decisioni in tempo reale tra domini diversi”.

L’adozione di modelli agentici segna infatti una discontinuità rispetto ai sistemi di automazione tradizionale. L’agente non analizza soltanto dati, ma agisce, assumendo decisioni contestuali e orchestrando funzioni di rete, IT e customer journey. È un salto qualitativo che amplia il raggio delle attività delegabili all’intelligenza artificiale e consolida l’obiettivo della completa autonomia.

Edge computing e radio AI-native

L’evoluzione architetturale procede in parallelo. Gli investimenti nell’edge computing aumentano e favoriscono un’infrastruttura distribuita capace di elaborare modelli direttamente vicino all’utente o al dispositivo. Questo avvicinamento dell’intelligenza ai nodi periferici della rete riduce latenza, migliora resilienza e abilita servizi avanzati con requisiti stringenti, dallo streaming industriale alle applicazioni mission‑critical.

La trasformazione interessa anche la radio. Gli operatori accelerano progetti di radio access network AI‑native e investimenti orientati al 6G, con il 77% degli intervistati che prevede un ciclo di adozione più rapido rispetto alle generazioni precedenti. Le priorità includono l’aumento dell’efficienza spettrale, la capacità della Ran di supportare applicazioni edge e il consolidamento delle attività di ricerca e sviluppo sul nuovo standard.

La telco AI agisce dunque come collante e motore delle innovazioni di rete. L’interconnessione tra inferenza distribuita, capacità radio e modelli di governance avanzata apre il percorso verso reti che non reagiscono alle condizioni operative, ma le prevedono e le gestiscono in autonomia.

Effetti sulla produttività e sull’organizzazione interna

Il nuovo scenario incide anche sulle dinamiche interne delle aziende. Quasi tutti gli operatori intervistati segnalano un incremento della produttività dei dipendenti grazie a strumenti generativi e agentici. Oltre un quarto descrive un miglioramento significativo nella gestione delle attività, con un aumento della qualità e una riduzione dei tempi operativi. La progressiva integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi interni porta a una riorganizzazione delle competenze e dei flussi di lavoro.

Le soluzioni generative agevolano la preparazione di documenti, la gestione dei ticket e l’interazione con gli utenti, mentre i sistemi agentici avviano un percorso di automazione più profondo, capace di incidere sul cuore delle operazioni. La combinazione delle due tecnologie consente di distribuire l’intelligenza in tutta l’azienda, trasformando processi complessi in sequenze orchestrate di decisioni autonome.

La telco AI diventa quindi una leva strategica che integra rete e organizzazione, definendo un modello operativo basato sulla complementarità tra agenti intelligenti, personale specializzato e governance dei dati.

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